giovedì 9 luglio 2020

HACCA EDIZIONI: "La solitudine del riporto" di Daniele Zito

Per la rubrica “Il vino buono sta nelle botti piccole”, oggi vi presento la casa editrice indipendente: 


Oserei dire che questo libro ha un incipit che inganna il lettore. Le mie parole, che sembrano essere un deterrente alla lettura, nascondono, al contrario, la pretesa di mostrarne l’elemento vincente.

giovedì 2 luglio 2020

ΒLACK COFFEE EDIZIONI: "Lingua nera" di Rita Bullwinkel

Per la rubrica “Il vino buono sta nelle botti piccole”, oggi vi presento la casa editrice indipendente: 


Ancora una volta il mio primo impatto con un libro cartaceo è di natura visiva: resto sempre impressionata da un’immagine rappresentativa del felice connubio fra l’idea che mi faccio del suo contenuto e la parte frivola del cervello, a primo acchito, blandita, stuzzicata, coinvolta dai sensi.
Trovarsi sotto gli occhi una copertina del genere e rimanere indifferenti è impossibile:

domenica 28 giugno 2020

Lode a te, maturità classica!

Apollo e le muse sul monte Parnaso - Anton Raphael Mengs

Giorno 17 giugno mi sono alzata col sorriso tirato della maturanda nel suo giorno di esami, in imperfetta simbiosi con un figlio meno emotivo, ma concentrato sull’obiettivo. 
È lui che deve sostenere gli esami, io faccio solo la mamma apprensiva.

giovedì 25 giugno 2020

Caffè, Philip Roth e una mattonella dolce

Appuntamento mensile con “Il caffè di Luz e Marina.”


E qui, io e Luana ci siamo proprio sbizzarrite. Avremmo voluto intrattenerci ancora a lungo sull’argomento, ma potremo comunque continuare a farlo insieme a voi, nei commenti.

Oggi il nostro caffè è doppiamente speciale: primo, perché è l’ultimo appuntamento (riprenderemo i nostri incontri dopo le vacanze estive), secondo perché ci siamo piacevolmente confrontate su un libro che sapevamo non ci avrebbe deluso. 

giovedì 18 giugno 2020

MIRAGGI EDIZIONI: "Grand Hotel - Romanzo sopra le nuvole" di Jaroslav Rudīs e “La vita moltiplicata” di Simone Ghelli

Per la rubrica “Il vino buono sta nelle botti piccole”, oggi vi presento la casa editrice indipendente: 





Dal ripiano centrale della mia libreria (dove pongo i testi ancora da leggere) tiro fuori due libri, affratellati dallo stesso logo: uno ha la copertina leggermente ruvida, con un disegno stilizzato rosso su sfondo écru; si chiama: “Grand Hotel - Romanzo sopra le nuvole”, è di uno scrittore ceco, Jaroslav Rudīs, che è anche musicista, autore di numerose opere teatrali, radiofoniche e di sceneggiature cinematografiche (sono attratta dalle persone eclettiche); l’altro, è una raccolta di racconti dal titolo: “La vita moltiplicata”. L'autore, Simone Ghelli, vanta una bella esperienza nella stesura di racconti, con diverse pubblicazioni per siti letterari e riviste.
Non so cosa aspettarmi da queste letture né dalla casa editrice che non conosco, ma le novità sono un incentivo che stuzzicano sempre la mia curiosità. 
Sono contenta di parlarne, adesso che ho finito di leggere i due testi. 
Non sono rimasta delusa.

giovedì 11 giugno 2020

NUOVA EDITRICE BERTI: "Snob" e "La ragazza con le rose rosse" di Marcel Proust

Per la rubrica “Il vino buono sta nelle botti piccole”, oggi vi presento la casa editrice indipendente:


I corridoi del piano terra sono mezzi vuoti: l’orario consente ancora un comodo passaggio, ma so che se non faccio in fretta, mi troverò schiacciata dentro un tunnel di persone in processione davanti agli stand delle case editrici: sono a “Più Libri Più Liberi 2019", è sabato e sono le 15:30. 

domenica 7 giugno 2020

Editori indipendenti, artigiani del libro


L’editore opera in un settore affascinante, ma è un imprenditore, né più né meno, con l’obbligo di fare quadrare il bilancio dell’azienda che gestisce: ha la necessità di chiudere in positivo, o comunque non in netta perdita, l’esercizio finanziario, procurandosi capitale a sufficienza per coprire o superare i costi delle spese di produzione e commercializzazione del bene di consumo “libro”. Non deve fallire, questo è il suo obiettivo.

giovedì 4 giugno 2020

Caffè, romanzo classico/contemporaneo e mousse

Appuntamento mensile con “Il caffè di Luz e Marina.”


I segnalibri di Corrie Baldauf in Infinite Jest di Foster Wallace
Ieri io e Luana, dalle pagine del suo blog, Io, la letteratura e Chaplin, ci siamo confrontate su un argomento non nuovo, ma sempre attuale: letteratura classica vs letteratura contemporanea, con l’intento non di rilevarne pregi e difetti, ma solo di sottolineare le differenze più evidenti ed eventualmente capire da quale lettura siamo più attratte.

giovedì 28 maggio 2020

Idolatria letteraria: il più grande limite della lettura



Ancora una volta prendo spunto da un’opera già citata in un precedente post, “Come Proust può cambiarvi la vita” di Alain de Botton, per fare una riflessione su come la lettura di un’opera o la conoscenza di un autore possano spingerci verso forme di limitante idolatria.

giovedì 21 maggio 2020

E dunque, dove eravamo rimasti?

Sempre a casa, dove se no?



La finestra socchiusa all’inizio della fase 2 della pandemia, adesso si è aperta un po’ di più: riconquistiamo gli spazi di quotidianità rubati dal coronavirus, in attesa di potercene rimpadronire del tutto. Se da giorno 4 maggio nulla è veramente cambiato per me, dal 18, una parvenza di ritorno alla normalità mi è parsa possibile: mi sono fatta un paio di chilometri a piedi per andare in libreria, senza avere violato alcuna regola e martedì scorso, in fila al supermercato, sono arrivata a leggere soltanto un capitolo del libro che mi porto sempre dietro, anziché finirlo, come sarebbe accaduto in un ordinario pomeriggio di spesa in lockdown. Piccole riconquiste: li sento lontanissimi i tempi in cui toh, mi mancano un paio di cosette, corro un attimino a comprarle! Adesso sono felice se davanti a me ci sono solo venti cristiani e non i duecento di qualche giorno fa. Evviva la fase 2 e mezzo! 

giovedì 7 maggio 2020

Caffè, poesia e torta



Ne parlai già una volta, dalle pagine di questo blog e lo feci con motivato distacco.
Mi piace calpestare il terreno della prosa, scrissi. L’arte evocativa per eccellenza non mi coinvolge più. 
Nessun feeling fra me e la poesia, dunque. Questo era il punto allora ed è rimasta la premessa da cui è partita una bella conversazione con Luana Petrucci del blog Io, la letteratura e Chaplin, nel secondo appuntamento della rubrica mensile “Il caffè di Luz e Marina”. 

giovedì 23 aprile 2020

Pandemia 2020 - La metamorfosi


Destandomi una mattina da sogni inquieti, mi trovai tramutata, nel mio letto, in un enorme virus. Me ne stavo distesa sulla schiena, rotonda come una sfera e per poco che alzassi la testa potevo vedermi il ventre gonfio e spugnoso, solcato da inflorescenze filiformi di colore rosso, sulle quali si reggeva a stento la coperta ormai prossima a scivolare completamente a terra. Sotto i miei occhi annaspavano impotenti i miei numerosi arti che avevano l’estremità a forma di corona, di una sottigliezza desolante se raffrontati alla mia corporatura abituale.

giovedì 16 aprile 2020

Pandemia 2020 - E infine il tramonto


È trascorso il primo mese di arresti domiciliari e, facendo un bilancio, ammetto che l’abbrutimento da clausura forzata ha avuto anche i suoi aspetti positivi: la pelle del viso, senza trucco, respira; non lavo continuamente la roba dei miei figli, il che accorcia i tempi dei miei pomeriggi con in mano il ferro a vapore; non riceviamo gente in casa, dunque nessuno lamenta la presenza dell’asse da stiro in postazione fissa, ormai, piazzata in salone in modo da armonizzarsi con la libreria e la credenza; e non parliamo del tavolo trasformato in scrivania da lavoro: interamente invaso da fogli, agende, penne, ha un (dis)ordine che mio marito non vuole alterato. E chi osa metterci mano! 

giovedì 9 aprile 2020

Pandemia 2020 - Le alternative



Non ho mai dato così tanta importanza, come in questo periodo, alle “alternative”, perché questi sono tempi in cui devi affidarti alle possibilità che sostituiscono le impossibilità, ai modi “altri” di fare le cose, alle scelte che offrono soluzioni. Trovarle è, spesso, difficile tanto quanto fronteggiare il problema che le rende necessarie, però, quando non è la fantasia a venire incontro, è il comune, dominante, senso pratico a farlo.

giovedì 2 aprile 2020

Pandemia 2020 - Diamoci un taglio

 

Sul tavolo della cucina, c’è una scatola nera, con un’immagine che leva ogni dubbio e una scritta bianca: “Calibro zero - Professional hair clipper.”
Il dado è tratto.

giovedì 26 marzo 2020

Pandemia 2020 - Tutto smart, tranne il WiFi


Sono le sette. Mio marito deve alzarsi per andare a lavorare. Malvolentieri, sposta il peso del corpo tutto su un fianco, poi lo affida a un gomito puntellato sul materasso, infine si mette in piedi e si avvia verso il bagno come un automa, programmato per lavarsi/sbarbarsi/vestirsi in un quarto d’ora. Puntualissimo, anche questa mattina, mi saluta, mentre io cincischio ancora un po’ a letto e gli auguro una buona giornata.


venerdì 20 marzo 2020

Pandemia 2020 - Oggi al supermercato vado io!


Il signore che mi precede nella fila indossa un giaccone imbottito. Gli anziani sono atermici, si sa e sorrido, pensando a quanto sia cretina la mia osservazione in un frangente in cui abbiamo tutti le facce sterili, ligi al dovere e attenti che nessuno faccia un passo che accorci le distanze anti-contagio fra noi.

martedì 3 marzo 2020

“Infinite Jest": il mio personale “Samizdat”




È stato già detto tutto sull’infinito capolavoro di David Foster Wallace. Se io, adesso, voglio parlarne non è per ribadire che è considerato un libro cult della letteratura americana contemporanea, monumento letterario progettato per denunciare tutte le forme di dipendenza (da quelle legate all'uso di sostanze stupefacenti, farmaci, alcol a quelle indotte dal capitalismo consumistico), romanzo profetico, precursore del nostro tempo così acriticamente assuefatto ai mass-media e asservito alle logiche del marketing. 
Io voglio parlarne per disintossicarmi.
Perché questo è, per me, “Infinite Jest”: una droga.

giovedì 20 febbraio 2020

Adesso tocca a noi


Adesso tocca a noi dimostrare di essere genitori che sostengono le aspirazioni dei figli; che sanno essere complici, non oppositori; fautori di speranze, non causa di rimpianti. Tocca a noi ragionare, capire, condividere, senza imporre un “no” che metta un punto a tutte le discussioni. 

domenica 9 febbraio 2020

L’eco della domenica


Ieri stavo cercando un testo nella mia libreria e, scorrendo la fila di volumi del ripiano destinato alla saggistica, il dito si è soffermato sul dorso di un manuale di Antonio Cassese, “I diritti umani nel mondo contemporaneo”. Sono stata subito investita da un ricordo che evaporava ancora dalle pagine sottolineate, ingiallite dal tempo, che d’istinto ho preso a sfogliare. Allora sono scesa in garage per recuperare una vecchia agenda, che contiene uno sfogo riferito a un momento della mia vita collegato in qualche modo proprio a quel libro.

Così, l’eco di oggi risale agli anni post laurea, esattamente al giorno in cui portai con me il diario sotto un albero, in campagna, per smaltire quello che tutt’ora considero il mio più grande rimpianto. 

giovedì 30 gennaio 2020

Il racconto del racconto

T. de Lempicka - Ragazza alla finestra
Cammino lungo la via Marcantonio Colonna, costeggiando palazzi storici, di quelli che guardi col sorriso ebete stampato in faccia mentre ne ammiri l’eleganza, ma dove non vorresti mai abitare, perché okay, apri le finestre e annusi l’aria del rione Prati, sei a due passi da Città del Vaticano e da San Pietro, ti godi lo sbocco su Via Cola di Rienzo, una delle più esclusive di Roma, ma poi, ‘sti cazzi, chi ci vivrebbe in una casa senza almeno il disegno di un balcone!

giovedì 23 gennaio 2020

Luoghi comuni: la lezione di Marcel Proust


“Un giorno, uscendo da un concerto in cui avevamo ascoltato la Corale di Beethoven, canticchiai vagamente delle note che credevo esprimessero l’emozione che avevo appena provato, ed esclamai, con un enfasi di cui solo dopo capii la ridicolaggine: «È splendido questo passaggio!» Proust si mise a ridere e mi disse: «Ma no, mio piccolo Lucien, non è il vostro pum pum pum che può rendere questa meraviglia! Sarebbe meglio cercare di spiegarlo!» Al momento la cosa non mi fece molto piacere ma avevo appena ricevuto una lezione indimenticabile.”

Questo è un aneddoto raccontato da Lucien Daudet, il giovane scrittore francese che ebbe una relazione sentimentale con Marcel Proust.

giovedì 9 gennaio 2020

Il silenzio che cerco


Fuori, il caos.
Le auto imbottigliate nel traffico sbuffano, sussultano davanti ai semafori, che hanno il rosso con attese bibliche e il verde che dura il tempo di uno starnuto. Lungo le carreggiate urbane, trattate da autostrada, è tutto uno strombazzare di clacson e bestemmie lanciate dai finestrini aperti: dichiarazioni di guerra contro chi guida con prudenza e intralcia la foga altrui, persino contro chi osa attraversare nel pieno esercizio del diritto - negato - di transitare sulle strisce pedonali.