Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

giovedì 17 dicembre 2015

di Vizi e di Virtù

Nata sotto il segno del TORO

Qualche giorno fa ho letto con piacere un post di Grazia Gironella sui pilastri posti a fondamento della sua scrittura.
Oggi prendo spunto da quelle riflessioni per fare un piccolo sunto della mia scrittura analizzata, però, all'interno dei principali VIZI e VIRTÙ che caratterizzano la mia persona.

Una volta ho detto che scriviamo quello che siamo; nel ribadire la mia convinzione, aggiungo che scriviamo anche nel modo in cui siamo: alla fine la scrittura ci rappresenta a trecentosessanta gradi.

Poiché ho pensato di concludere questa settimana all'insegna del parallelismo tra elementi paragonabili (il precedente era con lo sport che pratico, il nuoto), vi presento i miei vizi e le mie virtù nella vita, che rimangono vizi e virtù anche nella scrittura.

di VIZI...

1) Sono intransigente.
Ho un rigore estremo verso le cose che faccio: pretendo molto da me stessa e sono molto severa di fronte a tutto ciò che non tollero, alle opinioni che non condivido, alle trasgressioni che non ammetto.

Questa mancanza di elasticità penalizza anche il mio modo di scrivere: sono incontentabile, cerco la perfezione e questo, spesso, mi rende poco spontanea, poco malleabile e mi allontana dalla bellezza della scrittura nella sua essenza povera, che è la semplicità.

2) Perdo l'entusiasmo facilmente.
Guai se un'idea giunge a perseguitarmi giorno e notte! Comincio a progettare, perdo ore a pensare a cosa fare e a come farla. Il carburante che mi motiva è l'entusiasmo. Ma poi, più passano i giorni più quell'idea perde peso, i progetti si svuotano, il tempo da dedicargli cercato sempre meno. Mi smonto.

Nella scrittura mi accade la stessa cosa: quando l'ispirazione mi sorprende con il suo  slancio, mi galvanizzo, comincio a buttare giù i fondamenti della storia che mi è venuta in mente, mi concentro solo su quello per ore e giorni interi. Poi, interviene qualcosa che fa svanire la magia e mi areno. Questo spiega il numero infinito di incipit sparsi nei cassetti su fogli lasciati a metà e di racconti incompleti che non riprenderò mai più.

3) Non concedo opportunità a chi mi cade dal cuore. 
Le delusioni sono pericolose: perdono, ma non so dimenticare; capisco le ragioni, se ben spiegate, e so giustificare l'errore altrui, quando interviene un chiarimento, ma il mio atteggiamento subisce una sottile metamorfosi: ai miei occhi, la persona che mi ha fatto un torto non è più la stessa e la situazione che mi ha profondamente deluso non recupererà mai più terreno (questo si lega molto alla mia intransigenza).

Quando scrivo, il fenomeno è analogo. Ho un atteggiamento di totale dedizione verso la mia attività, dedizione e rispetto assoluto. Se qualcuno prova a mettere in dubbio, a minare o a negare una di queste mie due ferme motivazioni, in automatico passa in zona dimenticatoio. Mi basta essere ferita nell'orgoglio, una parola che giunga alle mie orecchie in modo stridente, per mettere un velo di distanza tra me e la persona, anche quella che stimo di più.

4) Vivo di antipatie epidermiche.
Sono le antipatie "innocue", quelle curabili. Si tratta di impressioni sommarie che, però, non lascio mai cristallizzare senza riscontro (ricordate il discorso sui pregiudizi?)

C'è un tipo di narrativa che mi fa antipatia e non parlo di generi letterari, lì intervengono i gusti ed è differente. Parlo di un certo modo di scrivere, che trovo anche in chi fa blogging: quello superbo di chi pensa di avere le verità in tasca su ogni argomento, quello di chi compiace e asseconda ma senza convinzione, quello inconsapevolmente ipocrita. Dietro ognuno di questi atteggiamenti, c'è una persona che non tollero granché, ma sono tutte opzioni che studio e verifico, ovviamente, prima di farle diventare definitive.

... e di VIRTÙ

1) Sono molto paziente
So aspettare, che sia il turno alla posta o una silenziosa rivalsa.
Non ho alcuna premura, sudo e attendo con calma i risultati della fatica; mi siedo sulla riva del fiume e aspetto che passi il cadavere del nemico.
Ho pazienza verso le intemperanze altrui, gestisco con pazienza i momenti "no" miei e di chi mi sta accanto.

So aspettare anche nella scrittura: il tutto e subito mi fa perdere la concentrazione. So che c'è un momento giusto per ogni cosa: per scrivere, chiedere aiuto, pubblicare e non ho fretta di raggiungere l'obiettivo. L'importante è che un obiettivo ci sia. Sempre.

2) Sono propositiva
I problemi della quotidianità vanno affrontati, che si tratti del guasto di un elettrodomestico o una situazione più delicata di qualunque genere. Non piango sulle incapacità o sui fallimenti, mi sbraccio e cerco soluzioni. Non mi piace nemmeno imprecare contro la "sfortuna": se un evento c'è, nella mia vita, mi impongo di guardarlo in faccia e di gestirlo al meglio.

I fallimenti nella scrittura non mi hanno mai spaventato, né hanno mai pregiudicato la mia voglia di migliorare e di crescere. La mia insicurezza ha due facce: la prima mi scoraggia, la seconda mi intestardisce. Rincorro sempre qualcosa, un obiettivo, un sogno, non rimango mai a corto di mete da raggiungere.

3) Vado in profondità 
Non mi fermo mai agli strati superficiali. Le persone, spesso, non sono come sembrano, le situazioni vanno analizzate, i problemi scandagliati. Evito le discussioni futili; se non percepisco qualcosa di più profondo nel confronto, non mi interessa nemmeno affrontarlo. Studio le persone che voglio conoscere, voglio capirle e per farlo non mi accontento mai di quello che mostrano.

Non mi piace scrivere storie banali, mi piace gestire la complessità. Vorrei, per esempio (e questo è l'oggetto dei miei studi attuali), perfezionare il ritratto dei miei personaggi, dare loro una sorta di tridimensionalità che li faccia apparire profondi e di spessore.

4) Sono caparbia
Ho sempre conquistato ciò che ho voluto nella mia vita: quando studiavo e volevo prendere un buon voto, davo il massimo e quel voto arrivava; quando mi piaceva qualcuno, usavo tattiche infallibili di adescamento e il mio tentativo più riuscito ha la fede al dito da sedici anni.
Solo di fronte all'evidenza mi arrendo.

La scrittura allena la mia caparbietà quotidianamente: non mollo, mi ostino. Cerco di scrivere un buon libro? Non mi scoraggia l'idea che sia un punto lontano all'orizzonte, prima o poi ci arriverò - mi dico con convinzione.
Caparbietà e pazienza sono un mix straordinario!


Ma, forse, più di ogni altra cosa, sono umile: niente riesce a montarmi la testa, niente! Un complimento è una bella occasione per un sorriso; un successo, un gradino più alto nella scala della mia autostima. E questo vale nella vita, nella scrittura, in tutto quello in cui dimostro ciò che sono o che so fare.

Dei vizi e delle virtù vostre, invece?

42 commenti:

  1. I miei vizi non te li dico, che intransigente come sei... No, forse meglio non dire "intransigente", che ti impermalisci e ti cado dal cuore. "Sensibile", ecco, molto meglio "sensibile". Dicevo: che, sensibile come sei, poi aspetti il mio cadavere mentre scivola sotto il ponte. E a Roma ce ne sono parecchi. Meglio non rischiare. :-P

    Per il resto siamo abbastanza simili anche se, da buon Leone, non mi manca una certa dose leadership e capacità organizzativa. Ma è difficile (molto difficile) che mi imponga: non è nelle mie corde. Preferisco essere scelto :)

    Come dici? I vizi si vedono lo stesso?!

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    1. E poi... chissà quanto tempo mi toccherebbe aspettare su questa riva prima di vederti passare: partiresti da lontano! :P

      Ci riesci bene, a farti scegliere intendo! :)

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  2. I tuoi vizi sono vizi passabili, e poi onestamente non credo che tu sia davvero così intransigente e incapace di "fornire una seconda chance" come ti dipingi ;-)

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    1. Beh, a qualcuno, in effetti... ma deve valerne veramente la pena! :)
      E tu, però, non hai detto quali sono i tuoi! Non tutti, magari uno soltanto... :P

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    2. I miei vizi? Allora: sono pigro, lunatico, isterico, mi deprimo e vado in letargo in inverno, sono un po' sociopatico ed esageratamente selettivo nei rapporti con gli altri... Direi che basta, no? ;-)

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  3. I miei vizi sono più o meno simili ai tuoi. Aggiungerei anche un po' di pigrizia e soprattutto un carattere un po' difficile, un po' troppo sensibile. Tendo infatti a prendermela per un nonnulla, ad avere spesso ansia, ad arrabbiarmi facilmente, a soffrire anche per cose che in teoria non dovrebbero farmi soffrire.

    Sulle virtù invece non saprei dire, anche perché non sono molto bravo ad analizzare i miei punti di forza (altro vizio?). In ogni caso mi dicono che sono abbastanza creativo, a scrivere ma anche in cucina, e poi che ho un forte senso logico, che mi aiuta non solo nelle costruzioni delle trame ma anche in altri campi (matematica, per esempio). Ho anche una buona memoria, di norma, il che è di aiuto per scrivere senza cadere in contraddizioni. Di più, non saprei dire :).

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    1. Un tempo ero permalosa anch'io, poi non so se l'età o una maggiore consapevolezza mi hanno fatto superare questo lato sensibile del mio carattere.
      Mi piacciono, invece, le tue virtù: creatività, senso logico e buona memoria (dell'ultima io difetto in modo talvolta imbarazzante!). E se non sei bravo ad analizzare i tuoi punti di forza non è perché hai un vizio, ma un'altra virtù: la modestia. :)

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    2. Ti ringrazio, ma più che modestia io parlerei di forte mancanza di autostima :) . Tendo infatti a vedere più i miei lati negativi che quelli positivi, anche se a volte mi accorgo che di questi ultimi ne ho più di quanto io pensi!

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    3. Allora fai così: prendi tutti i tuoi lati positivi, mettili al servizio della tua autostima e considera la modestia una virtù! :)

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  4. A differenza di te, io sono molto impaziente: vorrei addormentarmi e risvegliarmi domani con il romanzo già scritto. L'idea che passerà ancora tanto tempo prima che possa essere concluso mi manda in agitazione.
    Un altro vizio è la mia tendenza ad andare nel mentale, come direbbero i maestri zen: se un brano non mi convince rischio di bloccarmi e perderci giorni interi.
    Anche io poi sono intransigente, pignola e fissata con l'estetica: pensa che rischio di bloccarmi anche se non mi piace la disposizione delle parole sul foglio...

    Fra i pregi c'è sicuramente l'empatia: come amo e rispetto ogni essere umano (Genoveffa a parte) provo la stessa cosa verso i miei personaggi. Questo mi porta a trattarli bene. Anche troppo: due schiaffoni N. se li meriterebbe eccome (a proposito: ti scriverò, perché ci sono novità).

    Aggiungerei alle virtù la serietà (anche troppa) con cui affronto il mio lavoro, la determinazione nel portare avanti il mio progetto, la profondità e la capacità di "problem solving".

    Magari farò un meme! :)

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    1. Il brano poco convincente è una catena alle caviglie terribile, mentre
      trovo la pignoleria nell'estetica molto originale! :)

      Io non so se picchierei N., Genoveffa invece sì :P
      (Uhm, curiosissima delle novità!)

      Per le altre virtù, mi riservo di approfondire quando ne farai un post (conoscendoti, sarà puntuale e molto approfondito)

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  5. Ehi, non ho nessuno dei tuoi difetti :D in compenso ho i miei:
    Mi distraggo facilmente, tendo a seguire il flusso dei miei pensieri e perdo il filo di quello che sto facendo
    cos'è che stavo facendo? ah, i difetti...
    Voglio fare troppe cose, tutte insieme (che si ricollega un po' con quello sopra) ma alla fine concludo poco.
    Non ho costanza e spesso...
    ... no dai, con un piccolo sforzo il commento lo finisco, almeno quello :P dicevo, spesso abbandono quel che sto facendo (o proprio non lo inizio, lasciandolo nel mondo delle idee orfane)
    Virtù? mmm
    una certa abilità zen che ho acquisito col tempo, di dare il giusto peso alle cose
    poi so accettare le critiche (anche quelle distruttive :P alle quali do il giusto peso del punto sopra ;) )
    e, chi ha detto empatia? beh, sì, un po' ho anche quella :)

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    1. :)
      Aggiungiamo vizi e virtù nuovi:
      Distrazione: uhm, fastidiosa, soprattutto quando devi rincorrere il filo che non sai che fine abbia fatto durante il flusso di pensieri.

      Volere fare troppe cose insieme: e qui mi aiuta la tradizione popolare con il detto "chi troppo vuole nulla stringe!"

      Incostanza: troviamo un padre a queste povere idee orfane!

      Sapere dare il giusto peso alle cose: ottimo e salvifico.
      (Soprattutto con riguardo alle critiche, che se sono fatte bene e con criterio servono, eccome se servono!)

      Di empatia ha parlato Chiara: quando c'è, è sì, una bella virtù!

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    2. "troviamo un padre a queste povere idee orfane!"
      bisognerebbe perlustrare l'iperuranio :P

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    3. Con la fantasia possiamo perlustrare tutto l'universo che vuoi! ;)

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  6. P.S. per i personaggi avevo scritto questa analisi che magari ptrebbe darti qualche suggerimento:
    http://pescepirata.it/aspiranti_scrittori/viewtopic.php?f=219&t=4539
    Non so se riesci a vederla senza essere iscritta al forum, ma costa poco ;)

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    1. Grazie per il suggerimento. Adesso è tardi, ma domani, sicuramente, darò un'occhiata al link.

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    2. Grazie di nuovo: mi sono iscritta al forum PescePirata, è ricco di rubriche da spulciare una per una! :)
      E ho letto il tuo intervento sui personaggi: ho salvato i tuoi consigli, mi sembrano utilissimi. ;)

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  7. Mi sa che io, almeno sul fronte scrittura, sono bifronte. I miei vizi sono le mie virtù distorte. Sono caparbia fino all'ostinazione. Voglio migliorarmi (anche) perché sono insicura. Sono costante nel lavoro fino a sfinirmi.
    Per altro i mei vizi/virtù in scrittura non rispecchiano i miei vizi nel resto della vita. Quando scrivo sono ordinata e paziente. Due doti che non appaiano in nessun altro dei miei comportamenti...

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    1. A proposito della costanza nel lavoro, capita anche a me, di sfinirmi, soprattutto se ho programmato una tabella di marcia che voglio a tutti i costi rispettare. Ecco, lì, l'ostinazione mi aiuta a essere organizzata.
      Spesso, in molte attività, riusciamo a essere l'opposto di quello che siamo: tu parli di ordine e pazienza, io potrei dirti, per esempio, che sono concentrata quando scrivo e totalmente distratta nel resto delle cose.

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  8. Aaaah io sono Ariete, con tutto quello che ne consegue. Vedo che tu sei bella tosta. Ma questo si era già capito.

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    1. ... e l'ariete non scherza nemmeno, accidenti! Le corna ce le ha pure lui! :)

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    2. W gli arieti, creativi e tenaci!

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    3. Bisognerebbe sentire quelli che ci vivono con gli arieti. Ussignur, ne avrebbero da dire hahahaha

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    4. Ho vissuto una vita con un ariete: mio fratello...
      Adesso immagina quella povera donna di mia madre tra un toro e un ariete... :D

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  9. Io sono paziente, talmente paziente che spesso qualcuno approfitta della mia pazienza, con il rischio di cadermi dal cuore...
    Sono perseverante e perfezionista (almeno nelle intenzioni, non vuol dire che il risultato sia poi perfetto) quindi mi impegno fino allo sfinimento.
    Ho un forte spirito organizzativo, questo no so se è innato o deriva dal lavoro che faccio.
    A proposito di lavoro, è ora che di andarci! Buona giornata (ormai mi riduco a commentare i blog la mattina presto, ma si può?)

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    1. Faccio lo stesso anch'io: commentare di buon mattino! :)
      La bontà è un'altra caratteristica di cui spesso si approfitta. Ce l'ho!
      Lo spirito organizzativo aiuta: le idee vanno organizzate, indirizzate, guidate, è una bellissima e utilissima virtù. :)

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  10. Bello bello bello... me lo salvo e te lo copio (si può copiare, vero?) :D

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    1. Ma certo, Lisa, fai pure! Sono sicura che i tuoi contenuti saranno molto interessanti! :)

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  11. Mi ritrovo molto in quello che dici, tranne che sull'entusiasmo. Non sono un "entusiasta", per cui non corro il rischio che "mi passi l'entusiasmo" ;-)

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    1. Sei molto razionale, dunque!
      Vero, ti eviti molte seccature, ma ti perdi anche molto! :)

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    2. Sarà perché sono un sagittario (vedo che qualcuno ha citato il segno zoadiacale :D )

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    3. A dire il vero, non sono un'esperta di segni zodiacali e relative caratteristiche. Lo sai che sei l'unico sagittario che conosco? :)

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    4. Non si può essere esperti di qualcosa che... non esiste :D
      PS: sono merce rara ;-)

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    5. Ti ho risposto come si deve con un post sul mio blog #DiViziDiVirtù :-)

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    6. E io l'ho già letto e commentato! ;)
      (Velocissima!)

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  12. Credo che il mio difetto principale sia il non essere abbastanza flessibile nell'adattarmi e nel trovare soluzioni. Resto molto attaccata alle mie aspettative, al punto da non vedere quello che se ne allontana. Immagino che questo rientri bene nelle caratteristiche del Toro. Come mia virtù principale direi la voglia di imparare e di migliorare, non solo nella scrittura. Intransigente lo ero, ora lo sono molto meno. Mio figlio e le esperienze di vita degli ultimi anni mi hanno rieducata. ;)

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    1. Dovremmo essere noi a educare i nostri figli e invece spesso sono loro che ci portano a rivedere alcune nostre posizioni! :)
      La rigidità del toro, già! io, nel tempo, ho provato a rieducarmi proprio su questo aspetto, con risultati qualche volta soddisfacenti qualche volta no!

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