giovedì 22 settembre 2016

Thriller paratattico n. 57 - Dove eravamo rimasti?

Ah, sì, agli effetti sonori di Michele Scarparo.


Et voilà, mes amis! 
Intanto ho piazzato l'insegna: l'ombra della mano assassina con la luna piena sullo sfondo.
Il est si charmant!
Mi avete riconosciuto?
Oui, je suis la giovane donna parigina del Thriller paratattico

E riparto da qui.

martedì 20 settembre 2016

"Le affinità affettive" di Sandra Faè: romanzo a cinque stelle


Sintonizzatevi. 

Russians, Hungry like the wolf, Der Kommissar, The final countdown, Such a shame...

Sono brani musicali, macchine del tempo per raggiungere vecchi ricordi, voci del passato che ci portano indietro fino agli anni '80 e anche prima.
No, non vi sto proponendo l'ascolto di radio Nostalgia e non faccio pubblicità a una compilation. Oggi il Taccuino legge un libro perché le canzoni citate sono solo i titoli di alcuni capitoli di un romanzo: "Le Affinità affettive" di Sandra Faè.

giovedì 15 settembre 2016

Le stagioni della scrittura


Ci sono attività che l'ispirazione, la buona volontà, lo spirito di iniziativa guidano in inverno e altre che invece restano confinate maggiormente nel periodo estivo. Leggere va bene per ogni stagione, sia sotto un caldo plaid, nelle serate di pioggia e freddo sia al riparo dal sole sotto l'ombrellone, in spiaggia. 
E scrivere? Qual è l'andamento della scrittura durante l'anno? 

martedì 13 settembre 2016

Chirù - dal libro di Michela Murgia al profilo su facebook: le mie impressioni



Quando ho finito la lettura di "Chirù" della scrittrice sarda Michela Murgia sono rimasta sul letto a pancia all'aria, con il libro chiuso in mano. Ho provato una sensazione strana e io ho imparato, in anni e anni di onorata carriera nell'universo della lettura, che quando qualcosa mi lascia alcuni minuti per pensare vuol dire che mi è entrata dentro e non per uscirne subito.
Quel tempo che dedico alla riflessione mi serve per capire, per pormi delle domande, per rimanere ancora con gli occhi dentro le pagine, per rincorrere un personaggio di cui non saprò più nulla, per chiedermi: "cosa ti è piaciuto e cosa no del libro che hai letto?"

Cosa mi è piaciuto e cosa no di Chirù?

giovedì 8 settembre 2016

Promo blog: il Taccuino dello Scrittore indossa la toque blanche


Influenzata dalla lettura recente del bel romanzo di Sandra Faè, "Le affinità affettive" (lettura che approfondirò presto), mi sono immaginata in cucina come un suo personaggio, Virginia, tutor di un corso culinario per imparare a fare dolci.

La mia cucina, oggi, è questo blog. 

martedì 6 settembre 2016

Il linguaggio degli affetti (Riflessione nata dalla lettura di "Chirù" di Michela Murgia)


Quest'estate, ho letto l'ultimo romanzo di Michela Murgia, "Chirù", che mi è piaciuto, sebbene ricordassi di non avere granché apprezzato il suo precedente "Accabadora", vincitore del Premio Campiello 2010.
C'è un aspirante violinista che diventa allievo di un'attrice teatrale - lui ha diciotto anni, lei trentotto - e c'è un rapporto, che nasce fra i due e li rende complici, raccontato con  innegabile bravura dall'autrice, non nuova alla narrazione di storie in cui le contraddizioni dell'animo umano, con tutte le sue implicazioni morali e affettive, hanno un ruolo centrale.
Non sto scrivendo una recensione del libro, anche perché non saprei bene motivare l'estraniante sensazione che esso mi ha lasciato a fine lettura. La mia intenzione, oggi, è un'altra.

giovedì 1 settembre 2016

Leggere non è peccato


Questo post partecipa al concorso #libroso dell'estate, anche se l'estate è agli sgoccioli. Semplici le regole, giungo per ultima, ma ancora in tempo per provare a guadagnarmi la maglietta che Nadia e Silvia hanno messo in palio per l'occasione. 

martedì 30 agosto 2016

Il blocco dello scrittore: ho scomodato Nietzsche


Mi impegno a curare il giardino della mia fantasia, dove crescono alberi di idee che fioriscono ogni stagione. Pianto speranze aspettando di raccogliere sogni. Ascolto consigli, do consigli, leggo opere altrui, scrivo pagine mie. Critico, accetto critiche, rifletto, invito alla riflessione. 
Mi faccio medaglia a due facce per essere una cosa e tutto il suo contrario, per agire in un modo e fare l'opposto, ora ispirata e propositiva, un minuto dopo spenta e demotivata.

E intanto la pagina resta bianca.

Si direbbe che il blocco dello scrittore sia una malattia ciclica: torna a periodi. E che l'ispirazione sia un treno che passa in velocità e si ferma solo per pochi secondi. Se non si salta su al volo, chissà quanto tocca aspettare prima che arrivi il prossimo.

domenica 28 agosto 2016

Buon Compleanno, Insieme Raccontiamo 12!


Insieme Raccontiamo compie un anno e al dodicesimo appuntamento, quello di questo mese, mi sono presentata alla festa con la mia versione-regalo.
Questa volta mi sono proprio sbizzarrita.
Ho coinvolto qualcuno di voi in modo buffo: scusate, non ho resistito!

Vi ricordate come funziona?
Patricia Moll scrive un incipit e chiunque può partecipare continuando il brano secondo la propria ispirazione. Di solito è previsto un limite, invece, per questa occasione speciale, la regola è stata sospesa e io ne ho approfittato.

Oggi la vostra domenica sarà in compagnia delle:

giovedì 25 agosto 2016

Il Taccuino riapre i battenti


Le vacanze sono belle, certo, chi può negarlo!

I rientri lo sono meno, invece! Molto meno, per chi riprende a lavorare e per chi deve disfare valigie, fare bucati, stirare la roba lavata, scaricare foto al computer e fare il pieno di nostalgia.
Così, è da circa una settimana che mi muovo dentro e fuori casa: mio marito è rientrato a lavoro, io ho disfatto valigie, fatto bucati, stirato e scaricato foto per un ultimo soffio di nostalgia vissuto davanti al tramonto sul mare di Licata.

lunedì 15 agosto 2016

Oh, un po' di connessione... Ne approfitto!

FERRAGOSTO A MOLLARELLA (Licata)

I preparativi fervono, come quelli del 31 dicembre che pullulano di attese: ferragosto come il capodanno.
Mi sono riempita i polmoni di aria di mare e dalla terrazza della casa che mi ospita lo spettacolo della spiaggia goduta dall'alto è stato per tre settimane fonte di relax e ispirazione.

I nostri vicini stanno preparando la brace per la grigliata di carne, io ho appena finito di fare la doccia e sto aspettando che la sfera rossa che in questo momento mi incanta si nasconda dietro la linea dell'orizzonte. Lo fa in pochi minuti, così torno alle mie incombenze con la musica proveniente dalla spiaggia nelle orecchie e distratta, di tanto in tanto, da qualche botto inaugurale che rimbomba da un punto lontano. Il cielo sta indossando la sua divisa notturna e penso, con una punta di nostalgia, ai balli in discoteca dei miei tempi, ai falò in spiaggia, al bagno di mezzanotte, immancabile appuntamento di ogni estate in campeggio. I miei ricordi risalgono a quando partecipavo ai festeggiamenti e sublimavo i miei flirt estivi con una birra, le infradito ai piedi e un costume che poi spariva dentro l'acqua.
Il vociare di alcuni baldanzosi giovani mi distrae, mentre stendo i teli del mare. Sono due coppie di ragazzi del luogo che scendono verso la spiaggia, mentre percorrono la stradella davanti al mio cancelletto. Rimango rapita dai capelli biondissimi di una delle ragazze e dalla moda dei tatuaggi che li uniforma.
Alle ventidue la serata entra nel vivo: i profumi dell'arrosto alla brace invadono le mie narici, mentre io, per non mettere mano ai fornelli, ho consumato in fretta un arancino, che mi sazia con grande goduria. La musica continua a diffondersi dalla spiaggia e i ritmi si fanno più impegnativi: abbandonate le hit dell'estate, le varie Sofie, i mitizzati trattori in tangenziale e gli ironici esami comprati all'università, si passa al tunz tunz che scatena entusiasmo in casa: mio figlio è uno shuffler provetto e coglie ogni occasione per muovere gambe e piedi!
Serata perfetta, direi. Un brindisi con un bicchiere di vino sotto il cielo stellato, un gioco pirotecnico che fa brillare la superficie nera del mare e buon ferragosto! Niente bagno di mezzanotte, ma un magnifico tuffo fra le lenzuola!

Peccato che questa sia solo la versione edulcorata di un racconto abbellito dalle parole, che in realtà dovrei narrare in modo diverso.

***
I preparativi fervono, come quelli del 31 dicembre che pullulano di attese: ferragosto come il capodanno. Solo che nella notte del primo dell'anno si festeggia un inizio, in quella di metà agosto una fine. La fine dell'estate. La mia. Il 16 rientro a Caltanissetta e il 19 sarò di nuovo a Roma. Mi godo la coda di queste vacanze dalla terrazza della casa che abbiamo affittato per tre settimane.

I nostri vicini stanno preparando la brace per la grigliata di carne, io ho appena finito di fare la doccia e ho da preparare una cena, che sembra debba sfamare un esercito e invece deve saziare prevalentemente due buone forchette chiamate "figli". Per prendere tempo ho trovato una scusa: aspetto il tramonto che da quassù è un incanto. Dura troppo poco, poi le richieste di cibo tornano a rompere l'incantesimo e a farsi imperanti. Ma io ho poca voglia di cucinare, così mio marito si offre di andare a comprare qualche arancino. Nell'attesa, mi concedo un solo sforzo: preparare la tavola. Ricompatto il quotidiano aperto su una pagina:
"Attacco alla Thailandia: quattro morti e quaranta feriti sono il tragico bilancio dell'esplosione dieci bombe"
In quel momento, come in una coincidenza cinematografica, sento uno scoppio di petardi che da simbolo festoso diventa un amplificatore di suggestioni legate alla deflagrazione nella terra asiatica. Guardo il cielo che sta diventando buio e penso alle vittime dell'ennesimo attacco jihadista.

Stanotte si balla, si canta attorno a un falò, il bagno di mezzanotte è un immancabile appuntamento. I miei ricordi risalgono a quando partecipavo ai festeggiamenti e sublimavo i miei flirt estivi con una birra, le infradito ai piedi e un costume che poi spariva dentro l'acqua. E non spariva per quello che avete sicuramente immaginato, ma solo perché era una sorta di abitudine condivisa tra noi amici, quella di sentirci completamente liberi in acqua, protetti dal buio e assistiti solo dalla luna. Ossa infradicite e mal di testa garantiti.

Il vociare di alcuni baldanzosi giovani mi distrae, mentre stendo i teli del mare. Passano davanti al mio cancelletto e io non posso evitare di alzare gli occhi su di loro. Una lei dice a un lui: "me mà mi scanna se torno tardi". Lui risponde: "seee, a sedici anni, ancora?", l'amica incalza: "amunì Gabriè, almeno stasera facciamo le tre!" e un quarto tipo la difende: "io sana l'haiu a purtari a casa, sennò so mà scanna puru ammia!". Ridono divertiti.
Rimango rapita dai capelli biondissimi di una delle ragazze e dall'orrore che l'altra esibisce fiera sulla coscia scoperta: un tatuaggio che le ha trasformato la gamba in una savana. Un leone con una chioma nera e qualche pennellata di rosso ruggisce in mezzo a un fogliame confuso che le scende lungo il femore e si ferma sul ginocchio. Sgrano gli occhi e rimango con una molletta appizzata a metà sul filo per stendere. Sorvolo sul tatuaggio dei due maschi, anche se la ragnatela di inchiostro fissata sul polpaccio del fidanzato della sedicenne ha risposto a qualche mia domanda.

Alle ventidue la serata entra nel vivo: i profumi dell'arrosto alla brace invadono le mie narici, mentre la fame sta trasformando i miei figli in pericolosi cannibali. Si muovono nervosi, rispondono con il linguaggio della ribellione adolescente che si agita in loro. Per ammazzare il tempo, prima dell'arrivo di mio marito con gli arancini fumanti, approfittano della musica proveniente sempre dalla spiaggia e sbuffano al coro di "mira Sofia" cantato dallo spagnolo, poi smorfiano il ritornello dei trattori in tangenziale imitando il movimento dinoccolato delle spalle visto nel video della canzone. Cerco di convincerli a farsi la doccia, ma loro, salati,  affamati e insofferenti, mettono alla prova il mio livello di sopportazione con lo shuffle dance ballato in terrazza, al ritmo di alcuni brani salvati nei loro smartphone.

Pensavamo di potere salutare il ferragosto con un brindisi di mezzanotte e la visione di uno spettacolo pirotecnico ammirato dall'alto, invece il tuffo fra le lenzuola diventa un incubo: la musica si protrae per ore, non ci si crede, dura fino al primo albeggiare.
Io prendo sonno a spot, il suono martellante entra persino nei miei sogni, insieme al leone che ruggisce nella savana depilata di quella ragazza e gli arancini che fanno la ola nella mia pancia. Alle sei e trenta sono come il defunto adagiato nel letto mortuario: tisa e immobile, con le braccia incrociate sul petto e gli occhi ammaccati dal sonno e dagli abbìli.
Al canto del gallo le casse della discoteca in spiaggia tacciono.
È una fortuna, oggi, trovare la spiaggia vuota.
Stamattina il mare è tutto mio!

Buon ferragosto a tutti.







domenica 24 luglio 2016

Sto arrivando, mia bella Sicilia!


La Sicilia non è solo la terra in cui sono nata, è la terra che mi ha dato un'identità, che mi ha riempito i polmoni di aria per quarantatré anni e ha messo un sigillo al mio cuore affinché ovunque mi trovi pensi solo a ciò che mio malgrado ho lasciato.
Non vivo di rimpianti e mi adeguo con estrema facilità a qualunque cambiamento, potrei essere in ogni parte del mondo e trovare piccoli appigli di felicità da cui ripartire per continuare a mettere mattoni nella mia vita, ma il luogo da cui ho dovuto allontanarmi è una calamita, che esercita su di me una forza di attrazione cui cedo come il più dolce e il più amaro degli inganni, perché mi vive dentro anche se non posso più disporne, è un marchio che esibisco con fierezza, pur rimanendo una stanza che ho lasciato vuota, con la porta socchiusa.

venerdì 22 luglio 2016

Marina vs Helgaldo, donne vs uomini



Ho poco tempo, ma mi faceva piacere chiudere il cerchio anche qui.
Vi invito, dunque, a leggere l'ultimo appuntamento della serie uomini vs donne proposto in questi giorni nel blog da dove sto scrivendo, che tira le somme delle nostre reciproche discussioni con  una conclusione "dispettosa".


Ora, non voglio dirlo, ma lo dico:







c'è niente da fare, le donne hanno una marcia in più!









E se non capite quello che voglio dire... è perché siete uomini.




lunedì 18 luglio 2016

Uomini, qualcuno sta parlando di voi!

DONNE È ARRIVATO L'ARROTINO!


Arrota lingue e affila unghie. 

Donne, se proprio avete qualcosa da dire, ma non avete ancora avuto l'occasione per farlo, adesso è il momento!

Ieri sera è già partita una bella chiacchierata sull'universo maschile.
Dove? Sempre, da dove scrive Helgaldo!
Prima una stanza per soli uomini, adesso uno spazio anche per noi!

Una donna ha aperto la discussione:
Sono rimasta curva per un giorno intero su quel buco della serratura da cui spiarvi, cari maschi, alternandomi con altre signore curiose quanto me di sapere quali argomenti avreste sfoderato per parlare, tra voi, di noi… e invece si sono coraggiosamente fatti avanti soltanto un misogino prestato alla modernità e un nostalgico dell’era preistorica... 

Venite  anche voi?


Passate parola!


sabato 16 luglio 2016

Donne, qualcuno sta parlando di noi!


NO, DICO, MA AVETE VISTO?
Se ancora non lo avete fatto dovete passare dal blog da dove sto scrivendo: Helgaldo ha invitato i  signori uomini a parlare del mondo delle donne e a noi ha riservato solo il buco della serratura da cui spiare.
Non possiamo intervenire, ma solo per ora: ha promesso che nei prossimi giorni sarà il nostro turno.

Uomini in ascolto, cioè in lettura, correte a dire la vostra che intanto noi donne organizziamo una di quelle curtigghiate coi fiocchi per quando ci toccherà.

In effetti, io sto già curiosando con la bocca cucita e... beh, beh... ne avrei di cose da dire!

giovedì 14 luglio 2016

Il post più impopolare dell'anno


Oggi camminavo immersa nel caldo asfissiante di queste giornate di luglio. Dovrei esserci abituata e invece, nonostante il mio sangue siculo, mal sopporto le temperature africane arrivando a preferire il gelo artico. Ora, mentre provo a orientarmi in cerca di una farmacia, giungo a un incrocio e una ragazza allunga un braccio sventolandomi davanti agli occhi, già annebbiati dai trenta gradi delle 11,30, un volantino. 

martedì 12 luglio 2016

a cena con...


Ho trovato divertente l'idea di Fata Confetto, scoperta grazie a Glò del blog La nostra libreria, di dedicare a un personaggio, scelto liberamente, un menu che vada dall'antipasto al dessert. L'iniziativa, in linea con il suo blog di cucina, Parole di contorno, lo è anche con il Taccuino dello Scrittore per due motivi: primo perché non mi dispiace mettermi ai fornelli quando ho ospiti, che - tra parentesi - non deludo mai (scusate la modestia!), secondo perché il mio è un blog letterario che in questo modo coglie l'occasione per parlare di un libro che mi ha subito servito l'ispirazione su un piatto d'argento (a proposito di piatti!)
Naturalmente, poiché l'intento del gioco è quello di favorire i contatti tra blogger, promuovendo lo scambio di idee e, in questo caso, di ricette, vi invito a dare seguito a questa simpatica iniziativa secondo le regole che trovate nel blog sopra linkato.

domenica 10 luglio 2016

Aperitivo e Liebster Award - edizione straordinaria


Grazie Nadia, per la nomination al Liebster Award - summer edition - così non mi faccio mancare un giro domenicale di domande alle quali rispondo volentieri come sempre.
Aggiungo che mi farebbe piacere rigirarvele tutte e undici (anche perché le trovo  intriganti), ma fa caldo e abbiamo poca voglia di bloggate varie, dunque vi invito a sceglierne una, quella che vi piace di più e di commentare anche voi qui.
È l'ora dell'aperitivo (che, ormai, sarà sempre un rigorosissimo Spritz) ed è piacevole raccontarsi un po'.

Vi unite?

giovedì 7 luglio 2016

Un giovedì di luglio a Ostia

Cchiu scuru di mezzannotti un pò ffari
Ora, lo so che esagero con il sottolineare spesso che sono siciliana, quando mi esprimo usando formule dialettali, quando commento con espressioni del linguaggio parlato, quando sfido le persone volenterose (e simpatiche) ad andare a cercare il significato di termini e di certi modi di dire siculi, ma... ma credetemi, non posso, non posso ancora una volta non gridare a gran voce che SONO SICILIANA in un'occasione in cui tutto, dico tutto, mi fa sentire fortunata di esserlo.
E dunque, cosa ci fa una siciliana abituata all'azzurro cristallino del suo mare, alla sabbia caraibica di certe spiagge, in un posto come questo?

martedì 5 luglio 2016

Un grande abbraccio... e un bacio grandissimo, Julio

"Così violentemente dolce. Lettere politiche" - Julio Cortàzar

"se domani, per poter lottare per le cose in cui credo, dovessi farmi indù o iugoslavo, non esiterei un solo minuto" 


"Mio caro Doc (n.d.r. Eduardo Hugo Castagnino), mi hai scritto secoli fa, non ti ho risposto, sono di una pigrizia ripugnante. So benissimo che posso già contare sulla tua generosità, ma in ogni caso non dovrei approfittarmene in questo modo. Parigi è davvero una donna; ti getta le braccia al collo, ti isola dal mondo poco a poco, ti propone ogni giorno qualcosa di nuovo per suscitare il tuo apprezzamento o rifiuto. D’improvviso ti rendi conto che già due o tre mesi sono caduti dal calendario, e ti prendi la testa tra le mani. Ma non credere che mi dimentichi di voi, anzi. Ogni volta che qualcuno mi porta una notizia da Buenos Aires, soprattutto di ordine politico –sempre falsificate, tergiversate, tendenziose, puzzolenti di veleno e sporco –, mi piacerebbe averti davanti a un bicchiere di birra, al caro vecchio Helvética, per chiederti che ne pensi di tutto ciò, come interpreti quel merengue apocalittico che è la nostra dolce patria."

venerdì 1 luglio 2016

Insieme raccontiamo 10

(Spunto per una piccola riflessione)


Qualcuno sostiene che lo scrittore in quanto tale debba essere in grado di scrivere qualunque cosa, di passare dal genere rosa al fantasy in un batter di ciglia, sol che l'esigenza lo richieda. La mia domanda è sempre la stessa: perché?
Esistono i generi letterari, credo, perché c'è qualcuno che è nelle corde giuste per scrivere un tipo di storia piuttosto che un altro. Non sono nemmeno tanto convinta che potenzialmente debba essere in grado di sfornare capolavori (o menate) tanto qui quanto lì. Le forzature possono pagare una volta, ma immagino non abbiano una sicura riuscita sempre.

Ho pensato tutto questo mentre qualche giorno fa provavo, come ogni mese, ormai da un po', a dare seguito allo spunto offerto da Patricia Moll del blog Myrtilla's house, per la sua rubrica mensile "Insieme raccontiamo". Altre volte ho pubblicato qui la resa del mio esercizio e lo faccio anche oggi, per dimostrare ancora una volta (più a me stessa) che di fronte ad alcune strade da prendere, scelgo sempre quella a me più congeniale.

martedì 28 giugno 2016

Liber et gratitudo


"[...] Devo infine ringraziare alcune persone per il loro supporto, le storie che mi hanno raccontato, o le critiche che hanno migliorato le prime stesure di questo libro: i miei genitori e mio nonno Giuseppe, Francesca Attanasio, Benedetta Tobagi, Federica Manzon, Barbara Bernardini, Danilo Deninotti, Claudia Durastanti, Marco Missiroli, Gigi Campi, Armando Spataro."
(Giorgio Fontana, "Morte di un uomo felice")

"Un caro ringraziamento va alle mie amiche "editoriali" Rosaria Carpinelli, Giulia Ichino e Laura Cerutti.... Grazie infine agli eroici genitori delle commissioni mensa - in particolare a Cristina - che non smettono di vegliare, assaggiare e dedicare il loro tempo all'alimentazione dei più piccoli."
(Silvia Ballestra, "Amiche mie")

"Ringrazio tutti coloro che mi hanno sostenuto negli anni complicati che la scrittura di questo romanzo ha richiesto. Gli amici di sempre. La cura editoriale. Chi mi ha fornito consulenza tecnica. Chi mi ha invitato a cena, quasi ogni settimana, a pochi passi da casa. Giovanna che nel frattempo ha fatto una bambina. Specie di lunedì, il libro è dedicato a Chiara, medium."
(Chiara, ti conosce anche Nicola La Gioia de "La ferocia"?) :D

Quanto mi piacciono i ringraziamenti dell'autore a fine libro!

martedì 21 giugno 2016

Gelato e scrittura - La mia estate 2016


Siamo in estate (oggi, primo giorno di una stagione che sembra tutt'altro), i costumi mi aspettano dentro l'armadio e non vedono l'ora di prendere aria dopo un inverno di costrizione tra maglie di lana e tute felpate. 
Certo, sono aggredita da qualche scrupolo in più pensando che l'inverno copra meglio i fianchi, che la pancia abbandonata al suo destino, sotto abiti che ingannano ad arte, adesso debba rivedere la luce e che glutei e cosce d'ora in poi saranno i veri protagonisti delle vacanze al mare, ma ho un alibi di ferro che mi salva: il nuoto cura le mie blande paturnie da età che avanza.



Adesso nuoterò nell'acqua salata (che mi piace anche di più), ma per me l'estate ha un altro significato: la ditta "MarinaTrasporti" si mette in ferie e finalmente potrò anteporre la scrittura a tutto il resto.

martedì 14 giugno 2016

Arcani Tour #12 - L'Imperatrice (Guest-post di Marco Lazzara)


Oggi ho molto piacere di ospitare nel mio blog Marco Lazzara al dodicesimo appuntamento con il tour organizzato per promuovere il suo libro "Arcani": ho finito di leggerlo da poco e sono contenta di avere dato ascolto alla mia curiosità, perché le storie raccontate sono divertenti, argute e ben scritte. Approfitto, dunque, per fargli i complimenti e per ringraziarlo di avere ideato questo post per il Taccuino.
Ho deciso di aderire alla sua iniziativa scegliendo la carta dell'Imperatrice. Superfluo dire che il racconto a essa abbinato resta uno fra i miei preferiti.

L'articolo correlato all'"Arcani Tour" è davvero molto interessante. Vale la pena dedicargli qualche minuto, perché rivela la stretta relazione esistente tra cervello e scrittura.
Il post s'intitola: Neuroanatomia della Scrittura.

giovedì 9 giugno 2016

Prometto di (non) sbagliare (più)

Lettrice insoddisfatta spiega


Abbiamo bisogno di storie per viaggiare con la mente, per emozionarci, per vivere nuove avventure, per sentire sul nostro collo il fiato dei protagonisti, alle orecchie le loro voci. Io, almeno, ho bisogno di tutto questo e quando non trovo una storia con dialoghi, azioni e trama non stabilisco alcun rapporto con il libro che sto leggendo, non entro in simbiosi con i personaggi, non creo empatia con l'autore.
È questo che è accaduto con "Prometto di sbagliare" di Pedro Chagas Freitas, ed è per questo che dopo solo cento pagine (109 per la precisione) lette a fatica, ho chiuso il romanzo e destinato il mio segnalibro a una nuova lettura.

martedì 31 maggio 2016

Le pippe mentali dello scrittore (esordiente o aspirante)

Disegno di Floriana Rampanti

E quel pensiero martellante con cui ci fissiamo, quel tarlo che ci corrode, ci preoccupa, ci stressa, dove lo mettiamo? Diamogli un attributo: compulsivo, definiamolo con un termine: paranoia, oppure semplicemente chiamiamolo nel modo in cui è più riconosciuto: pippa mentale, che non è proprio una finezza linguistica, ma rende l'idea.

Il pensiero compulsivo, che diventa paranoia e ci trasforma tutti in onanisti cerebrali è, forse, il più comune dei mali, perché sfido chiunque a negare di essersi arrovellato almeno una volta nella vita su questioni, fatti, convinzioni campati in aria, ma talmente condizionanti da entrare in un circuito da cui è impossibile venire fuori.

domenica 29 maggio 2016

LA NOSTRA LIBRERIA chiede, il TACCUINO DELLO SCRITTORE risponde.


Quale momento di relax migliore di questa pacifica domenica per un ultimissimissimo colpo di coda? (Al penultimissimissimo ho risposto nel blog Giochi di parole... con le parole).

E dunque oggi completo il super giro 2016 del Liebster Award con la gradita nomination dei "fantastici tre": GlòPiGreco e Michele del blog "La nostra libreria".

giovedì 26 maggio 2016

Un gradito ospite #2: Giovanni Venturi (autore del romanzo "Certe incertezze")


C'è una novità letteraria che da qualche giorno è presente nei principali bookstore: è il nuovo romanzo di Giovanni Venturi, "Certe incertezze", che oggi volentieri ospito nel mio blog. Con questo romanzo di formazione, un autore che stimo ha siglato una nuova scommessa nel self-publishing, che spero paghi il suo impegno.
Adesso lascio che sia lui a fare gli onori di casa con una premessa che ritengo utile e necessaria prima di scrivere la mia recensione su questo suo nuovo lavoro.

martedì 24 maggio 2016

I sogni non hanno scadenza

Dedicato agli aspiranti scrittori non più giovanissimi


Esiste un limite temporale massimo per scrivere e pubblicare un libro?
Come quei prodotti che non possono essere più consumati oltre una certa data, l'età ci condiziona nella corsa a diventare scrittori riconosciuti?  
Domande che, secondo me, qualcuno si pone quando vede che il tempo passa senza restituire la soddisfazione di tanti sforzi sostenuti per riuscire a realizzare un obiettivo, che è una semplice tappa per qualcuno e un grande sogno per qualcun altro.
Magari scriviamo da una vita e abbiamo provato ad abbattere la barriera della diffidenza delle Case Editrici lasciandole imperturbabili. Magari abbiamo chiuso la porta delle vie ufficiali e aperto quella della pubblicazione "che non deve chiedere niente a nessuno", rimanendo attaccati al salvagente che ci fa galleggiare in mezzo all'oceano. 
Qualunque strada abbiamo scelto per diventare "scrittori", gli anni camminano insieme ai nostri desideri e, giunta una certa soglia di età, non ci restano che due vie: arrenderci oppure inseguire i sogni a oltranza.

giovedì 19 maggio 2016

Alla faccia dello scribacchino inesperto!

La mia recensione di "Joshua", il romanzo di Massimiliano Riccardi


"Dentro ognuno di noi c'è una scintilla divina che aspetta solo di venire fuori. Credo proprio che la mia scintilla si sia spenta da parecchio. E qui dentro è buio, c'è davvero tanto buio. E fa freddo"

Joshua è una persona rispettabile e ben voluta, un tipo a posto, uno di cui fidarsi. Vive in una tranquilla cittadina di Charming, nella contea di Pike e ha un solo desiderio: mettere in ordine le cose.
Joshua significa "salvezza".
Quella che lui non concede alle vittime della sua follia, perché ha un'unica, grande, passione: spegnere vite, annientare e un solo obiettivo: la vendetta.
Joshua è un assassino. 

domenica 15 maggio 2016

L'ultima tessera mancante (appendice del Liebster blog Award 2016)


Una settimana di domande e risposte, in casa dei blogger amici. 
Alla fine ho trovato piacevole il diversivo, perché lo dico sempre: un po' di leggerezza non guasta mai. E mi concedo l'ultima, questa domenica in cui altre 33 domande aspettano una risposta e altre tre persone meritano il mio ringraziamento per avere attribuito a questo blog il simpatico riconoscimento in rete. 
Richiamo, dunque, la prima regola del Liebster Award, ringraziando Cristina, Ivano e Monica e rispondo al loro questionario. 

giovedì 12 maggio 2016

Un altro 10 al selfpublishing


Sto per presentarvi un'altra gradita lettura che ospito all'interno di questo spazio, nel mio blog, dove intendo dare testimonianza dell'eccezione di quella che io reputo la regola del selfpublishing selvaggio e sconsiderato. Non è che debba ribadirlo tutte le volte, però trovo stimolante andare alla ricerca dell'opera buona in mezzo a tante che non lo sono. Mi piace leggere gli esordienti e mi piace stupirmi quando trovo scrittori bravi che meriterebbero ben altra sorte. 
La scorsa settimana ho onorato la prima clausola del regolamento relativa all'iniziativa del blogger Andrea Cabassi parlando di un libro che mi è piaciuto molto, oggi completo l'impegno presentando un altro romanzo tratto da quella lista, letto e apprezzato. (Da giovedì prossimo mi prenderò la libertà di proseguire questa carrellata di presentazioni con altri testi autopubblicati dai blogger  che conosco).

Questo è un altro meritato dieci:

martedì 10 maggio 2016

Tè, Caffè, me? - Il Questionario de' Noantri


Anche oggi, svago non programmato. Devo smaltire le domande fatte da chi mi ha nominato per il Liebster Award ed essendo... beh sì, in tutto 88 (altre tre nomination sono arrivate dopo), ho pensato di dividerle in più di un appuntamento. (Anche perché, io rispondo volentieri ed è nelle regole del gioco, ma sai che palle per chi legge e non gliene può fregà de meno!).
Così, dopo il conosciuto Questionario di Proust, lo sconosciuto "Questionario de' Noantri".
Se volete, accomodatevi per un caffè, un tè e un pasticcino: oggi è il turno delle domande di Ariano GetaGiulia Mancini e Patricia Moll.

lunedì 9 maggio 2016

Liebster Award 2016 - Più che premi, regali (di compleanno)



Un bellissimo inizio di settimana! 

Tanto bello che ho pensato di concedere una deroga ai miei appuntamenti fissi nel blog, pubblicando il post oggi che è lunedì.

Un regalo merita sempre un'attenzione extra.




Quando sono cinque, poi...





Sì, perché negli ultimi tre giorni ho ricevuto ben cinque nomination per un simpatico riconoscimento che circola in rete allo scopo di promuovere altri blog, questo:


e dunque adesso è il mio turno.

giovedì 5 maggio 2016

Self-publishing di qualità: perché non so solo parlarne male!


Mi sono fatta conoscere come una detrattrice del self-publishing, che ho criticato in diverse occasioni. Ho spiegato le mie ragioni, le ho motivate, le ho giustificate e resto convinta delle mie idee, la più importante delle quali è che non faccio mai di tutta un'erba un fascio. Il fatto che io abbia una mia visione sul mondo abusato dell'autopubblicazione non fa di me una persona che vive di pregiudizi e voglio dimostrarlo.

martedì 3 maggio 2016

La scrittura è mia e la gestisco io


Fermo restando che non si possa piacere a tutti e che ciò sia giusto e normale (martedì scorso ci siamo confrontati su questo), come la mettiamo con l'accettazione dello stile? 
Mi sono fatta l'idea che lo stile di una persona sia un'appendice della sua personalità, forse è meglio dire un riflesso, perché è una dimostrazione esterna di ciò che nasce all'interno.