giovedì 7 agosto 2025

Diario di una expat a Monaco - #2: Piove piove piove


Dentro la valigia, che ho portato con me con tutto ciò che pensavo mi servisse nei dieci giorni di permanenza in albergo (prima di prendere possesso della casa in cui abiteremo a Monaco), ho stratificato canotte, t-shirt, maglie di cotone a manica lunga, gonne e pantaloni estivi; ho incastrato sandali, ciabatte a infradito e piazzato un telo mare più un costume, il mio preferito. Basterà, mi sono detta, tanto quest’anno non ho bisogno di alternare bikini e pezzi interi per stazionare sotto l’ombrellone, in una spiaggia di bagnanti: dovrò solo spanzarmi qualche mattina nel solarium dell’hotel e nuotare nella splendida piscina al coperto che già, visionata in rete, mi faceva gola, mentre mi preparavo al viaggio di sola andata. Il resto della roba è  stipata negli scatoloni, dentro il camion per il trasloco.
Ho portato tutto quello che ritenevo utile per trascorrere i mesi di luglio e agosto a Monaco, ma prima di chiudere la porta di casa, ho agito d'istinto: “Questo lo portiamo” e ho infilato dentro la borsa - non si sa mai - un ombrello tascabile.

giovedì 31 luglio 2025

Diario di un’expat a Monaco - #1: Comincia l’avventura



Alle 14:30 scendo dall’aereo e, dopo avere attivato il roaming dati nel cellulare, dò ufficialmente inizio alla mia nuova avventura da expat, a Monaco di Baviera. 

Mai come adesso desidero scrivere.

martedì 15 luglio 2025

Con le valigie pronte

Accidenti, siamo già a metà luglio! Il tempo corre troppo in fretta e questa è una percezione alla quale cerco di dare tutte le volte una spiegazione, pur non trovandone alcuna. Il tempo, in realtà, cammina a una velocità costante: le ore in un giorno sono quelle, i mesi hanno tot giorni, perché, allora, mi sembra di essere su un treno che procede spedito, senza fermarsi in nessuna stazione? E le ore di un giorno si accorciano, i mesi sono fotogrammi di un cortometraggio... Insomma mi sembra ieri che si pianificava un progetto e mi trovo già con le valigie pronte.

domenica 6 luglio 2025

Scripta Ludus: ho fatto il bis!


È accaduto ancora. Un piacevolissimo gioco letterario, il desiderio di non mancare anche al nuovo appuntamento, l’ora di svago per partorire un’idea e Scripta Ludus del blog Io, la letteratura e Chaplin è divenuta la mia seconda occasione di vittoria. Stavolta divisa ex aequo con un altro partecipante, Franco Battaglia del blog Postodibloggo, (al quale, tra l’altro, avevo dato il mio voto).

domenica 15 giugno 2025

Scrivere è difficile


Non è mai
una perdita di tempo tornare su vecchi argomenti, così oggi, per ribadire l'importanza di talune regole di scrittura, sfrutto due pretesti che sono in qualche modo complementari, perché provengono dalle esperienze personali, una di scrittura, l’altra di lettura, avviate in contemporanea nelle ultime settimane.


Uno dei limiti più evidenti, ma meno riconosciuti, quando scriviamo, è l’incapacità di rinunciare a ciò che abbiamo scritto, che va dal rifiuto totale di intervenire sul testo, nella convinzione di avere fatto tutto al meglio delle nostre possibilità, alla difficoltà di intercettare quelle parti eliminabili, nonostante ci sia voluto del tempo e non poco impegno per crearle. Magari  abbiamo buttato l’anima, in quelle pagine, e immaginare di ridurle o di “aggiustarle” smonterebbe il nostro autocompiacimento, poco importa se per difenderlo abdichiamo alla buona resa della narrazione.

domenica 25 maggio 2025

Il caffè di Luz e Marina : "Ananke" - Notre-Dame de Paris, il nuovo spettacolo teatrale di Luana M. Petrucci

Quando le tende del sipario si chiudono, lo scroscio degli applausi risponde al gradimento del pubblico. Il finale drammatico di “Notre-dame de Paris” ha commosso tutti, ma l’ovazione della platea è soprattutto la manifestazione della gioia per la riuscita dello spettacolo teatrale di Luana M. Petrucci. L’ennesimo successo di Luz del blog Io, la letteratura e Chaplin

Non ne sbaglia una! C’è poco da fare: questo si chiama talento.

Aspetto che la gente sfolli un po’, per correre ad abbracciarla: la intercetto, mentre con un mazzo di fiori in mano - e con gli occhi, che l’adrenalina ancora fa brillare -  saluta, risponde ai complimenti, ringrazia chi si avvicina per salutarla. La mia frase, quando la raggiungo è: “Mamma mia, Luà, ma che hai fatto!”, lo dico a bocca aperta, col tono che svela stupore e ammirazione, perché portare in scena un’opera magistrale come il capolavoro di Victor Hugo è un’impresa che chiede rispetto, ma riuscirci, ancora di più, significa ottenere il plauso pieno. E questo spettacolo lo ha meritato.

domenica 23 marzo 2025

Domenica mattina

                                   

È domenica mattina, dormono ancora tutti. Mi sveglio sempre presto e non faccio eccezione nei giorni festivi. Mi trovo in cucina, adesso, ho appena finito di bere una tazza di tè e, nel silenzio, il ticchettio dell’orologio appeso alla parete riempie la stanza di perentorietà. Da lontano, invece, giunge alle mie orecchie il suono delle campane di qualche chiesa, che segna quest’ora e mi inebria: mi fa pensare, non so bene perché, alla pace della campagna, anzi, più precisamente, alla vita in quei villaggi di poche case, con le famiglie ancora abituate ad andare a Messa.

giovedì 6 marzo 2025

In viaggio con Proust: Il lato oscuro di Marcel Proust


Il mio viaggio nel mondo di Proust continua con un post che stavolta lo mette a nudo, esponendolo, probabilmente, al giudizio poco lusinghiero di chi si soffermerà a leggerne il contenuto. Sì, perché dello scrittore si tramanda l’idea “romantica” di un uomo fragile, afflitto da una malattia invalidante; colto, spiritoso, con numerosi interessi: arte, musica, religione, filosofia; attentissimo esaminatore della bellezza della natura e degli oggetti che antropomorfizza per coglierne l’essenza. Tutta la sua opera attinge a un patrimonio smisurato di conoscenze e risponde a una pregevole indagine introspettiva densa di significati. Non vi ho mai tenuto nascosto il mio amore per la Recherche, letta due volte proprio per penetrarne il mistero, eppure ogni approfondimento che ne ho fatto ha svelato piccoli tasselli di una vita, quella del suo autore, che mai mi sarei aspettata di attribuirgli. 

martedì 25 febbraio 2025

L’eco 13 - Archivio di ricordi: Duran Duran e il primo concerto della mia vita

 

L’antenna del mio palazzo si è inclinata a causa del vento e lo schermo del televisore è tutto un trionfo di pixel colorati e di audio sincopato. Un disastro,  nella settimana di Sanremo! Ma solo per un motivo.

martedì 4 febbraio 2025

My lack of enthusiasm

La necessità m’induce a rispolverare il mio inglese fermo alle pochissime ore scolastiche di quarant’anni fa. Sì, beh, ecco... lo so, impensabile, oggi, non conoscere la lingua universale, quella che nel tempo si è presa tutto lo spazio, soppiantando parole che già esistono nell’idioma italiano e che noi stiamo via via affidando al linguaggio globalizzato. 

martedì 14 gennaio 2025

L’eco 12 - Archivio di ricordi: la mia laurea, quel giorno di aprile




Mi sono laureata in Aprile, non rammento più in quale giorno. Ricordo tutto di quella mattina speciale, ma la data proprio no. Rimossa. 

Così mi è bastato salire la rampa della scalinata della facoltà di Lettere e Filosofia, qualche giorno fa, in occasione della laurea triennale di mio figlio in Lettere Classiche, per ritrovare la me stessa laureanda in Giurisprudenza, in un anno che appartiene al vecchio secolo (e fa impressione solo dirlo). 

martedì 31 dicembre 2024

Gratitudine

Sto stirando davanti a una finestra da cui osservo il mondo fuori. Il sole già è tramontato e tra uno sbuffo di vapore e il lembo di un lenzuolo spianato dal ferro osservo un triangolino di luce che si staglia a poca distanza da me, in linea d’aria. È un albero di Natale allestito sul balcone di un edificio di fronte: si erge, nel buio che precede la notte, come un faro. Mi viene facile divagare con la mente e sorrido mentre formulo il primo dei pensieri: “oggi è il 31 dicembre, l’ultimo giorno dell’anno... e io sto stirando!”

giovedì 19 dicembre 2024

Il Grinch che c’è in me


È un dato di fatto, ormai devo rassegnarmi. Ma come ci sono finita, io, in questo secolo in cui sono fiorite molte delle cose che più mi mettono a disagio? Con le mie gambe, certo; tutto sommato vivendo serenamente e rendendo lode al buon Dio per questo.

Rendere lode, che espressione kitsch! 

giovedì 28 novembre 2024

Il tempo non lascia spazio che a poche parole scritte

Devo ancora decidere se questi che sto vivendo sono giorni buoni oppure no; se questa fase di rodaggio funzionerà o sarà una prova fallimentare; sicuramente sono giorni nuovi, diversi, per me che sono affezionata alla routine quotidiana. Ho intrapreso un viaggio che vorrei avesse l’approdo sperato, ma che è ancora all’inizio, dunque privo di elementi per tracciarne un bilancio. Non vivo una preoccupazione vera e propria, ma mi attanaglia il sottile, ragionevole, timore di avere fatto il tifo per una scelta che si rivelerà sbagliata. Eppure, quando la lontananza fisica ti impone voli di fantasia (e voli reali) per accorciare le distanze, allora capisci che è giunta l’ora di risolvere ciò che è diventato un problema. 

giovedì 31 ottobre 2024

Jack, il benefattore

Ogni mattina vado in giro a sparare alla gente.

Sono un cecchino esperto e sono determinato. 

Contrariamente a quanto si possa pensare, svolgo un servizio utile: faccio pulizia. Ché oggi, forse, non c’è un gran bisogno di fare pulizia? L’ordine, l’armonia, che fine hanno fatto?

giovedì 17 ottobre 2024

Tra nuoto e nuoto, il pilates

Ho praticato molti sport nella vita. L'ho fatto per moda o per necessità o perché era un diversivo, mai per un reale desiderio. L’unica eccezione: il nuoto, che pratico ormai da più di venti anni e ancora non mi stanca.  

La mia scarsa propensione verso il moto fisico è migliorata nel tempo solo perché, con l’età, ho dovuto accettare dei cambiamenti e ciò ha comportato l’insorgere di nuove esigenze e nuove abitudini. Niente più manubri, barra, bilanciere, panca; niente sport di squadra, agonismo, niente sudate in palestra per attivare, tonificare, irrobustire muscoli e articolazioni. Il nuoto è il jolly che mi gioco quando si mette male con la sperimentazione di insolite attività sportive, ma adesso ho aggiunto le lunghe camminate e, non so come, a un certo punto mi sono trovata a gravitare nell'orbita del Pilates. 

giovedì 3 ottobre 2024

Dolce è la guerra per chi non ne ha esperienza

Salvador Dalí, Il volto della guerra

Erasmo da Rotterdam  attingeva spesso a quel serbatoio di sapere che erano gli “Adagia”, una raccolta di proverbi, detti e motti da cui egli traeva spunto per elaborare le sue ricche e articolate considerazioni. Uno di essi, tratto da un libro che riporta l’omonimo titolo, recita “Dolce è la guerra per chi non ne ha esperienza(in latino Dulce bellum inexpertis) e, devo dire, mi stupisce sempre verificare come ci siano classici senza scadenza, che ritornano attuali in qualunque epoca e sembrano confermare, anche da lontanissimo, verità che il tempo non ha mai cambiato.

giovedì 26 settembre 2024

Notti magiche

Era un giorno di settimana e Palermo respirava la tipica afa di luglio. Il caos cittadino affrettava l’arrivo di un evento importante previsto per la sera: un pomeriggio di clacson ai semafori e suoni sporadici di vuvuzele fatti esplodere da qualche finestrino di auto in corsa. Alle 19:30 le strade si erano svuotate: camminare lungo via Marchese di Villabianca, di ritorno dalla passeggiata che mi concedevo a una certa ora della giornata, per ritagliarmi una pausa dallo studio, aveva il sapore della domenica, ma era un martedì e alle 20:00 i televisori di tutta Italia si sarebbero sintonizzati su una partita di calcio fondamentale, la semifinale dei Mondiali ‘90, disputata fra due super squadre: Argentina e Italia.

martedì 17 settembre 2024

N’allez pas trop vite - Una scusa per parlare ancora di Proust


Della narrativa dei giorni d’oggi non riesco a farmi piacere l’eccessivo uso della prima persona e del tempo verbale al presente e questo può corrispondere a un certo mio gusto letterario orientato verso altri stili, forse più classici o, forse, semplicemente diversi. La ricerca della paratassi sfrenata, con frasi brevi, continuamente interrotte dal punto fermo è un’altra connotazione della narrazione odierna che mi conquista poco: