martedì 30 giugno 2015

DIECI caratteristiche dello SCRITTORE-TIPO

Ebbene sì, ho ceduto alla tentazione!
Conquistata dai decaloghi che sempre più spesso mi capita di leggere in internet (ci sono dieci punti magici per qualunque cosa: dieci regole per nutrirsi bene; dieci modi per restare in forma; dieci mosse vincenti per conquistare un uomo/una donna e chi più ne ha più ne metta!) ho deciso di passarmi un piccolo piacere anch'io, elencando dieci caratteristiche riscontrabili, secondo me, nella categoria alla quale appartengo, quella degli scrittori.

giovedì 25 giugno 2015

Il nulla da dire boccia l'esordiente

Giovedì: giorno di pubblicazione.
Vivere il famoso "calendario editoriale" come una tappa da seguire pedissequamente significa perdere il bello della spontaneità: chi ha un blog condivide contenuti ispirati, non riempitivi di un vuoto di idee temporaneo.
Io, oggi, non ho cosa scrivere, non ho costruito un pensiero attorno a un argomento su cui vorrei scambiare opinioni e nonostante tutto sto scrivendo qualcosa. Il perché è presto detto: ho il bisogno "fisico" di accedere nel mio universo scrittorio, fatto di strumenti materiali e idee (pure quando mancano), dunque mi accontento di sedermi nel mio solito angolino, con il mio fido computer davanti e le dita leste sopra la tastiera e di stare a guardare il vuoto per interi minuti (che sembrano pochi, ma se rimangono senza contenuto possono sembrare interminabili) prima di buttare giù una frase qualunque. 
L'idea di aggiornare il blog con regolarità si accetta con la consapevolezza e la serietà di assumere un impegno; questo cambia un po' le abitudini e le priorità da attribuire nell'arco della giornata, ma la sostanza rimane la stessa: non c'è scelta consapevole, né senso di responsabilità alcuna se non hai nulla da dire.

martedì 23 giugno 2015

La funzione maieutica della LETTURA


Mi piace verificare che la mia scelta narrativa, quando scrivo, rientra nei canoni abbracciati da altri validi autori. Sono anche scrittori che non conosco, che scopro, ma che mi conquistano subito sia per la storia che raccontano sia per il modo in cui lo fanno. È la narrativa D.O.C., quella dove i refusi sono passati sotto gli occhi attenti di ottimi correttori di bozze e il cesello di un editor competente ha reso fluido e concreto il manoscritto. 

giovedì 18 giugno 2015

Anche il SILENZIO è una voce

Il silenzio è uno spazio mentale che non ha confini, non è semplice assenza di suoni, è un foglio bianco su cui disegnare pensieri.
Il silenzio è solitudine costruttiva, germe di creatività, linfa vitale di idee, dunque il silenzio è indispensabile.
Io vivo di silenzi.
Scrivo ciò che, in silenzio, il silenzio mi detta. 

Chi ama scrivere lo fa isolandosi dal mondo circostante: cala il sipario sul palcoscenico allestito per recitare la quotidianità e dentro una stanza vuota della mente apre il cassetto che ha riempito di idee prendendo quella che potrà raccontare se stesso meglio delle altre. 
Nel caos semina pensieri, nel silenzio ne raccoglie i frutti.

martedì 16 giugno 2015

La sindrome dello spettatore passivo


Non ci siamo inventati un mestiere, ma di sicuro l'impegno è lo stesso; non abbiamo scelto di scrivere sul web, è stato il web ad ammaliarci con le sue promesse di universalità: il nostro pensiero liberato nello spazio infinito di voci e occhi nascosti, di fronte a una platea di invisibili lettori. Questo è il mondo in cui ci siamo piazzati, comodi e soddisfatti, con i nostri blog.

In tanti hanno affrontato il tema del perché avere un blog; io personalmente ho letto diversi articoli a riguardo e anche se in forma diversa, nella sostanza siamo tutti d'accordo che uno dei motivi per cui si vuole un blog è quello di stimolare una conversazione corale su un determinato argomento.

giovedì 11 giugno 2015

LO SCRITTORE FETICISTA

Questo è un post che sto scrivendo per raccontare una me stessa alle prese con le piccole gioie della vita rappresentate da tutte quelle innocue manie che accompagnano la quotidianità ma hanno un'invisibile importanza.
Le ho chiamate piccole gioie e innocue manie perché classificarle come autentiche "ossessioni" mi spaventerebbe un po' e, forse, spaventerebbe anche voi.
L'aggettivo che ho usato nel titolo come attributo di scrittore svela la mia intenzione di parlarvi di una tipologia di "narratore" che vive in modo particolare il rapporto con alcuni oggetti.
Nella fattispecie, quel narratore sono io.

martedì 9 giugno 2015

Raccontarsi, scrivendo


Scrivere è raccontare e nel raccontare raccontarsi: uno scioglilingua che ho scelto per sintetizzare le mie esigenze nella scrittura.
L'ho inserito come didascalia che accompagna la mia immagine in questo blog, e, con parole diverse, l'ho ribadito qualche giorno fa, parlando del mio ritrovato equilibrio nella scrittura, quando ho detto che noi siamo ciò che scriviamo (un'espressione che Helgaldo ha rilanciato in un suo post, con esiti, nei commenti, direi molto bizzarri).
Questa è una riflessione con la quale, credo, ogni scrittore possa confrontarsi: scriviamo per raccontare qualcosa di noi, non necessariamente qualcosa che appartiene al nostro vissuto - non parlo di narrazione autobiografica - ma qualcosa che identifica il nostro modo di essere tra le righe di un foglio. 
Avere una voce nella scrittura significa riuscire a rendersi riconoscibili fra tanti che sanno scrivere, è come una firma che lasciamo per essere ritrovati nell'universo letterario.
Cosa parla meglio di noi, quando scriviamo? 
Il nostro stile. 

giovedì 4 giugno 2015

AUTOPUBBLICAZIONE: la mia visione critica


Il self-publishing, oggi, consente di accorciare distanze fra il sogno e la sua realizzazione, così anche un obiettivo difficile come la pubblicazione diventa possibile perché fattibilissimo, alla portata di tutti e altamente democratico.
Ho sperimentato l'autopubblicazione anch'io, ma mi piace sempre ricordare e difendere la mia posizione a riguardo, che non è quella dello scrittore che percorre la via breve per ottenere ciò che non riesce a ottenere, bensì l'approdo in un circuito che garantirà una sorta di immortalità al romanzo scritto e pubblicato qualche anno fa e che altrimenti scomparirebbe.
Non perdo mai l'occasione per sottolineare questo aspetto del mio rapporto con il self-publishing, perché in esso vedo, nonostante tutto, più difetti che pregi.

martedì 2 giugno 2015

IN MEDIO STAT VIRTUS - La virtù sta nel mezzo. La mia scelta narrativa


"In medio stat virtus", dicevano i filosofi latini, la virtù sta nel mezzo. Anche in un contesto letterario possiamo applicare il principio della par condicio, così, dopo la citazione greca della scorsa settimana, Panta rei, mi sono affidata, oggi, a una famosa citazione latina per ragionare su un concetto che ho esteso  nell'ambito della mia passione, la scrittura.

giovedì 28 maggio 2015

PANTA REI - Tutto scorre. Vita breve dei nostri pensieri in rete


Panta rei, tutto scorre: lo diceva Eraclito, nella sua teoria del divenire. Già, il divenire, quel processo inarrestabile in cui cade ogni cosa durante l'esistenza; le parole "divengono", le azioni "divengono", così i pensieri: nascono e si spengono dentro il tempo che passa. 
Uno scrittore si affeziona alle proprie fantasie mentali, non le lascia sfumare nell'immediatezza dell'attimo, anzi, il suo obiettivo è proprio quello di non dar loro tregua, di catturarle in corsa per chiuderle dentro gabbie che possano preservarle. Se fosse per sempre, anche meglio.
Così credo si possa immaginare una graduatoria di veicoli su cui mettere in viaggio i pensieri, per vedere quale di tali mezzi ne garantisca la maggiore vitalità.

martedì 26 maggio 2015

Il TALENT SCOUT LETTERARIO: fascino e responsabilità del "dietro le quinte"

Quando leggere diventa un mestiere


Siamo scrittori: in erba, affermati, aspiranti o esordienti; scrittori per passione, fin dalla nascita o in seguito a una tardiva rivelazione. Scriviamo sviluppando nuove idee, raccogliendo le intuizioni dentro storie narrate con una penna in mano e abbiamo un sogno: essere interpreti di pensieri altrui, entrare nelle case di chi, leggendo, saprà riconoscere il nostro talento.
Siamo scrittori che lottano contro l'insicurezza, che corrono per raggiungere il podio della pubblicazione, che giocano ad allenare la tecnica per divertimento, che si affannano a capire come e perché il mondo editoriale sia così inarrivabile e difficile da conquistare.

Da una parte, dunque, ci siamo noi, scrittori con la s minuscola.

sabato 23 maggio 2015

Giovanni Falcone, eroe contemporaneo



Si chiamano eroi perché compiono gesti straordinari, perché sacrificano con coraggio se stessi per proteggere un bene superiore; perché combattono il male e ne escono vittoriosi; perché ci sarà sempre qualcuno che nella storia e nella vita di tutti i giorni li ricorderà. Allora gli eroi diventano esempi e gli esempi un punto di riferimento, il promemoria del nostro diventare grandi nel mondo in cui viviamo.

Con queste parole, pronunciate qualche anno fa in una quinta classe di scuola primaria, abbiamo introdotto le figure di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, oggetto di un cortometraggio di cui ho, a lungo, parlato qui e qui.

Quando abbiamo chiesto "se vi diciamo Paolo e Giovanni a chi pensate?" abbiamo riso a lungo: qualcuno ha risposto a due compagni di scuola, qualcun altro agli Apostoli. Parlavamo di eroi e ci poteva pure stare che Gesù lo fosse!
"Ma noi parliamo di eroi dei nostri tempi" - abbiamo precisato - e poi, spiegando cos'è la mafia e come certe persone abbiano scelto di combatterla, siamo arrivati a identificare con quei due nomi i magistrati del pool antimafia Paolo Borsellino e Giovanni Falcone.

martedì 19 maggio 2015

INTERVISTA DOPPIA: Surya Amarù Vs Giulio Mozzi


La Casa Editrice è il traguardo di ogni scrittore ambizioso, la pubblicazione il punto di arrivo di un iter che parte da lontano.
Così l'autore di un libro di belle speranze sa che lungo il cammino per la realizzazione del sogno coltivato da sempre può imbattersi in proposte bocciate, attenzioni negate o collaborazioni lunghe e impegnative con persone che credono nelle sue capacità.
Ho contattato due figure professionali che operano nello stesso settore, in due posizioni complementari, ma differenti: la responsabile di una neo-Casa Editrice e uno dei più stimati talent scout letterari in Italia. Ho chiesto a entrambi di rispondere a qualche domanda per confrontare il punto di vista di un editore, giovane donna con l'ambizioso progetto di affiancarsi ai colossi dell'Editoria italiana e un accreditato professionista che collabora proprio con alcuni di essi. 
Forse gli scrittori in cerca di affermazione possono trarre da questa intervista doppia alcuni spunti di riflessione, ricevere  suggerimenti o soltanto soddisfare qualche curiosità. 

E allora, parola agli esperti.

giovedì 14 maggio 2015

Il taccuino narrante: osservazioni, note e spunti tratti dalla quotidianità - FINCHÉ MORTE NON CI SEPARI


"Cari fedeli, siamo qui riuniti, al cospetto di Dio, per unire questo uomo e questa donna nel sacro vincolo del Matrimonio, così come istituito da Dio, regolato dai Suoi comandamenti e benedetto da nostro signore Gesù Cristo [...]
[...] Io Davide, prendo te, Claudia, come mia legittima sposa. E prometto solennemente, davanti a Dio e a questi testimoni, di amarti ed esserti fedele, in ricchezza e in povertà, nella gioia e nel dolore, in salute e in malattia, finché morte non ci separi."

Finché morte non ci separi...

martedì 12 maggio 2015

REVISIONE: un pozzo senza fine


È da un po' di tempo che un incubo mi tormenta: qualche giorno fa mi sono svegliata con un pensiero in testa, una di quelle fastidiose pulci che prima è soltanto una presenza molesta, poi si trasforma in mostro persecutore.
Ho scritto sei capitoli del nuovo romanzo, iniziato quest'estate, ma non riesco ancora ad archiviare quello precedente, a considerarlo un'esperienza chiusa, continuamente inseguita dagli errori che sbucano come gramigna in un campo di grano.
Il mio "31 dicembre" è come il cappello del mago, come la borsa di Mary Poppins: da lì fuoriesce di tutto e vada per i refusi che la piccola Casa Editrice, che lo ha pubblicato, non ha saputo individuare, ma quelle E maiuscole del verbo essere apostrofate anziché accentate e quei po accentati anziché apostrofati, no, questo è inaccettabile! Non me ne faccio una ragione, io che intercetto persino le sviste più occulte, che inorridisco se trovo qualche strafalcione sfuggito all'occhio attento di chi lo ha commesso scrivendo; io che da lettrice calo mannaie sulle teste degli scrittori, da scrittrice sono distratta quanto loro.

venerdì 8 maggio 2015

"LA DIVINA SCRITTURA": #6 I crucci dell'esordiente insicuro



Nei capitoli precedenti:

Buio d’inferno e di notte privata 
d’ogne pianeto, sotto pover cielo, 
                               quant’esser può di nuvol tenebrata,                               

non fece al viso mio sì grosso velo 
come quel fummo ch’ivi ci coperse, 

Non è passato molto tempo da quando ho cominciato a salire lungo il sentiero della montagna, ma già un senso di stanchezza mi pervade, non so se voglio continuare, non riesco più a trovare un motivo per spingermi fin lassù, dove il punto più alto mi garantisce soltanto la visuale su un nuovo orizzonte. Ho camminato tanto, troppo e sento che questo viaggio non mi condurrà fuori dalla selva oscura nella quale mi sono addentrata. I miei pensieri sono grigi come il fumo che mi sta improvvisamente avvolgendo; l’aria è irrespirabile e tutto intorno si fa nero come una notte priva di stelle. Non riuscendo a vedere più nulla intorno a me decido di fermarmi, mi chino in avanti poggiando con forza le mani sulle ginocchia, le mie braccia lunghe e tese a sorreggere il busto piegato, scuoto il capo e chiudo gli occhi: non ce la farò mai! 

Scrivere è un'abitudine; scrivere è una passione; scrivere è un bisogno; scrivere è un morbo con il quale voler convivere per tutta la vita, fonte di benessere o malattia necessaria; amante esigente, amico e complice.
E quando tutto questo viene offuscato dalla stanchezza? Quando scrivere diventa un peso, un desiderio sfiorito, un virus dal quale guarire, traditore, nemico e ospite estraneo?
Si fa largo, silenziosa e indisturbata, l'insicurezza.

martedì 5 maggio 2015

Vita da mamma SCRITTRICE e BLOGGER


Qualche giorno fa, leggendo un articolo di Grazia Gironella nel suo blog Scrivere è Vivere, ho condiviso la sua analisi relativa ai pro e i contro di chi ha un blog e spesso trova arduo conciliare le esigenze legate alla sua gestione con il resto di impegni del pari importanti.
Non discuterò anch'io di come riuscire a superare le difficoltà riguardo a modalità e tempi, ognuno ha la propria personale ricetta, bisogna solo capire quando e a cosa dare priorità, organizzarsi in modo proficuo (e già questo, tante volte, è un problema).
Vi chiedo: che posto date alla gestione del blog all'interno della vostra vita quotidiana? Intanto riassumerò in queste righe la mia condizione di mamma all'avanguardia, con all'attivo una casa sulle spalle, due figli nella beata età adolescenziale, un romanzo in itinere da dieci mesi, libri da leggere (più di uno: quello di cui scrivo la recensione con scadenza mensile per un sito che si occupa di letture e letteratura, più altri due che affianco al primo per svago), una serie di relazioni sociali da coltivare in rete e, visto che non mi mancavano impegni, anche un blog da curare e gestire con energia e convinzione.

Piacere, mi chiamo Marina, mamma a 360 gradi e blogger d'assalto!

giovedì 30 aprile 2015

Leggere gli esordienti


Chi ama scrivere, l'ho detto altre volte e mi piace ribadirlo, ama anche leggere: una "regola" fondamentale, ma non sempre osservata. Io, personalmente, diffido molto di chi dice di coltivare la passione per la scrittura senza nutrirsi con altrettanto trasporto della lettura (avevo già valutato l'importanza della cosa qui).
Le ragioni di questo necessario connubio sono presto dette: leggere allena la mente, arricchisce il vocabolario, guida una scelta stilistica, matura il linguaggio, detta regole che ognuno può fare proprie nel processo di scrittura. Soprattutto, leggere delizia: è un passatempo, un diversivo, un efficace modo per pensare a cose diverse o, come dicono in tanti, per viaggiare comodamente stando seduti sulla poltrona di casa propria (oppure sulle sedie delle sale d'attesa, quelle degli uffici postali, della metropolitana e dei treni). 
Adesso, però, mi pongo una domanda: è possibile fare tutte queste cose, cioè allenare, arricchire, guidare, maturare, deliziare, leggendo l'opera di uno scrittore esordiente?

lunedì 27 aprile 2015

"Signore e signori, ecco a voi..."



La scorsa settimana ho coinvolto i lettori in un gioco/test, dopo una lunga premessa nella quale ragionavo sull'approccio che probabilmente ha una Casa Editrice verso i libri da pubblicare.
La scelta tra l'autore affermato e quello esordiente non mette in crisi l'editore scaltro (mosso da ragioni che spesso abbracciano priorità lontane dal premiare la qualità del prodotto), ma può impegnare quello avveduto, perché non sempre il grande scrittore conferma la sua fama e qualche volta l'esordiente è fin troppo sottovalutato. 
Ho proposto così la lettura di sei brani: sono gli incipit di sei romanzi di narrativa che ho letto e che mi sono piaciuti per sfumature e motivi diversi; tre sono di autori pubblicati da Case Editrici ben strutturate e tre di indie che, invece, sono ricorsi al self-publishing. Li ho sottoposti a voi, lettori, per verificare se il pregiudizio verso lo scrittore esordiente possa essere smentito dalla confusione generata dall'anonimato e per sperimentare, altresì, l'impatto che ha un romanzo scritto con tecniche e stili originali, a prescindere dal suo autore.

giovedì 23 aprile 2015

E se foste voi gli editori?



Quanto conta il condizionamento psicologico quando leggiamo un libro? Quale atteggiamento abbiamo di fronte all'opera pluripremiata di Tizio nei confronti di quella ai più sconosciuta di Caio? Ammettiamolo: ci accomodiamo in poltrona con una predisposizione diversa se tra le mani abbiamo un testo di Umberto Eco piuttosto che uno di Marina Guarneri. È logico e scontato: da Umberto Eco ci aspettiamo un libro di spessore, una scrittura matura e impegnata, da Marina Guarneri, invece, di confermare o meno un pregiudizio; in pratica a uno regaliamo la fiducia che potrebbe non meritare, all'altra l'iniziale sfiducia che potrebbe essere sfatata.