Fermo i pensieri in corsa, quando attraversano il mio cervello; li fisso perché non si confondano nel caos di immagini che quotidianamente registro e di sensazioni che assorbo mentre parlo, osservo, percepisco odori, ascolto, mentre, cioè, i miei sensi lavorano e io li assecondo inconsciamente. È questo ciò che faccio portandomi dietro un taccuino: ce l'ho in borsa e se non è in borsa è in una tasca ma sempre con me, pronto a ricevere suggestioni, a raccogliere e conservare tutto quello che mi colpisce e non voglio vada disperso o dimenticato.

mercoledì 30 novembre 2016

Thriller paratattico n. 65: Riepilogo e Verdetto



Ovunque la collochiamo, la nostra giovane donna se la cava sempre bene, persino nei luoghi estremi scelti da alcuni anonimi partecipanti: nello spazio e agli inferi. Sono questi, infatti, i brani che mi sono piaciuti di più, dopo avere chiesto, nella presentazione del Thriller della scorsa settimana, di dare una nuova ambientazione alla storia.

Pur apprezzando il lavoro degli anonimi 2, 4, 6 (uno dei tre è il mio), che hanno viaggiato dall'Emilia Romagna a Bangkok passando per le Maldive, ho dunque direzionato la mia scelta sui restanti 1, 5 e 7 (è solo una coincidenza, ma sembra il turno dei numeri dispari.)

L'anonimo n. 1 ha scritto un brano suggestivo e ben dosato, con gli elementi al posto giusto (e sono andata a cercare se sul pianeta Marte ci fossero vallate e canyon eh, notando con piacere che lo studio è stato dettagliato), direi che il n. 5 mi ha colpito per la felice rivisitazione del primo canto della Divina Commedia, a parte il "gli sbarrano la strada" e "gli sono addosso" riferito alla giovane donna (impennata di refusometro), il n. 7 (anche qui c'è un mal coniugato vide) si è molto attenuto al testo e la trasposizione è riuscita bene, mi è piaciuta l'idea di spedire la malcapitata nell'ottavo cerchio dei seduttori e mi ha fatto ridere l'intenzione dei bruti di leggerle parole arcaiche. 
Bene, veniamo al dunque...

Aspetta, ma ne manca uno.
L'anonimo n. 3.

Eh eh, scherzetto: non mi sono dimenticata del brano!
L'ho lasciato per ultimo, perché fra i tre litiganti il quarto gode e sarà questa versione a ricevere il libro che Helgaldo aveva messo in palio già per lo scorso thriller rimasto senza assegnazione.

La lettura della versione n. 3 mi ha alienato, così ho voluto essere originale anch'io premiandola proprio per la sensazione straniante che mi ha suscitato.
Per essere, dunque, uscito/a fuori dagli schemi, pur rimanendo in tema e avere condotto la storia in modo bizzarro ma nuovo, è l'autore/trice di questo brano che si aggiudica il libro di Vittoria Baruffaldi, "Esercizi di meraviglia" (sottotitolo: "Fare la mamma con filosofia"), edizioni Einaudi. (A questo punto spero in una "lei".)

COMPLIMENTI. Per le modalità di ricezione del premio potrà rivolgersi, come sempre via mail, a Helgaldo.

Fine della ricreazione, signori: si torna a Montmartre. 
Vicoli bui, maniaci,  topi...stiamo arrivandoooo.

Esattamente domani. 

Intanto, di seguito, i brani che hanno partecipato a questa tornata di Thriller paratattico.

*****


Anonimo n. 1 

Una giovane astronauta si trova sperduta in una vallata desolata di Marte. La giovane cammina arrancando tra i dedali di un canyon, costeggia una lunga parete rocciosa. Ha paura: l'alba è imminente, il sole riverserà presto le sue le radiazioni sulla sua tuta spaziale, già messa a dura prova dalla tempesta di sabbia appena terminata. Deve trovare un rifugio che offra ombra a sufficienza. Entra finalmente in quella che sembra essere una caverna, sale su alcuni massi dove l'oscurità pare più intensa. Ma le luci direzionali del suo casco attirano qualcosa di inaspettato. Creature deformi si avventano su di lei: si appiccicano alla sua tuta, ne vogliono assorbire l'energia residua. L'astronauta urla di terrore ma le grida restano chiuse nel suo casco. La sostanza viscida rimasta sulla tuta le impedisce di liberarsi: si ritrova braccia e gambe incollate ai fianchi, come legata. Le creature, paghe dell'energia assorbita, la spingono infine fuori dalla caverna. La donna si ritrova a rotolare giù per un pendio scosceso, in un fiume di sabbia che la trascina in un cratere, come un'immensa e micidiale clessidra rocciosa. Altri piccoli mostriciattoli pelosi emergono improvvisi, forse per divorarla. La sua tuta, senza energia, non le fornisce più aria: la giovane astronauta, ormai sul fondo del cratere, si sente soffocare. Poi il buio sotto la sabbia.
Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista della base marziana europea Mont Mart Espace 1: "Tutto fatto, cara. Mezza corona marziana, prego!"

Anonimo n. 2

Una giovane vacanziera amante della vita notturna si trova sperduta nella zona dei locali a Riccione, il celebre Viale Ceccarini, intorno a lei luci sfavillanti di bar e ristoranti. La giovane cammina tra la folla sfiorando gruppetti di Pr che propongono entrate ridotte per le discoteche, ha paura che nessuno la noti e lei rimanga senza pass. Finalmente un ragazzo con capelli blu e grandi occhiali a forma di rana con le lenti verdi le dà un ingresso omaggio per La casa, celebre ritrovo di veline e calciatori in vacanza in Romagna. Sale le scale, comincia a intravedere la palla stroboscopica, si trova nel mezzo di un disco pub frequentato da figli di papà impasticcati. I ragazzi si avventano su di lei, la vogliono rapinare, forse abusarne. La donna urla di terrore, i maniaci la legano, la buttano in mare, aspettano sulla battigia di vederla divorata dai pesci. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista: “Tutto fatto signora. Centoventi euro, prego!”

Anonimo n. 3

Stranezza a Parigi

Qui dentista ad Amelie
Qui dentista ad Amelie
Questa è la siringa, metti il bavaglino
Qui dentista ad Amelie (dieci, nove, otto, sette, sei)
Senti i denti? Ancora un po' (cinque, quattro, tre)
Ormai fa effetto, sai, e ti dico: "bon voyage" (due, uno, partenza)
Qui è il dentista di Amelie
Davvero ce l'ho fatta
E il giornale vuol sapere che cosa indosso
Pinzo un po' la capsula, coraggio
"Qui è Amelie, caro dentista
Passeggio in mezzo al buio
Brancolando sai per strani vicoletti
Parigi oggi è così diversa
Nel bar,
Seduta tra i beoni
Senza un aiuto
La Senna, laggiù, è nera
E non c'è niente che possa fare.
Vorrei fuggire via ma mille mani
Mi tengono ben stretta
E sappiamo tutti come andrà a finire
Vi ho voluto bene, lo sapete, sì?"
Qui dentista ad Amelie
Sveglia. Che c'è che non va? Sù!
Puoi sentirmi, Amelie?
Puoi sentirmi, Amelie?
Puoi sentirmi, Amelie?
Puoi... "Dondolo nell'acqua con i topi
Senza un aiuto
La Senna, quaggiù, è nera
E non c'è niente che possa fare" 

Anonimo n. 4

Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere a luci rosse di Bangkok, in realtà da quelle parti c'è il famoso mercato di falsi di Pat Pong dove voleva comprare alcuni vestiti a prezzi stracciati, invece si è persa e, immersa in una scura coltre di buio, cerca invano l'orientamento. La giovane cammina fra i vicoli costeggiando un lungo muro, ha paura, ma a un certo punto intravede la luce di un locale notturno, magari può chiedere informazioni, sembra un posto molto turistico e forse qualcuno che parla non dico l'italiano ma almeno l'inglese ci sarà. Si avvicina ed entra ma all'interno si trova nel mezzo di un bar pieno di uomini ubriachi. Gli uomini si avventano su di lei: la vogliono rapinare, forse abusarne. No abusarne no, sono più interessati alla sua borsa, cercano soldi non sesso. Purtroppo per lei nella borsa ci sono pochi soldi, ha lasciato tutto nella cassaforte dell'albergo e allora gli uomini per vendicarsi le vogliono almeno far fare un bagno nelle acque tiepide del fiume che attraversa la città. La legano e la buttano in acqua. Ma le acque del fiume Chao Phraya sono popolate da barche palafitte e e alla fine la donna viene salvata da un pescatore. Lei che si immaginava già di essere mangiata dai topi del fiume finisce per trovarsi su una specie di abitazione galleggiante. Il pescatore la scuote, le parla in una lingua sconosciuta e lei si sente soffocare, vorrebbe parlare ma non ci riesce. Una mano la scuote, si sveglia, si guarda intorno non è a Bangkok è a Bologna sulla poltrona del dentista che con la sua voce amica le dice: «Tutto fatto signora. Mezza corona, prego!» 

Anonimo n. 5

Una giovane donna si trova smarrita in una selva oscura. Con il cuore gonfio di paura segue il sentiero costeggiando una lunga fila di arbusti e alberi secolari. Alza lo sguardo in cerca del cielo, ma le fronde sono talmente folte da non lasciare spiragli. Prosegue timorosa in direzione di un colle che si erge di fronte a lei. Le prime luci dell'alba le indicano la cima. Non ha scelta: decide di raggiungerla nella speranza di trovare scampo dalle tenebre ma, mentre faticosamente ne sale le pendici, viene ostacolata da tre animali selvatici: prima una lonza, poi un leone e infine una lupa gli sbarrano la strada. La giovane terrorizzata retrocede di qualche passo, non osa respirare. Le belve si avventano su di lei: la vogliono smembrare, forse sbranarla. Piange e urla di terrore, non vuole essere divorata. Con un gran balzo le bestie gli sono addosso, cade per terra, inizia a ruzzolare verso la valle; e rotola, rotola sempre più in basso senza riuscire a fermarsi. Tenta di aggrapparsi ai cespugli, di afferrare le radici degli alberi, ma precipita così velocemente da fallire nell'intento. Le belve dal colle aspettano di vederla precipitare all'inferno. La donna sprofonda nelle viscere della terra, si trova in una bolgia di anime dannate che l'afferrano e la trascinano tra le fiamme, vogliono nutrirsi della sua anima. Lei teme la dannazione eterna, stringe la corona che ha al collo e comincia a pregare, ma riesce a recitare solo mezzo rosario. Una vampata di calore insopportabile le toglie il respiro, soffoca, sviene. Una luce celestiale le abbaglia la faccia. Si risveglia. Un angelo sorridente spalanca le porte del paradiso: "Signorina è in ritardo, ci risulta morta da un pezzo. Prego entri. Il supremo la sta aspettando."

Anonimo n. 6

Una giovane donna si trova sperduta a Cocoa Island, una delle spiagge più belle delle isole Maldive, intorno a lei la luce accecante della sabbia che brilla sotto il riverbero del sole. La giovane cammina fra le capanne costeggiando le travi di legno affondate nell'acqua, ha paura, sale le scale ed entra finalmente in una palafitta, è tutto buio lì dentro. Si trova in mezzo a un gruppo di mercanti arabi dediti al culto dei Jinni. Gli uomini si avventano su di lei convinti che quello fosse il dono mandato dagli spiriti per il grande sacrificio. La donna urla di terrore, gli invasati la legano, la buttano in mare, aspettano sulla riva di vederla divorata dagli scorfani foglia mimetizzatisi nel fondale marino. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Un ventaglio le smuove aria sul viso, sotto un ombrellone di foglie di palma. Si sveglia, finalmente la voce amica della massaggiatrice thailandese: «Tutto fatto signora. Mezza rufiyaa, prego!»

Anonimo n. 7

Una giovane donna si trova sperduta nella selva oscura che la dritta via era smarrita. Questa selva selvaggia è aspra e forte. La giovane cammina tra l'oscurità, ma non sa raccontare esattamente come vi è entrata; è stordita, ha paura, sembra l'inferno. Si arrampica, cade, comincia a intravedere una stradina, si trova nel mezzo del cammin. Vide Dante e i suoi uomini che si avventano su di lei: le vogliono leggere parole arcaiche, forse abusarne spedendola poi all'inferno nell'ottavo cerchio, tra i seduttori. La donna urla di terrore, i lussuriosi giunti da lei la legano, la buttano nel fiume trasportata dal Caronte. Aspettano sulla riva di vederla divorata dai golosi topi giunti dal terzo cerchio di quell'inferno. La donna sprofonda nell’acqua, comincia a dondolare. Si sente soffocare. Una mano la scuote, si sveglia, finalmente la voce amica del dentista Dante: «Tutto fatto signora. Mezzo fiorino, prego!» 


32 commenti:

  1. Ahimè, sono il vincitore. Né lei né padre. Grazie per la preferenza, anche se sapevo di rischiare il fuori tema. Diciamo che ho avuto il coraggio di andare fino in fondo :)

    Dopo averla scritta, l'ho cantata con il Duca per un paio di giorni; continuando ad averla in testa, non sono riuscito a scrivere quasi nulla :(

    Non me ne voglia Helgaldo, ma metto il premio a disposizione di Tenar, se lo vorrà accettare: mi sembra quanto meno doveroso.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ma bravo, hai osato e mi è piaciuto molto.
      Certo, nemmeno padre! Ma che bella idea regalare il libro a Tenar.
      Sono d'accordissimo! :)

      Elimina
    2. Ueilà, ma che bello. Bravo. Bravi tutti. Ma questo racconto è ipnotico.

      Elimina
    3. Grazie. Quando ho deciso che il posto dove volevo andare era una canzone, ho pensato che Marina mi avrebbe cassato :)

      Elimina
    4. Complimenti, piaciuto moltissimo l'omaggio al Duca *__*

      P.S.: ma come sarebbe che Michele è rimasto a Parigi, leggo sotto nei commenti... era nello spazio (tipo 2001 Odissea...):O Io l'ho interpretato così, il suo finale! Sto male eh? XD

      Elimina
  2. Anonimo 5 a rapporto. Refusi. Orrori. Che ne parliamo a fare? Sono nella selva oscura della grammatica.
    Bacioni.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ahah, se fossero intenzionali non si chiamerebbero refusi. E il refuso non risparmia nessuno, puoi stare tranquilla. :)

      Elimina
    2. Anche a me è piaciuta tantissimo la prova di Michele. Ci sono viaggi mentali che conducono molto più lontano di quelli fisici. Di me, che dire? Sbuffo come un vecchio treno a vapore. Di cavarmela sempre con una errata corrige, non mi va. E niente, finirò nel girone dei ripetenti. Contenta di aver almeno ispirato Tiziana. Lo so, ultimamente sono lagnosa. Mi sopportate, vero? Prima o poi, passa.:-)

      Elimina
    3. Grazie Iara, sono incasinatissima, ma mi hai dato l'imput e con pochi minuti l'ho scritto. Miracolo! Dai,andiamo insieme. Tanto siamo già nella selva oscura.:P
      Ci verranno a riprendere, sì?

      Elimina
    4. Non ti sOpportiamo, ma ti sUpportiamo.
      Dai, Iara, che passa, certo che passa! :)

      Elimina
  3. Qualcosa mi sfugge: thriller con esercizio di nuova ambientazione e poi viene premiato l'unico che resta a Parigi ... ... :-/

    Allora è proprio vero: non ho mai capito un ca[BIIIP] ! :-D :-D :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Come ho detto sopra, il luogo di destinazione era la canzone.

      Elimina
    2. Boh, io non ho capito che si trattasse di una canzone, in verità. Mi è piaciuto il ritmo, ho immaginato qualcosa di fantascientifico, un po' ipnotico, ha detto bene Max. Mi è rimasto più impresso degli altri.
      Ma a sto punto svelaci la canzone. Hai citato il Duca, è di David Bowie, per caso?

      Elimina
    3. Sinceramente nemmeno io ho capito che fosse una canzone... :)

      Elimina
    4. Space Oddity. Ne ho scelta una famosa, pensando di rendere più chiaro il perché del pezzo. Il brano ricalca piuttosto fedelmente la nota vicenda sul testo originale: l'assonanza tra Major Tom e Amelie m'è parsa illuminante fin da subito.

      Elimina
    5. Tutti, quando siamo sotto scacco nella vita, fuggiamo e ci rifugiamo nella musica, no? Meno costoso e molto più a portata di mano che non un biglietto aereo.

      Elimina
    6. Space Oddity, come non m'e venuta in mente. Una grande canzone che, tra l'altro, ascoltavo sempre. Traduzione fedelissima.
      Ah, sono proprio contenta di averti scelto, Michele. Il richiamo del grande Bowie deve avere agito a livello subliminale. :D

      Elimina
    7. Qualcosa continua a sfuggirmi: thriller con esercizio di nuova ambientazione e poi viene premiato l'unico che resta a Parigi ... ...
      e che ci resta pure cantando?!?
      :-D :-D

      Elimina
    8. Ma infatti sei un pigro, Michele. Non ti sei spostato da Parigi. Io sono andata persino all' Inferno. :D E nei miei cinque minuti di libertà ho fatto il thriller. Pigrizia per favore vai via, tanto tu a casa mia, no, non entrerai mai.
      Io sono la fan di Dante ( e la Vanoni ).
      Sono l'anonima n. 7.
      Mi è piaciuta la mia versione. Grazie a chi mi ha ispirato. :P
      Non ho vinto, ma se lo avessi fatto, il merito sarebbe stato dall'ispirazione del n.5.
      Non mi ricordo il libro. Qual'era in premio?
      Complimenti al vincitore. Te possino. Fermo a Parigi ci hai fregato. :P Paga almeno un croissant. :p

      Elimina
    9. Era un'ambientazione mentale, :D
      Ma il tuo, Darius? Il primo?

      Elimina
    10. Brava, Tiziana, alla fine hai partecipato. :)

      Elimina
    11. Grazie al n.5. Mi ha ispirato. ;) :)

      Elimina
    12. Scusa, ho letto ora il titolo del libro. ;)

      Elimina
    13. @Marina: "Intuisci, intuisci". :-P

      Elimina
    14. Okay, sei il numero uno!
      In tutti i sensi che vuoi! :P

      Elimina
    15. Ah, sarei il numero uno?!?

      Intanto io sono qui che piango, incompreso, ignorato, beffato. Sono qui da solo su Marte mentre voi siete rimasti a Parigi...

      :-D :-D :-D

      Elimina
    16. No no, a sto giro mi sono fermata a Cocoa Island. :P

      Elimina
  4. Complimenti a tutti e bella idea di dare il libro alla nostra mascotte. Io smo viaggiare sì, ma alla fine mete vicine, quindi sono quella che ha portato la giovane donna solo fino in Romagna. Sandra

    RispondiElimina
  5. Pensa, Darius, che io trovandomi a corto di fantasia, ho aspettato un po' prima di rubarti l'idea delle Maldive. Pensavo che fosse un tuo desiderio portare la giovane donna al calduccio in un'isola tropicale.
    Il mio n. 6 è un semi plagio. :P

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pure semi-plagiato dalla Ma(d)rina del thriller!
      Sbeffeggiato fino all'ultimo, insomma...
      :-D :-D :-D

      Elimina
    2. Perché infatti sono sempre gli ultimi a essere i primi! Ahahah!

      Elimina
  6. Io sono l'anonimo n. 4 quella di Bangkok, ci ero stata anni fa con mio marito ed è una città in cui può essere facile perdersi.
    complimenti a Michele per il suo brano!

    RispondiElimina