domenica 23 marzo 2025

Domenica mattina

                                   

È domenica mattina, dormono ancora tutti. Mi sveglio sempre presto e non faccio eccezione nei giorni festivi. Mi trovo in cucina, adesso, ho appena finito di bere una tazza di tè e, nel silenzio, il ticchettio dell’orologio appeso alla parete riempie la stanza di perentorietà. Da lontano, invece, giunge alle mie orecchie il suono delle campane di qualche chiesa, che segna quest’ora e mi inebria: mi fa pensare, non so bene perché, alla pace della campagna, anzi, più precisamente, alla vita in quei villaggi di poche case, con le famiglie ancora abituate ad andare a Messa.

giovedì 6 marzo 2025

In viaggio con Proust: Il lato oscuro di Marcel Proust


Il mio viaggio nel mondo di Proust continua con un post che stavolta lo mette a nudo, esponendolo, probabilmente, al giudizio poco lusinghiero di chi si soffermerà a leggerne il contenuto. Sì, perché dello scrittore si tramanda l’idea “romantica” di un uomo fragile, afflitto da una malattia invalidante; colto, spiritoso, con numerosi interessi: arte, musica, religione, filosofia; attentissimo esaminatore della bellezza della natura e degli oggetti che antropomorfizza per coglierne l’essenza. Tutta la sua opera attinge a un patrimonio smisurato di conoscenze e risponde a una pregevole indagine introspettiva densa di significati. Non vi ho mai tenuto nascosto il mio amore per la Recherche, letta due volte proprio per penetrarne il mistero, eppure ogni approfondimento che ne ho fatto ha svelato piccoli tasselli di una vita, quella del suo autore, che mai mi sarei aspettata di attribuirgli. 

martedì 25 febbraio 2025

L’eco 13 - Archivio di ricordi: Duran Duran e il primo concerto della mia vita

 

L’antenna del mio palazzo si è inclinata a causa del vento e lo schermo del televisore è tutto un trionfo di pixel colorati e di audio sincopato. Un disastro,  nella settimana di Sanremo! Ma solo per un motivo.

martedì 4 febbraio 2025

My lack of enthusiasm

La necessità m’induce a rispolverare il mio inglese fermo alle pochissime ore scolastiche di quarant’anni fa. Sì, beh, ecco... lo so, impensabile, oggi, non conoscere la lingua universale, quella che nel tempo si è presa tutto lo spazio, soppiantando parole che già esistono nell’idioma italiano e che noi stiamo via via affidando al linguaggio globalizzato. 

martedì 14 gennaio 2025

L’eco 12 - Archivio di ricordi: la mia laurea, quel giorno di aprile




Mi sono laureata in Aprile, non rammento più in quale giorno. Ricordo tutto di quella mattina speciale, ma la data proprio no. Rimossa. 

Così mi è bastato salire la rampa della scalinata della facoltà di Lettere e Filosofia, qualche giorno fa, in occasione della laurea triennale di mio figlio in Lettere Classiche, per ritrovare la me stessa laureanda in Giurisprudenza, in un anno che appartiene al vecchio secolo (e fa impressione solo dirlo). 

martedì 31 dicembre 2024

Gratitudine

Sto stirando davanti a una finestra da cui osservo il mondo fuori. Il sole già è tramontato e tra uno sbuffo di vapore e il lembo di un lenzuolo spianato dal ferro osservo un triangolino di luce che si staglia a poca distanza da me, in linea d’aria. È un albero di Natale allestito sul balcone di un edificio di fronte: si erge, nel buio che precede la notte, come un faro. Mi viene facile divagare con la mente e sorrido mentre formulo il primo dei pensieri: “oggi è il 31 dicembre, l’ultimo giorno dell’anno... e io sto stirando!”

giovedì 19 dicembre 2024

Il Grinch che c’è in me


È un dato di fatto, ormai devo rassegnarmi. Ma come ci sono finita, io, in questo secolo in cui sono fiorite molte delle cose che più mi mettono a disagio? Con le mie gambe, certo; tutto sommato vivendo serenamente e rendendo lode al buon Dio per questo.

Rendere lode, che espressione kitsch! 

giovedì 28 novembre 2024

Il tempo non lascia spazio che a poche parole scritte

Devo ancora decidere se questi che sto vivendo sono giorni buoni oppure no; se questa fase di rodaggio funzionerà o sarà una prova fallimentare; sicuramente sono giorni nuovi, diversi, per me che sono affezionata alla routine quotidiana. Ho intrapreso un viaggio che vorrei avesse l’approdo sperato, ma che è ancora all’inizio, dunque privo di elementi per tracciarne un bilancio. Non vivo una preoccupazione vera e propria, ma mi attanaglia il sottile, ragionevole, timore di avere fatto il tifo per una scelta che si rivelerà sbagliata. Eppure, quando la lontananza fisica ti impone voli di fantasia (e voli reali) per accorciare le distanze, allora capisci che è giunta l’ora di risolvere ciò che è diventato un problema.