Fermare i pensieri in corsa, quando attraversano il nostro cervello; fissarli perché non si confondano nel caos di immagini quotidianamente registrate e di sensazioni assorbite mentre parliamo, osserviamo, percepiamo odori, ascoltiamo, mentre, cioè, i nostri sensi lavorano e noi inconsciamente li assecondiamo. Ecco, è questo ciò che faccio io portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 21 settembre 2017

Da dove sto aspettando


Io sono scrittrice.
Sono scrittrice perché la mattina mi alzo e ancora in pigiama e ciabatte mi siedo davanti al computer; sono scrittrice perché anche nei momenti impensabili un’idea casuale diventa impellenza: con la bocca schiumosa di dentifricio o il mestolo imbrodato devo correre a fissarla su carta. In macchina inserisco il pilota automatico e seguo strade immaginarie, al supermercato fisso le persone come una maniaca in cerca di “prede” letterarie, profili da catturare e sequestrare dentro una pagina.
Io sono scrittrice perché rimando tutto per non perdermi l’appuntamento settimanale con le prove targate Scarparo, perché vengono sempre prima gli articoli del blog, perché ho un conto sempre aperto con il romanzo che vorrei portare a termine, persino quando parlo con me stessa cerco le formule giuste: nei soliloqui mai, mai sbagliare la coniugazione di un verbo.

Sono scrittrice perché mi piace scrivere, punto. Non una scrittrice, perché già l’articolo mi qualificherebbe, mi darebbe il titolo ufficiale che non posso vantare. Cosa fai nel vita? La scrittrice. Scrittrice che scrive e viene pubblicata, non scrittrice di concetto che scrive e desidera la pubblicazione. 

Cosa faccio nella vita? Sono un avvocato non più avvocato, ho bazzicato per anni nei Tribunali con codici di articoli schiacciati in una valigetta piena di carpette e fogli e fotocopie; sono stata anche responsabile del monitoraggio dei progetti presentati all’interno del Patto territoriale della mia città, compilavo schede excel con dati e numeri, rispondendo alle telefonate degli imprenditori che mi scambiavano per una segretaria. E poi ho scelto il mestiere più bello, l’ho fatto consapevole che fare la mamma a tempo pieno mi avrebbe collocato nelle liste delle lavoratrici senza lavoro, perché stare a casa e occuparsi della logistica di una famiglia è un lavoro, anche se non riconosciuto. E non chiamatemi mai casalinga, please, è un termine che odio, ché si sono inventati di tutto per obbedire alle regole del politically correct, lo spazzino è operatore ecologico, la bidella operatrice scolastica, la donna delle pulizie collaboratrice domestica, la parrucchiera hair stylist e la casalinga è rimasta senza un tecnicismo garbato che la sottragga all’immaginario collettivo, quello che la vede con grembiule e fascia in testa alle prese con pentole e ramazze. Chessò, potevano chiamarla imprenditrice domestica, factotum familiare, animatrice delle cose della casa (come disse mio figlio, un giorno, alla maestra.) 
Ecco, sulla carta sono questo, adesso, ma nei fatti scrivo. Dunque sono scrittrice. Torniamo al punto di partenza.
Sono scrittrice perché scrivo con gusto e mi sarebbe piaciuto diventare una scrittrice, invece.
Mi ostino a trovare una sottile differenza fra le due cose. 
La verità è che mi imbarazza usare il termine “scrittrice” riferito alla mia attività e poiché, adesso, sono in compagnia di una persona che carinamente mi considera tale, vorrei che capisse che non mi ci sento nel senso pieno del termine.
Sorrido perché mi vede battere le dita su questo aggeggino elettronico che mi porto sempre in borsa ed è compiaciuta, pensa di avere ragione. E invece ho ragione io: non sono una scrittrice perché scrivo sempre, sono scrittrice perché non posso stare lontana da una tastiera, ovunque mi trovi. Tutto qui.

Cinquecento parole per occupare il vuoto dell’attesa. Possono bastare. Anche perché è arrivato chi stavo aspettando.





















42 commenti:

  1. Sei scrittrice perché hai scritto due libri, un romanzo e una raccolta di racconti. Sei scrittrice perché ti piace scrivere fiction.
    Soprattutto, sei scrittrice perché lo dico io. E tanto basta!
    :-D

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    1. Della tua raccolta di racconti io non sapevo nulla!
      Comunque, mia cara Scrittrice e amica, dovresti spiegarci quel lunghissimo spazio bianco dopo il testo... Suspence? Il vuoto esistenziale dell'uomo post-moderno? Il diludendo dovuto a Blogger? :)
      Concludendo dicendo che io non me la prenderei per il casalinga. Me la prenderei invece se fosse un "solo una casalinga".

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    2. Avevo pubblicato dei racconti qui nel blog tratti da una mia raccolta inedita: li ho ritirati tutti tranne due, che si nascondono ancora fra i miei vecchi post.
      Lo spazio sembra più il diluendo di Blogger che una mia precisa visione filosofica. 😋
      E hai ragione, caro Marco: sono "anche", non "solo" casalinga. In famiglia me lo ricordano in tanti. 😉

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  2. Home-manager. L'ho sentito davvero,giuro!
    Scherzi a parte mi piace la differenzazione tramite l'uso dell'articolo. Proprio stamattina sono stata impropriamente definita una scrittrice, con grande imbarazzo, perché loro dicono sì e io dico no... insomma... non è che sia proprio quello... Però...
    Ma in fondo alla fine ciò che facciamo conta più della nostra etichetta. Ne abbiamo bisogno, io stessa ne avevo fatto una malattia tempo fa, ma si tratta pur sempre di un valore posticcio, che non qualifica la nostra anima.

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    1. Certo, però, non so se dire "sono una home-manager" mi imbarazzerebbe meno. Sbotterei a ridere senza ritegno. 😄
      Alla fine sì, le etichette sono riduttive, però ho notato quanto ci tengano ad averne una molte persone che poi se ne servono solo per darsi un tono. Sapessero leggersi dentro, anziché occuparsi solo di ciò che si vede fuori.

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  3. “Animatrice delle cose della casa” è una definizione bellissima! Però “Imprenditrice domestica” è più professionale. Però per quanto riguarda l’altra definizione ti puoi comunque definire, senza ombra di dubbio, Blogger…(che poi sei una scrittrice che ha pubblicato con una CE)

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    1. Blogger? Sì. Mi è capitato di definirmi anche così, ma la persona con cui parlavo mi ha risposto: "sarebbe?" 🙁 E lì è proprio una paranoia raccontare che fai, se parli con uno a cui devi prima spiegare cos'è un blog.

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  4. Io non credo che esista un termine che possa riassumere tutto ciò che fa la casalinga, tanto più se anche madre.
    L'altro giorno stavo per scrivere al Ministero dell'Istruzione e chiedere la laurea honoris causa per le mamme che foderano i libri dei figli. Avevo solo il dubbio se chiederla in ingegneria o architettura. :P

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    1. Eh, cara mia, quest'anno il mio piede è stato una salvezza se no mi toccava andare armata di trolley ai banchi di rivendita di libri usati, a fare la fila con in mano il foglio delle sezioni scolastiche dei miei figli. Mai io dico, avremo diritto a maturare anche noi la pensione!
      E, per favore, brucia quel termine, casalinga, a favore di madre full immersion. 😀

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    2. No, no, non intendevo che casalinga invece riassume tutto ciò che facciamo, eh!
      Madre full immersion, già è più esaustivo...

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  5. Se avessi un euro per ogni esercizio che vi ho costretto a fare, Stephen King adesso mi starebbe lucidando i mocassini.

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    1. E se noi avessimo un euro per ogni esercizio che ci hai costretto a fare adesso saremmo ricchi. 😋

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  6. "Animatrice delle cose di casa" è davvero bello.

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    1. Sono d'accordo. E io, tra il serio e il faceto, cito sempre la definizione di mio figlio.

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  7. Ne abbiamo parlato, io sono andato oltre nel definirti. Sai come la penso. Comunque sì, sei una scrittrice.

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  8. Scrittrice lo sei e anche brava, lo sai. Fattrice di ben due capolavori(i tuoi figli) e conduttrice di casa. I termini sappiamo bene che servono solo a conoscere al volo in quali attività si traffica e io infatti quando me lo chiedono dico: cucino, pulisco, organizzo, seguo i bambini, li porto ovunque... insomma non mi annoio.
    Quindi fai la casalinga?
    Tengo la casa diversamente linda...
    E vedo spuntare sorrisi timidi come a dire, la casalinga no? Però mi sta stretto, perché in realtà tuttofare rende meglio l'idea.

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    1. Decisamente tuttofare, mestiere sempre sottovalutato, eppure essenziale. E sai quando in famiglia si sono accorti di tutto ciò? Nei mesi in cui sono stata ferma e inservibile. Mi fa ridere mio figlio che quando gli chiedono "cosa fa tua madre", sapendo come mi accanisco contro il termine casalinga, risponde: "non lavora, però scrive". Quel "però" mi fa morire. 😀

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    2. E tuo figlio la sa lunga, ha capito perfettamente cosa ti preme dentro.

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    3. Mi conosce bene, molto bene.😃

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  9. Non riesco nemmeno a dirla quella parola che inizia con la s. Mai prendersi troppo sul serio. ;)

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    1. prendere seriamente la scrittura, però, sì, quello è fondamentale per chi ama scrivere. 😉

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  10. Casalinga? House manager oppure mogliemammacuocalavandaiaautista... uff mi manca il fiato! Ahahahs donna onnifacente e se il termine non esiste lo invento.
    Bella la tua distinzione! Indica una visione chiara di se stessi, senza presunzione nè falsa modestia.
    Ti piace scrivere, lo fai, hai pubblicato, non puoi farne a meno... sei scrittrice!
    Continua così, e chissàche tra poco tu non possa dire La scrittrice. Te lo auguro di cuore 😙

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    1. Un tempo era davvero il mio sogno. Ora lo alterno con altri che reputo più importanti, in questo momento della mia vita. Alla fine voglio dire proprio questo: scrivo perché mi piace, scrivo perché mi va, tutto il resto è regalo.

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    2. Ed è un regalo che fai prima di tutto a te stessa e mi pare più che sacrosanto!

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  11. Ma non ci credo anche tu un avvocato che si è sentita fuori posto e ha deciso di seguire la sua vera vocazione?? Io purtroppo sono al momento alla frenetica ricerca di un lavoro per potermi mantenere finché non riuscirò a coronare il mio sogno e fare della danza una professione (inizio la formazione in danza terapia) e seguendo il tuo post sono una ballerina perché immagino coreografie ovunque mi trovi e non esiste cosa al mondo che mi faccia battere il cuore così!grazie davvero per questo post 😊

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    1. Ho sempre amato ballare, nelle recite scolastiche ero sempre in prima fila quando si trattava di eseguire coreografie. La danza classica, però, non faceva per me, ero più da danza moderna. Danza terapia? Bello! Ti auguro di coronare il tuo sogno, Serena e grazie a te per essere ripassata.
      Ah, la sensazione del cuore che batte quando fai una cosa che ti piace, come la capisco! ☺️

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  12. Un bel post, molto ispirato, ma questa volta non so aggiungere nulla di mio ;)
    Per quel che so di te, per ciò che mi trasmetti, tu "sei" anche in rapporto al fatto che scrivi, questo al di là delle variabili possibili. E secondo me è ciò che davvero definisce chi ha un talento.
    Al solito, vorrei avere altre e più parole da regalarti, ma ahimé... :D

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    1. Hai già detto tanto, Gloria. Grazie di cuore. 🤗🌹

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  13. Scrittrice lo sei eccome, basta leggere i tuoi post. Ci vorrebbe un termine italiano stile Housewife. In inglese fa figo ma in italiano è una schifezza :)

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    1. Housewife okay, ma desperate no, però, eh! 😋
      Grazie, Rosalia. 🤗

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  14. Basta volerlo per esserlo sempre a prescindere da tutto una scrittrice, e credo che tu lo sia al 100%, ed anche brava seppur ho solo letto i tuoi post ;)

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    1. Purtroppo non basta solo volerlo, Pietro, sarebbe tutto molto più facile. 😉

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  15. Ma... hai ragione! Come è successo che le casalinghe siano sfuggite al furore farisaico? Suggerisco "armonizzatrice domestica", anche se già quel domestica mi irrita un po'. ;)

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    1. Lo sai che "armonizzatrice" ha un bel suono? poi, però, vai a trovarla una canzone dal titolo: "il ballo dell'armonizzatrice domestica" 😂

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  16. Due cose e sono come te, dovendo allora anch'io dire "sono scrittore", anzi sono tre.
    La prima: anche io mi ci alzo la notte per mttermi davanti al PC se ho qualcosa di impellente da scrivere.
    La seconda: ho le tasche piene di foglietti dove immancabilmente trascrivo frasi che mi volano davanti agli occhi improvvisamente senza chiedermi cosa cavolo stiano a significare, perché tanto un significato certamente lo hanno. Perché lo scrittore è come lo scultore davanti al blocco di marmo, ché la scultura è già dentro la devi solamente lasciare uscir fuori.
    La terza, ultima per ora: maniacale NON CONTROLLO perché avviene da solo autonomamente, ma maniacale ricerca della sintassi anche nel colloquio intimo con me stesso.
    Ci siamo allora.
    Sei una scrittrice, Marina, così come io sono uno scrittore, ma non solo per quello certamente, ma soprattutto perché quello che scrivi tu ha un senso, come quello che scrivo io.
    Complimenti ad entrambi, non nascondiamoci dietro un dito por favor.

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    1. Io per la notte sono attrezzata con penna e taccuino sul comodino: se mi sveglio e mi acchiappa il guizzo, non mi alzo dal letto, ma prendo subito appunti (persino a luce spenta, ma non chiedermi come ci riesca).
      Sui foglietti, se mi capita, scrivo le frasi epiche, quelle che ti vengono sul momento e se non le fissi se le porta via il vento.
      Niente diti: godiamoci la nostra comune condizione, Vincenzo. 😉

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  17. Questa scrittura ricca racconta tutto il tuo modo di essere, di scrivere, di comunicare in modo diretto le cose, anche quelle apparentemente più banali. Tu le fai diventare qualcosa a cui interessarsi e nell'interessarci prendiamo parte a ciò che tu sei e fai.
    Ecco. Adoro tutto questo. :)

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    1. Appena ci vediamo, ti abbraccio forte. 😄🌹
      Che belle parole, bellissime, grazie.

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