domenica 23 marzo 2025

Domenica mattina

                                   

È domenica mattina, dormono ancora tutti. Mi sveglio sempre presto e non faccio eccezione nei giorni festivi. Mi trovo in cucina, adesso, ho appena finito di bere una tazza di tè e, nel silenzio, il ticchettio dell’orologio appeso alla parete riempie la stanza di perentorietà. Da lontano, invece, giunge alle mie orecchie il suono delle campane di qualche chiesa, che segna quest’ora e mi inebria: mi fa pensare, non so bene perché, alla pace della campagna, anzi, più precisamente, alla vita in quei villaggi di poche case, con le famiglie ancora abituate ad andare a Messa.

Le mie orecchie sono attente a percepire ogni suono; non fanno fatica a seguire il cinguettio dei passeri, che si riuniscono nel mio balcone e sembrano accesi da un entusiasmo che quasi gli invidio: balzellano, becchettando qualcosa e parlano fra loro; chissà se stanno comunicando, se è solo il loro modo di stare al mondo o se davvero cantano la gioia della libertà. Li osservo e sorrido un po’ ebete, attraversata da pensieri leggeri che mi disegnano sul viso la bocca della Gioconda e se allungo lo sguardo oltre la finestra incontro gli archi dell’Acquedotto, poetici al mattino, ma ancora di più al tramonto, quando si tingono di un rosso Grand Canyon che li rende preziosi alla vista e anche alla macchina fotografica. Da lontano, ogni tanto, giunge il suono delle ferraglie di un treno che attraversa a grande velocità i binari diretti da qualche parte e il cielo sopra di noi dev’essere un corridoio di transito per gli aerei in volo; il rombo dei motori forma come una scia sonora d’effetto: proprio in questo momento ne sta passando uno, che porta i passeggeri in un altrove a me sconosciuto. Chiunque voi siate, ovunque stiate andando, vi auguro buon viaggio!

Il mio è solo mentale, per adesso e percorre grandi distanze: va da Roma a Caltanissetta, dove non potrò tornare per le vacanze di Pasqua e poi sale oltre le Alpi per piazzarsi in una città che, molto presto, mi accoglierà per qualche tempo. Ritorno in Italia e guardo avanti, all’estate prossima e prima ancora alla gita che faremo in Francia (un regalo per l’anniversario di matrimonio - quest’anno sono di nozze d’argento! -  che è anche la giusta scusa per andare a trovare mio figlio che sta completando gli studi a Parigi) e tutto questo vai e vieni in un arco di tempo che ha impegnato solo pochi giri di lancette, nell’orologio da parete, che tiene il ritmo dei miei pensieri.

Se mi concentro, una linea monocorde si mescola ai suoni che registro: è il ronzio sordo e intermittente del frigorifero, che solo in questo momento si sta concedendo una pausa, prima di riabilitare il circuito rumoroso. 

Un coro di cani che abbaiano: quello non manca mai! Così c’è un orologio in perenne cammino, un frigo che fa il suo dovere, gli uccelli che mettono di buon umore, un panorama che induce alla preghiera, di tanto in tanto treni e aerei di passaggio, un cane che risponde ai richiami di un altro e pensieri su pensieri, che attraversano la mia corteccia cerebrale in una casa ancora immersa nel relax del fine settimana.

Ispirata dal nulla, ma pur sempre ispirata, ho trasferito il poco che mi è passato per la testa in questo post, quasi con aria colpevole per non essere più presente e attiva come un tempo. Ma, in fondo, è questo che fa la scrittura: tiene compagnia, s’impone quando diventa necessaria, interviene quando serve davvero. 

Oggi, più che mai, ne avevo bisogno.

22 commenti:

  1. Cara Marina, buona domenica mattina anche a te e agli uccellini che ti cinguettano intorno. Un momento per riflettere anche su quello che tra poco ti accadrà. La città verso le Alpi che ti attende (novità!) e il viaggio a Parigi. Chissà se sarà sufficiente a colmare il vuoto di n viaggio al sud che sento già ti manca. Anche per me una domenica mattina strana. Il mio compagno è partito per due settimane di lavoro e io mi ritrovo con tanto tempo per me e qualche goccia di solitudine che cade anche fuori dalla finestra. La pioggia ha per me un valore introspettivo e mi affido alla scrittura, ai pensieri, a quello che ho e a chi manca. Quasi quasi esco con un ombrello e vado a fare due passi per sentire il silenzio che nella campagna tiene compagnia più di mille inutili voci della città. Un abbraccio. Scrivi bene quando sei melanconica!

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    1. Sono contenta di essere (stata) in buona compagnia. Un periodo tutto strano, questo, per me, con nuove cose da fare, da programmare, soprattutto. La permanenza all'estero è la principale, perché comporterà una serie di conseguenze e di cambiamenti che non volevo affrontare (il più importante, l'acquisto di una nuova casa, qui, a Roma). Il silenzio è il veicolo migliore per esprimere certe sensazioni e io, non ti nascondo, che sono spesso alla ricerca di questa dimensione intima. Dunque, anche tu sola per un paio di settimane: pure io lo sono, ma fino a sabato prossimo (mio marito è fuori sede per lavoro) e con un figlio lontano, siamo rimasti in due a riempire le giornate. Appena finisco di rispondere a questi commenti, approfitto della bella giornata per fare anch'io una passeggiata. Grazie e a presto.

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  2. Sono tutte sensazioni positive, emozioni lievi che evocano eventi presenti e futuri entrambi gradevoli, quindi un momento prezioso da custodire nella memoria. Trascriverlo letteralmente è stata un'ottima scelta.

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    1. "letterariamente" non "letteralmente".

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    2. E noi sappiamo quanto sia importante lasciare fluire su un foglio le parole (che poi l'ho fatto letteralmente: prima di riportare queste poche righe sul web le avevo scritte su un diario che tengo sempre per i pensieri estemporanei). Grazie: Alla fine penso che questo tipo di scrittura è quella che riesce meglio a che ama scrivere. ;)

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  3. Sarà che anche io adoro la colazione solitaria e silenziosa, ma accenderei la radio o la tele in quest’ora di ascolti minimi, ma trovo il tuo post poetico, un ritaglio di istanti, pensieri e suoni molto personali e pure coinvolgenti.
    massimolegnani

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    1. Grazie Massimo, ho fotografato con le parole un momento che volevo immortalare. E se dovesse ricapitare, non sarà come questa volta in cui mi sono lasciata accarezzare da tutte le sensazioni provate.

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  4. Eh sì, è questo che fa la scrittura: tiene compagnia. Funzione svolta egregiamente anche dalla lettura.
    Buona domenica.

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    1. Infatti, dopo la colazione, ho approfittato di quel magnifico silenzio per buttarmi nella lettura. Poi si è svegliato mio figlio! :D

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  5. Ti ho letto proprio domenica mattina, durante la mia colazione, differente dalla tua. Nel weekend, salvo impegni extra, ci svegliamo tardi per recuperare le ore di sonno perse con gli orari lavorativi. Se mi sveglio per prima, resto a letto a farmi cullare dai rumori della vita intorno. La colazione è in cucina, con la televisione su qualche canale musicale in sottofondo, ma ognuno poi sta leggendo, dalle mail del cellulare al romanzo in lettura. Alla fine la colazione rischia di diventare pure il brunch, se il romanzo è proprio buono. :)

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    1. Succede anche a me di rimanere davanti alla tazza vuota di tè a lungo se ho un libro da cui non riesco a separarmi. Perché, in effetti, tolta questa giornata dal sapore anomalo, la mattina leggo sempre mentre faccio colazione. Niente sottofondo musicale, però: il silenzio deve continuare a regnare sovrano.

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  6. Sì, Marina, è un post proprio poetico, ricco di sensazioni e del tuo particolar modo di percepirle. Quanti suoni! Dai più piccoli ai più forti, dallo sferragliare del treno al ronzio degli elettrodomestici! La mattina presto, un caffè in solitudine guardando fuori la città che si sveglia, e soprattutto ascoltando, sono momento preziosi anche per me. GRAZIE!!!

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    1. Mi fa piacere condividere con te le stesse sensazioni. Certe volte è proprio il cuore a dettarmi le parole più consone al momento che sto vivendo: non so se viene fuori qualcosa di poetico, ma di sicuro mi lascio trascinare dalle emozioni provate e sono spontanea. Grazie.

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  7. Sono quei momenti in cui "si fa il punto" e li comprendo bene, Marina cara. La mattina sul presto, quell'ora in cui tutto è ancora immerso nel silenzio e la luce è ancora fioca, è per me l'ora migliore. Mi dedico alla lettura (i giorni in cui non ho prima ora a scuola), oppure a riflessioni che sono molto simili alle tue.

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    1. Sì, quando ancora tutto è fermo, prima che la frenesia cominci a fare scorrere in fretta le lancette dell'orologio. Un momento unico, un'occasione da non lasciarsi sfuggire.

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  8. Caspita, le nozze d’argento sono un bel traguardo e anche un bel modo di festeggiare andare a Parigi 😀

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    1. Sì, dai, una bella gita... e anche un bel traguardo! 😉

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  9. grazie! https://shorturl.at/CNrhS

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