Parliamo di editing ad alto livello.
Non so voi, ma io, quando penso a uno scoglio vero da superare nell'ardua corsa verso la pubblicazione, non immagino il mio libro ignorato da un editore, bensì la mia opera fatta a pezzi da un editor.
Questione di e finali: l'editore pubblica, l'editor mira a creare scrittori di successo.
L'attività di editing, che è quel prezioso lavoro di chirurgia letteraria in cui il manoscritto viene sezionato, ripulito, curato nelle sue parti malate e restituito con una dignità all'attenzione di un editore, è fondamentale e prescinderne è il valore dimezzato di una scrittura che non se ne avvale.
Un occhio esperto individua i punti critici di un testo, interviene suggerendo i tagli giusti da operare per fare emergere il meglio soffocato dal "troppo"; non manipola uno scritto, non ne stravolge il contenuto, sia anche per adeguarlo alle richieste di mercato.
Un editor sottolinea, indirizza, setaccia, semplifica, migliora, ma tutto senza imporre nulla: la strategia giusta va condivisa con l'autore, discussa, spiegata, sempre con l'obiettivo di fare emergere le potenzialità non del tutto espresse o espresse male dell'opera.
Non, però, quando un testo arriva nelle mani di Gordon Lish.