Il cervello è il giardino in cui fioriscono le idee, il terreno fertile che consente di piantare pensieri. Chi ama scrivere sa che quelle idee, quei pensieri vanno coltivati con perseveranza ed abnegazione, perché la fantasia profuma l'aria come i fiori in un campo, ma muore se abbandonata all'inerzia e all'indolenza mentale.
mercoledì 25 febbraio 2015
venerdì 20 febbraio 2015
I COMPROMESSI DELLO SCRITTORE
| opera di Floriana Rampanti |
Sono sempre stata convinta che scrivere sia la forma più libera di espressione, un modo per venire allo scoperto quando le parole hanno difficoltà ad uscire, quando il momento fotografato dal nostro sentire rimane incastrato tra le pieghe del nostro essere.
Scrivere per liberarsi di un pensiero, scrivere per entrare nel dettaglio di una percezione, scrivere per parlare a se stessi o per raccontare ad altri che esistono mondi che la fantasia plasma e che vale la pena conoscere.
Scrivere per liberarsi di un pensiero, scrivere per entrare nel dettaglio di una percezione, scrivere per parlare a se stessi o per raccontare ad altri che esistono mondi che la fantasia plasma e che vale la pena conoscere.
venerdì 13 febbraio 2015
CORRETTORE DI BOZZE PER CASO: vi racconto la mia esperienza
"Si sa che i refusi vivono una vita propria e appunto ciò portò Lucas a studiarli con una lente in mano e a chiedersi, in una notte d'illuminazione, se il mistero del loro infido insinuarsi non sia precisamente questo, il fatto che non sono parole come altre ma un elemento esterno che invade certe parole, un virus della lingua, la CIA dell'idioma, la multinazionale della semantica"
- Julio Cortázar -
Il mondo della scrittura non è circoscritta all'atto in sé dello scrivere qualcosa, perché quando hai un'idea e vuoi raccontarla lo fai semplicemente mettendo nero su bianco parole. Eppure dopo che la tua ispirazione ha trovato collocazione dentro una pagina vuota, non puoi farla vivere di luce propria se prima non l'hai ben curata, ripulita, sistemata a dovere e poi infiocchettata per renderla presentabile al pubblico.
martedì 10 febbraio 2015
SCRIVERE PER RACCONTARSI (L'input autobiografico dello scrittore)
| “L'argomento del mio libro sono io.” Michel Eyquem de Montaigne |
Chi scrive porta se stesso nel flusso di parole che fissa sul foglio. È inevitabile, non può farne a meno, perché nel modo che ha di esprimersi c'è il mondo delle proprie idee spesso frenate nella mente e sciolte sulla carta.
Quando, ai tempi del Liceo, riversavo nei diari personali ogni mio pensiero tradotto in parole scritte e mi sfogavo praticamente su tutto quello che la mente registrava durante il giorno, sensazioni, umori, emozioni, punti di vista, ricostruivo una "me stessa" che altrimenti rimaneva nascosta, inibita com'era dalla timidezza e dal desiderio di non mostrarsi del tutto. Ma quel "tutto" chiuso dentro me veniva ugualmente fuori, trovava una via di fuga ed era rappresentato nella sua autenticità: scrivevo perché ciò accadesse.
venerdì 6 febbraio 2015
AUTO-PROMOZIONE: il faidate non sempre premia!
Lo volete un consiglio, scrittori esordienti che vi siete imbattuti nel tortuoso cammino della produzione indipendente?
MOLLATE TUTTO!
Dante Alighieri, nel terzo canto della "Divina Commedia", dinnanzi alla porta dell’Inferno, recita Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate. Ed io, davanti all’ingresso dell’auto-pubblicazione, vi esorto a fare la stessa cosa!
Perché è quello il vero Inferno che vi aspetta!
lunedì 2 febbraio 2015
ANIMUS SCRIBENDI - lo "scrittore" che c'è in voi.
Non esiste un mondo più complesso di quello degli scrittori, perché sono loro a scavare più di ogni altro nei meandri oscuri della mente e a far emergere dal profondo tutte le emozioni e le sensazioni archiviate dentro di noi come esperienze assolutamente personali.
Lo scrittore ha una corsia preferenziale nella vita delle persone, perché entra ed esce da ognuna di queste particelle di esistenza umana per raccontare cose che esse vogliono sentire ma da voci estranee, così da salvare il proprio pudore o per tacere l'incapacità di parlarne.
giovedì 29 gennaio 2015
CIAK SI GIRA (Parte 2)
La scorsa settimana ho voluto raccontare un'"esperienza cinematografica" vissuta qualche anno fa, quando, con molto entusiasmo e un'idea vincente, ho realizzato un cortometraggio in una scuola primaria, che ha emozionato il pubblico prima che divertire i suoi protagonisti. Se vi siete persi l'articolo precedente tornate a dargli un’occhiata: http://trentunodicembre.blogspot.it/2015/01/ciak-si-gira-la-realizzazione.html. Capirete che un progetto può prendere forma e concretizzarsi con un po' di buona volontà e la voglia di mettersi in gioco.
venerdì 23 gennaio 2015
IL SEMAFORO DELLA MIA SCRITTURA
Questo è un invito che colgo subito al volo.
Quello di Daniele Imperi su http://pennablu.it/tabu-scrittura/, che a sua volta risponde all'input suggerito nel blog di Chiara Solerio: http://appuntiamargine.blogspot.it/2015/01/vade-retro-i-tabu-della-mia-scrittura.html
martedì 20 gennaio 2015
CIAK SI GIRA (Parte 1)
Nella vita non è importante avere delle idee, nella vita è importante quanto si voglia metterle in pratica, in che misura il desiderio di renderle concrete riesca a spingere il pedale della fantasia mirando dritto alla meta. Volere fortemente qualcosa non sempre vuol dire ottenerla, sarebbe bello e fin troppo semplice, ma, lo sappiamo, per raggiungere un obiettivo bisogna studiarlo, analizzarlo, costruirlo e infine trovare modi e strumenti per dargli concretezza.
mercoledì 14 gennaio 2015
Il blocco dello scrittore
“Il blocco dello scrittore”
(Svanito il pensiero, spento il ricordo, linea piatta, monitor bianco)
Sono le 6,00 del mattino! Dalla finestra ancora nessun accenno al primo albeggiare. Il buio avvolge forme e cose ed io, seduta ancora davanti al pc, non so come continuare la storia. La mia mente è una folla di pensieri, dove tutto è gestito da un imperante caos: figure definite, altre che cercano un'identità, vie strette percorribili dalla fantasia e lunghe strade vuote di contenuti. Devo portare avanti un progetto e le mille scuse che mi cerco mi proiettano sempre più lontano da esso, perché è da un po' di tempo, ormai, che non riesco a trovare stimoli e nuove idee per scrivere ancora.
venerdì 12 dicembre 2014
ELOGIO DEL RACCONTO
Siamo sicuri che il Racconto sia figlio di un Dio minore?
Chi ama scrivere sa che raccontare è un bisogno che si sprigiona da un antro nascosto del cervello e vuole fortemente venire fuori. Scrivere è un'esigenza che sa aspettare i tempi giusti per essere soddisfatta e che deve indossare un adeguato abito per manifestarsi.
martedì 18 novembre 2014
AUTO-PUBBLICAZIONE, che fatica!
Vai su amazon.it, cerca nella categoria libri "31 dicembre" di Marina Guarneri.
(31 dicembre - Marina Guarneri)
(31 dicembre - Marina Guarneri)
Eh, che te ne pare? Bello, no? Egon Schiele ti sta dicendo, in copertina, "leggi questo libro" (perché te lo sta dicendo, vero?) e la sinossi prova a catturare la tua curiosità.
martedì 16 settembre 2014
Un anno di #TWITTER
Mi gioco subito una carta sbagliata affermando, con la sincerità che mi caratterizza, che non amo particolarmente i social network! Sbagliata perché c'è qualcosa di incoerente fra la mia frequentazione di due di essi e l'idea che nonostante tutto ho maturato sull'uso delle reti tessute sulle piazze virtuali del web.
martedì 29 luglio 2014
Lettori "mecenati" con il CROWDFUNDING
Se scrivi solo per il gusto di scrivere non hai bisogno di sondare un mondo che sembra un pozzo senza fondo; se scrivi, invece, con la segreta speranza di elevarti dal caos dei numeri, allora qualche domanda te la poni, qualche curiosità provi a soddisfarla, insomma ti metti in gioco. È una questione di scelte, di priorità, forse, una cosa è certa: se vuoi avere un riscontro con il libro che hai scritto devi darti da fare, studiare strategie, imboccare strade mai percorse, trovare soluzioni efficaci e non è un impegno da poco. L'ho capito anch'io quando ho deciso di raggiungere un compromesso tra la mia scarsa propensione verso l'auto-promozione e la convinzione di avere raccontato una storia avvincente, una storia in grado di reggere il confronto con altre di maggiore successo. La presunzione non è figlia dell'umiltà che vanto come un mio pregio, ma è l'arma con cui combatto la battaglia dell'indifferenza ingaggiata quando ho deciso di tirar fuori dal cassetto il manoscritto che poi - per fortuna o meritatamente- è stato pubblicato.
lunedì 30 giugno 2014
Un gradito ospite: Marco Di Nicola (p.2) - Concludendo...
Vorrei ancora provare a stuzzicare la curiosità del lettore con un piccolo assaggio de "Il vero oro nero" di Marco Di Nicola
Il traffico della mattina scorre via abbastanza liscio; c’è un netturbino dall’altra parte della strada che fa il suo dovere senza particolare fretta, scopa in mano e occhi fissi a terra, ìmentre un suo collega a bordo di un piccolo mezzo bianco lo segue passo passo. Bambini in grembiule tengono per mano i genitori che li accompagnano a scuola, trainando delle cartelle monumentali. Le nuvole scure sono sparite. Una mattinata serena, insomma.
Dal fondo dell’autobus, improvvisamente, sento arrivare un gran baccano.
venerdì 20 giugno 2014
La mia nuova sfida: il self-publishing
Ho sempre creduto nella magia della carta: della carta da lettere (di cui facevo raccolta per scrivere alle mie amiche lontane, quando ero bambina), dei fogli rigati del diario personale quando da adolescente mi sfogavo scrivendo, delle pagine dei libri che leggo per entrare in altre storie e in altre vite e in altre atmosfere. La magia della carta, sì!
martedì 17 giugno 2014
Sono trascorsi quattro anni...
Sono trascorsi quattro anni dall'esperienza più incredibile della mia vita, incredibile, sì, perché fino ad allora il progetto di partecipare ad un concorso letterario era stato accarezzato come uno dei tanti capaci di farmi sognare senza mai darmi la spinta per agire in concreto. Invece ho provato, mi sono lanciata nel vuoto delle aspettative, nel vortice delle attese cariche di speranze e quella piccola, ancora informe, mia caparbietà è stata alla fine premiata: ho vinto un concorso letterario, la terza edizione del Premio In-Edito che una piccola Casa editrice indipendente - Edigiò - aveva indetto nel 2009. Ho chiuso gli occhi ed ho immaginato possibile tutto questo e quando li ho riaperti tenevo stretta fra le mani la copia in carne ed ossa del mio primo romanzo.
venerdì 28 ottobre 2011
UN RICORDO
"Un ricordo" è il titolo di un brevissimo racconto con il quale ho partecipato qualche anno fa ad un concorso via web indetto dal Circolo letterario Bel-Ami. Si trattava di scrivere 1800 battute per raccontare una storia ambientata in Sicilia o che dalla Sicilia, dai suoi profumi e colori, traesse ispirazione. Vinsi la selezione e il racconto fu premiato e letto durante una bella serata a tema organizzata in aprile con la partecipazione di illustri ospiti.
Il tema proposto per quel mese era: "DA SIRACUSA A DAMASCO - una spedizione alla ricerca delle influenze mediorientali sulla cultura siciliana attraverso suoni, immagini, sapori e parole.
Questo è il racconto:
UN RICORDO…
Come ogni martedì vado al mercato; sono abituata ai ritornelli urlati dei “putirai”, frutta fresca ed ortaggi di stagione profumano l’aria; sono davanti ad una “putia” di pesce quando a un tratto le mie orecchie vengono raggiunte da un musica familiare, che si definisce perfettamente pur in mezzo a tutto quel rumoroso contesto. Vengo d’improvviso rapita dentro un ricordo, uno momento della mia vita universitaria che torna ad investire con prepotenza i miei pensieri…Ho la Sicilia nel sangue, ma solo una città nel cuore: Palermo, quella dei vicoli interni, dove si svolge la piccola quotidianità, dei mercati rionali, la Palermo che ho vissuto di più e amato e conservato fra i ricordi più cari. Torno indietro nel tempo, al pomeriggio prima di un esame…mi trovo sul terrazzino di casa mia, al centro di Ballarò. Un carretto ambulante tormenta il mio udito con una canzone ripetuta fino all’esasperazione; staziona proprio nella stradina sottostante, davanti a un’osteria dalla quale sale un nauseante odore di “frittola” e brodo di interiora bollite; a quell’ora la frenetica attività del mercato va scemando ma le cassette di frutta e verdura, le bancarelle che espongono dentro ceste invecchiate olive nere e capperi, peperoncino e spezie, sono ancora là, lungo i bordi della strada. Quel motivetto nelle orecchie, “Mediterraneo-o-o-o…”, sempre lo stesso, come una cantilena ipnotica e io che cerco la concentrazione per ricominciare a studiare… Rapidamente le immagini del mercato di Ballarò si sovrappongono alla realtà analoga che sto vivendo nella mia città: l’occhio torbido di un pescespada mi fissa spento sul suo letto di marmo, centinaia di acciughe sotto sale assiepate dentro “buatte” di latta chiedono in sordina di essere liberate… -“Vorrei solo un po’ di queste alici, grazie”.
venerdì 19 novembre 2010
PRESENTAZIONE DEL LIBRO
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