martedì 21 marzo 2017

Foglie d'erba (scritto e diretto da Luana M. Petrucci)

"Carpe diem, quam minimum credula postero", recita il più citato verso delle Odi di Orazio.

E io l'attimo l'ho colto, o meglio ho colto una bella occasione: sono andata a vedere lo spettacolo "Foglie d'erba", messo in scena da Luana M. Petrucci, la Luz del blog Io, la letteratura e Chaplin, al Teatro San Filippo Smaldone, facilmente raggiungibile da casa mia (che già, con le distanze di Roma, è tutto dire.)

martedì 14 marzo 2017

Nuova finestra aperta su #imieiprimipensieri: un pensiero molesto

Mi è capitato di nuovo, ieri, di trovarmi immersa in un guazzabuglio di parole senza ordine, così, all'improvviso. 
Mentre contemplavo il monitor del computer con una pagina aperta su una parte del romanzo che sto scrivendo, non era al modo di sciogliere i nodi della storia che stavo pensando, ma a come scacciare un pensiero che mi assilla.





martedì 7 marzo 2017

In viaggio con Proust: Istruzioni per l'uso


"Il ricordo di una certa immagine non è che il rimpianto di un certo istante; e le case, le strade, i viali sono fugaci, ahimè! come gli anni."

Pag 535. Ho finito il primo lungo viaggio alla ricerca del tempo perduto. 

"Dalla parte di Swann" mi ha sbalordito.

martedì 28 febbraio 2017

3 versioni, 2 editor, 1 brano (Rewind)

Questa immagine contiene un messaggio subliminale!😜

Riavvolgiamo il nastro: martedì scorso avevamo un brano da cui partire, due editor da valutare e tre versioni da leggere.
Adesso ci troviamo con tre versioni lette, due editor valutati e un brano da svelare.
È piaciuto, non è piaciuto, è piaciuto più delle tracce editate,  meno in un editing rispetto all'altro, qualunque sia il giudizio che ne abbiamo dato, resta il fatto che l'originale ha avuto la meglio sull'operato dei due editor e che il secondo editor ha ricevuto critiche più dure e un più scarso gradimento nel confronto con il primo. 
Un risultato che sembra alquanto singolare, se da una parte abbiamo uno scrittore che ha fatto del proprio stile una caratteristica che lo ha reso unico e dall'altra un editor che ha aiutato diversi scrittori ad affermarsi.
Nessuna illuminazione?

martedì 21 febbraio 2017

1 brano, 2 editor, 3 versioni


Mestiere difficile quello di editor.
L'idea di una collaborazione che abbia lo scopo di trasformare in scrittore chi, semplicemente, scrive è una di quelle che accarezzo di più, quando immagino di volere pubblicare qualcosa di mio. Verificare i punti di debolezza della mia opera, lavorare sulle parti meno efficaci, perfezionare le pagine meno riuscite, tutto rientrerebbe nell'ottica della buona scrittura alla quale ambisco. L'editor, però, deve possedere le qualità adatte, un'adeguata preparazione, la giusta dose di intuizione che gli consenta di seguire le linee tracciate nella storia sottoposta alla propria attenzione senza stravolgerne la natura. 
Lo diciamo spesso: l'editor non riscrive, suggerisce, rimanendo quanto più possibile allineato alle intenzioni dell'autore.

Che accade, dunque, se uno stesso testo viene rimaneggiato da due editor diversi? 

martedì 14 febbraio 2017

Il regalo di Cupido: l'intervista a Erica Mai, autrice di narrativa erotica


Se c'è un genere che mi attrae poco è quello erotico. Ho letto Anais Nin, in passato, ma parliamo di alti livelli che, tuttavia, non mi hanno conquistato; ricordo qualche buon vecchio Harmony con delle punte di erotismo che mi facevano arrossire (vista anche l'età) e qualche anno fa una rivista letteraria mi ha offerto in lettura un romanzo di Sara Bilotti perché io ne facessi una recensione. Non parliamo delle Sfumature varie: mi sono fatta bastare la Bilotti.
Poi, un giorno, su Twitter mi imbatto in una giovane scrittrice di libri erotici che nella descrizione del suo profilo cita Andy Warhol: "Il sesso è più eccitante sullo schermo e tra le pagine che tra le lenzuola."
Qualcosa mi dice che voglio approfondire la faccenda. La contatto e le propongo un'intervista al buio: io non so niente delle opere che scrive, voglio che lei provi a convincermi a leggere uno dei suoi romanzi, tutti esposti nella vetrina del suo blog, corredati di trama, estratto e link per gli acquisti in rete.
Così le faccio qualche domanda e lei risponde in modo molto garbato. Ne è venuta fuori una bella chiacchierata.

Vi presento Erica Mai.

giovedì 9 febbraio 2017

Consigli di lettura: l'utilità delle recensioni


Sono una lettrice anomala se dico che non è mia abitudine farmi una scorpacciata di recensioni prima di decidere se leggere o meno un libro?

giovedì 2 febbraio 2017

Le conversazioni sullo scrivere di Pontiggia: le mie riflessioni


Nella prima puntata delle Conversazioni sullo scrivere di Giuseppe Pontiggia del ’94, conversazioni che potete liberamente scaricare dal sito di Radiorai, lo scrittore comasco introduce molti spunti su cui è doveroso soffermarsi. Non so quali osservazioni faranno in proposito Helgaldo e Michele Scarparo sui loro blog, poiché questa è un’iniziativa a tre, ma a me è venuto in mente che dovrei capire meglio che tipo di scrittrice sono o potrei essere. 
Tutti quelli che amano scrivere dovrebbero porsi questa domanda, per riuscire meglio a identificare le proprie mete artistiche, ma anche i limiti che, invece, tante volte ignorati, finiscono per trasformarsi in ambizioni mal riposte e conseguenti frustrazioni. 

martedì 31 gennaio 2017

#imieiprimipensieri: vedo polvere dappertutto

(Scrittura di getto di un lunedì pomeriggio)


Ebbene, Chiara, sì, mi metto in gioco, ma sappi che già ho cominciato a giudicarmi con severità, ritenendo sciocco e senza senso il post che mi sto accingendo a pubblicare sull'onda della sola emotività non alterata da strani deformanti giochi della mente.
Dunque, per la serie #imieiprimipensieri capitolo uno, ecco la mia prova scritta di getto in poco meno di quindici minuti, ispirata da una pezza per spolverare, prima di andarmene in giro strade strade ad accompagnare i miei figli in palestra (rigorosamente in punti della città e in orari diversi)
E vada come vada! 
(Anche sto cappelletto l'ho scritto per come m'è venuto: tutto di getto... oppure getto tutto)

giovedì 26 gennaio 2017

INSIEME RACCONTIAMO 17


Saltato l'appuntamento natalizio, mi sono riallineata con l'iniziativa mensile di Patricia Moll, "Insieme Raccontiamo", capitolo 17, di gennaio. 

Le regole per partecipare le trovate qui.

Un incipit e una continuazione, con una interessante variante: la presenza di una foto molto suggestiva cui ispirarsi.

Sempre nel principio che il divertimento vien scrivendo, vi propongo il mio sequel.

martedì 24 gennaio 2017

Di cosa parliamo quando parliamo di Gordon Lish?

Parliamo di editing ad alto livello.

Non so voi, ma io, quando penso a uno scoglio vero da superare nell'ardua corsa verso la pubblicazione, non immagino il mio libro ignorato da un editore, bensì la mia opera fatta a pezzi da un editor. 
Questione di e finali: l'editore pubblica, l'editor mira a creare scrittori di successo. 
L'attività di editing, che è quel prezioso lavoro di chirurgia letteraria in cui il manoscritto viene sezionato, ripulito, curato nelle sue parti malate e restituito con una dignità all'attenzione di un editore, è fondamentale e prescinderne è il valore dimezzato di una scrittura che non se ne avvale.
Un occhio esperto individua i punti critici di un testo, interviene suggerendo i tagli giusti da operare per fare emergere il meglio soffocato dal "troppo"; non manipola uno scritto, non ne stravolge il contenuto, sia anche per adeguarlo alle richieste di mercato. 
Un editor sottolinea, indirizza, setaccia, semplifica, migliora, ma tutto senza imporre nulla: la strategia giusta va condivisa con l'autore, discussa, spiegata, sempre con l'obiettivo di fare emergere le potenzialità non del tutto espresse o espresse male dell'opera.

Non, però, quando un testo arriva nelle mani di Gordon Lish.

martedì 17 gennaio 2017

In viaggio con Proust: "E all'improvviso il ricordo mi è apparso"


Immagino di essere su un treno per un viaggio molto lungo che ha una meta lontana; non so cosa aspettarmi alla fine, ma il piacere che provo è nel godermi il tragitto, con le sue fermate, le sue stazioni obbligatorie. 
Questo mio lungo viaggio è cominciato quando ho deciso di mettere mano per la prima volta a un'opera che ho sempre snobbato per il timore, indotto dal sentito dire, che potesse essere oltremodo pesante. Ho superato la mia remora (in verità, un pregiudizio) e con una rinnovata curiosità ho comprato e cominciato a leggere "Dalla parte di Swann", il primo volume di "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust, ben determinata ad arrivare al settimo libro.
Un piccolo tratto è stato già percorso e sono giunta a questa fermata con un entusiasmo che ho subito pensato di condividere con voi. Sono solo a pagina 134, alla fine del primo capitolo: pochissimo, ma quanto basta per trarne uno spunto al quale voglio dare il giusto risalto.

Quanto sono importanti i ricordi?

giovedì 12 gennaio 2017

Alla fiera del blog

(filastrocca riassuntiva del thriller paratattico)



Alla fiera del blog, per un anno, un esercizio Helgaldo ideò.
Alla fiera del blog, per un anno, il paratattico thriller creò.

E venne Marina, 
che scrisse una versione 
dell'esercizio che Helgaldo ideò.

Alla fiera del blog, per un anno, un esercizio Helgaldo ideò.

martedì 10 gennaio 2017

La lunghezza che conta


Non è perché sono fissata con metri e lunghezze, ma oggi ho fatto un acquisto importante e durante il tragitto fino a casa ho continuato a ripetermi: devo essere pazza, devo essere pazza, devo essere pazza, mentre il libro dondolava dentro la busta della libreria.
Questa è una lettura concepita per progredire a dosi, con oltre tremila pagine l'approccio dev'essere per forza graduale, se no pensi che, al confronto, scalare l'Everest sia un gioco da ragazzi.
E io, che da sempre litigo con le dimensioni fuori misura, mi sono consapevolmente lanciata in una sfida che è più una scommessa con me stessa: spero di riuscire a completare la lettura di questo colosso letterario e di non impiegare un anno per ogni libro di cui esso si compone, per l'esattezza sette.
Dopo avere finito il romanzo che sto leggendo di Abraham Yehoshua, mi aspetta il primo volume dell'opera magna di Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto". (Povera me!)

sabato 31 dicembre 2016

FELICE 2017


Buoni propositi, bilanci, promesse mantenute o da portare nel nuovo anno, impegni presi, aspettative che si rinnovano, i miei sogni non hanno cambiato abito, restano gli stessi: desidero solo che una meravigliosa normalità continui a caratterizzare la mia vita.

Alle 00:00 alzerò il calice di spumante e penserò a ognuno di voi.



AUGURI, AMICI


giovedì 22 dicembre 2016

Thriller paratattico n. 69 - BUON NATALE


Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei vetrine piene di luci sfavillanti. 
La giovane cammina osservando la cura con cui sono stati allestiti gli alberi di Natale nei vicoli, è felice, entra finalmente in una casa. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un centro commerciale dove uomini vestiti da Babbo Natale distribuiscono regali ai bambini. Gli uomini si avventano su di lei con entusiasmo: la vogliono riempire di doni, forse convincerla a cantare Jingle bells con loro. La donna urla di gioia, gli uomini panciuti le fanno indossare la divisa rossa, le legano attorno alla vita una fascia nera, le buttano allegramente un po' di brillantina dorata nei capelli, aspettano che si schiarisca la voce. La donna sprofonda in un sogno come quando da bambina cantava nelle recite a scuola, comincia a dondolare al suono della musica. Si sente un groppo alla gola. Una mano la scuote, si sveglia. Il dentista è stato così delicato durante l'intervento! Le rivolge un sorriso natalizio: "Tutto fatto signora. Quest'anno potrà abbuffarsi di panettoni. Mezza corona, prego! E buone feste: ci rivediamo all'anno nuovo. Ma non pensi che io sia sempre così buono."

MUHUHAHAHAHAH!






mercoledì 21 dicembre 2016


21 dicembre 2016

Caro diario, 
sono tornata in quel posto maledetto, lo faccio spesso da quando lo psicologo mi ha detto che per dimenticare devo affrontare le mie paure. Non è stato facile per me riprendermi dallo shock di un incubo che mi ha cambiato la vita. Da allora, non riesco più a entrare in un bar, gli occhi degli uomini presenti mi terrorizzano, entro nel panico quando vedo le corde delle chiatte ormeggiate nel molo della Senna e quanto odio questo fiume putrido, lo odio, lo odio, LO ODIO.

martedì 20 dicembre 2016

Caffè con Barbara


Metto in coda i miei impegni, ma non li dimentico mai. Come le letture: libri su libri impilati in ogni angolo di casa (ormai la libreria trabocca) e io che, pur non tenendo il passo, mi riprometto di leggerli tutti e lo faccio, nel tempo. 

Così è passato un mese, ma io ho soltanto rimandato, non trascurato, l'appuntamento con la nomination ricevuta da Webnauta per il Liebster Award e oggi ho invitato Barbara a bere un caffè per fare quattro chiacchiere insieme, mentre rispondo alle sue domande. 
Ho ricevuto questa nomina e ho pensato: toh, un Liebster Award, finalmente! 😜

giovedì 15 dicembre 2016

Thriller paratattico n. 68 - Caro diario...


Ho cominciato a scrivere quando in quinta elementare, per il compleanno, mi regalarono il diario di Holly Hobbies, un quadernetto quadrato con fogli non rigati e chiusura con il catenaccio. Ogni giorno mi sedevo, prendevo il diario dal cassetto della scrivania e raccontavo: ero piccola e la mia era una semplice cronaca della giornata scolastica o erano piccoli sfoghi su persone che mi stavano antipatiche. Poi, quell'abitudine è diventata un appuntamento fisso della mia quotidianità e nel tempo ho cominciato a riempire agende vere, quelle da lavoro, con date e calendario: ogni anno mio padre ne riceveva diverse e lui le passava a me sapendo di farmi felice. Il famoso "diario personale" è diventato un raccoglitore di pensieri, racconti di episodi vissuti, riflessioni su situazioni e persone, un rifugio in cui mi isolavo tutte le volte che potevo.
Scrivere una pagina che sapevo non avrebbe letto nessuno mi spingeva a lasciarmi andare senza badare a linguaggio, modi, espressioni: scrivevo quasi in trance, guidata solo dall'irresistibile desiderio di svuotare la mente.

Anche i protagonisti del Thriller tengono un diario personale, non lo sapevate?