lunedì 29 maggio 2017

sabato 27 maggio 2017

giovedì 25 maggio 2017

Sarà lei "la più amata"? - Lettura condivisa di Teresa Ciabatti


"È giusto obbedire alla notte" di Matteo Nucci, "Le otto montagne" di Paolo Cognetti e "La più amata" di Teresa Ciabatti.
Cos'hanno in comune questi romanzi?
Sono tre dei dodici semifinalisti del Premio Strega 2017.
Li ho citati perché uno, Nucci, l'ho letto, l'altro, Cognetti, voglio leggerlo, e il terzo, quello della Ciabatti, perché io e Sandra Faè abbiamo avuto una pensata qualche settimana fa, anzi un mese fa esatto: farne una lettura in contemporanea, visto che lei ne aveva parlato in un post e, in quella sede,  la proposta, nata da un commento, mi era sembrata interessante.

martedì 23 maggio 2017

Polemically correct

Il mio blog non vanta una lunga attività in rete, tuttavia in questi tre anni di frequentazione della blogosfera mi è capitato di leggere molti articoli tematici che sembravano essere al passo con una specifica tendenza del momento.
Esistono degli argomenti che vanno a cicli e una discussione in merito la trovi in quasi ogni sito che parli di scrittura.

domenica 21 maggio 2017

I miei anni '80

Ogni scusa è buona per buttare uno sguardo indietro ai mitici anni '80, ma adesso non mi lascio sfuggire l'occasione per dedicare un'intera pagina al periodo più bello della mia vita, dando seguito al gioco-catena ideato da Miki Moz, dopo essere stata nominata da Nadia Banaudi del blog "svolazzi e scritture." 

martedì 16 maggio 2017

I no che aiutano a crescere


Ho rubato il titolo del post a un saggio di Asha Phillips, ma questa non è una recensione del libro, anche perché non l'ho mai letto. Ne sentivo parlare ai tempi della scuola primaria dei miei figli e, certo, sembra interessante: il testo analizza, con una casistica divisa per età, le varie tipologie di situazioni in cui è fondamentale per un genitore "dire di no" al proprio figlio per consentire uno sviluppo positivo della sua personalità evitando al bambino di infilarsi in una dinamica autocentrata e "onnipotente" (descrizione tratta da Ibs.it)
Mi sento a posto con la coscienza: i miei due pargoli, ormai adolescenti, sono cresciuti a pane e no.

Oggi mi è venuto spontaneo allargare il discorso azzardando un parallelismo: molti di noi non stanno attraversando, in fondo, delle tappe evolutive nella difficilissima arte della scrittura divenuta impegno quotidiano? E pensavo a quanti "no" aiutano a maturare un significativo cambiamento in chi intende raggiungere non dico dei livelli accettabili, ma dei veri e propri obiettivi importanti, che siano il risultato di sudore e fatica distribuiti nel tempo.

Quando io critico il self-publishing lo faccio perché leggo, in tanti autori che pubblicano la propria opera, costi quel che costi, solo la precisa volontà di superare l'ostacolo dei "no", che non sono soltanto quelli degli editori poco interessati o attenti a soddisfare prevalentemente le esigenze di mercato, ma anche quelli dei lettori che bocciano determinate opere per tutta una serie di ragioni che non vengono capite. Perché l'autore self si è infilato in quella "dinamica autocentrata e onnipotente" del bambino che non sa intascare i "no" necessari. 

Non parlo a vanvera, voglio raccontarvi un'esperienza personale a conforto della mia riflessione.

giovedì 11 maggio 2017

Scusate, oggi atterro



Giovedì scorso, dopo uno scambio di battute con un amico blogger, mi sono messa in mano "È una vita che ti aspetto" di Fabio Volo.
In effetti, era una vita che aspettava nella libreria, schiacciato fra i libri che faccio finta di non avere. 
Così giovedì, dopo pranzo, l'ho cominciato; sabato, prima di pranzo, l'ho finito: era una vita che mi aspettava...
E NON POTEVA CONTINUARE A FARLO?

****

giovedì 4 maggio 2017

Scusate, oggi volo!


In un commento di martedì scorso al mio post sulla noia, Michele Scarparo mi ha detto: "prendine uno e leggilo".
Vabbè, ora, solo perché solleticata da una provocazione, spendo dieci euro per comprare uno dei tanti successi di Fabio Volo?
Giammai! 
Se non altro perché sono una donna fortunata: ce l'ho, un Fabio Volo, nella libreria, anche se non l'ho mai letto; mi è stato regalato per un compleanno da un'amica ("Dani, un libro! Non potevi farmi cosa più gradita." 
Dietro le quinte: "DANI, TI SEMBRO IL TIPO CHE LEGGE FABIO VOLO?")

martedì 2 maggio 2017

Tutto il resto è noia

Giovane operaio
Amedeo Modigliani
Metti un giorno che, armata di buona volontà, mi siedo per completare un capitolo del romanzo e mi trovo a disegnare cerchi di fumo nell'aria oppure penso che il blog meriti un bel discorso sull'importanza delle parole e mi trovo a sbuffare su ciò che sto scrivendo. Metti che sbuffo anche intrufolandomi qua e là nei vari siti e mi scoccia commentare.
Orribile sensazione, la noia.

giovedì 27 aprile 2017

Repetita iuvant: 10 regole di scrittura (col sorriso di Beppe Severgnini)


Qualche giorno fa stavo cercando conforto in rete per un articolo che ho scritto sulla "buona scrittura", che avrei dovuto
mandare in onda martedì scorso e che invece ho rinviato a nuova data per noia sopraggiunta.

Clicca qui clicca là, ho scovato un articolo di Beppe Severgnini, su corriere.it, in risposta alla lettera di una fedele lettrice che chiedeva al giornalista di ripubblicare le regole per scrivere bene (già elencate, in occasione degli esami di maturità,  in un articolo della rivista Io Donna del 2000.)

Avendole trovate divertenti, le piazzo anche nel mio blog (magari tornano utili):

martedì 18 aprile 2017

Il ritorno




Stamattina ho chiuso il profumo della mia città in valigia, ho preso un ultimo caffè con due mie amiche, ho salutato i miei genitori, sono salita in auto, ho viaggiato fino a Catania.

giovedì 13 aprile 2017

Voci di scrittori: i nomi degli autori



Come promesso, ecco i nomi degli autori dei brani postati martedì scorso a sostegno della mia riflessione. Trattasi di:

1) Non aspettare la notte  di Valentina D'Urbano
2) Cleopatra va in prigione  di Claudia Durastanti
3) Niente è come te  di Sara Rattaro
4) Favole del morire  di Giulio Mozzi
5) La strage dei congiuntivi  di Massimo Roscia
6) Chirù  di Michela Murgia

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martedì 11 aprile 2017

Voci di scrittori

La giovinezza regala salute, vigore e sempre nuovi sogni, ma la maturità fa fiorire un raro frutto: la consapevolezza, anticamera di una grande dote che è la capacità di dare un senso a tutte le cose, qualche volta di metterle in ordine, altre di saperle guardare nel modo giusto. 
Ho ingaggiato una silenziosa battaglia contro i segni del tempo, ma non mi lamento di nulla, ho raggiunto un discreto livello di certezze su alcuni aspetti della vita e considero, questa mia, un'angolazione privilegiata da cui osservare ogni cambiamento.
È da questa ottica consapevole che analizzo anche la mia scrittura.

martedì 4 aprile 2017

In viaggio con Proust: il "male" di Charles Swann


"Di tutti i modi in cui nasce l'amore, di tutti gli agenti di disseminazione del sacro male, quel grande soffio di angoscia che a volte passa su di noi, certamente è uno dei più efficaci. Allora la sorte è segnata, la creatura con la quale stiamo bene in quel momento, sarà lei che ameremo."

Sono rimasta intrappolata nelle duecento pagine che scavano dentro l'amore sofferto di Charles Swann, una parentesi che si apre nel primo volume della Recherche, piccolo romanzo nel romanzo dal titolo "Un amore di Swann". Narrato in terza persona, esso vive di luce propria, approfondendo una storia che precede l'inizio di quella principale e che rappresenta una sorta di antefatto avente come protagonista Charles Swann, il più celebre personaggio dell'opera di Proust, il quale fa la sua comparsa defilata già all'inizio del primo volume (il titolo, non a caso, porta il suo nome) e che soltanto nella seconda parte del libro diventa protagonista esclusivo di un tormento d'amore, il più bello che io abbia mai letto.

martedì 21 marzo 2017

Foglie d'erba (scritto e diretto da Luana M. Petrucci)

"Carpe diem, quam minimum credula postero", recita il più citato verso delle Odi di Orazio.

E io l'attimo l'ho colto, o meglio ho colto una bella occasione: sono andata a vedere lo spettacolo "Foglie d'erba", messo in scena da Luana M. Petrucci, la Luz del blog Io, la letteratura e Chaplin, al Teatro San Filippo Smaldone, facilmente raggiungibile da casa mia (che già, con le distanze di Roma, è tutto dire.)

martedì 14 marzo 2017

Nuova finestra aperta su #imieiprimipensieri: un pensiero molesto

Mi è capitato di nuovo, ieri, di trovarmi immersa in un guazzabuglio di parole senza ordine, così, all'improvviso. 
Mentre contemplavo il monitor del computer con una pagina aperta su una parte del romanzo che sto scrivendo, non era al modo di sciogliere i nodi della storia che stavo pensando, ma a come scacciare un pensiero che mi assilla.





martedì 7 marzo 2017

In viaggio con Proust: Istruzioni per l'uso


"Il ricordo di una certa immagine non è che il rimpianto di un certo istante; e le case, le strade, i viali sono fugaci, ahimè! come gli anni."

Pag 535. Ho finito il primo lungo viaggio alla ricerca del tempo perduto

"Dalla parte di Swann" mi ha sbalordito.

martedì 28 febbraio 2017

3 versioni, 2 editor, 1 brano (Rewind)

Questa immagine contiene un messaggio subliminale!😜

Riavvolgiamo il nastro: martedì scorso avevamo un brano da cui partire, due editor da valutare e tre versioni da leggere.
Adesso ci troviamo con tre versioni lette, due editor valutati e un brano da svelare.
È piaciuto, non è piaciuto, è piaciuto più delle tracce editate,  meno in un editing rispetto all'altro, qualunque sia il giudizio che ne abbiamo dato, resta il fatto che l'originale ha avuto la meglio sull'operato dei due editor e che il secondo editor ha ricevuto critiche più dure e un più scarso gradimento nel confronto con il primo. 
Un risultato che sembra alquanto singolare, se da una parte abbiamo uno scrittore che ha fatto del proprio stile una caratteristica che lo ha reso unico e dall'altra un editor che ha aiutato diversi scrittori ad affermarsi.
Nessuna illuminazione?

martedì 21 febbraio 2017

1 brano, 2 editor, 3 versioni


Mestiere difficile quello di editor.
L'idea di una collaborazione che abbia lo scopo di trasformare in scrittore chi, semplicemente, scrive è una di quelle che accarezzo di più, quando immagino di volere pubblicare qualcosa di mio. Verificare i punti di debolezza della mia opera, lavorare sulle parti meno efficaci, perfezionare le pagine meno riuscite, tutto rientrerebbe nell'ottica della buona scrittura alla quale ambisco. L'editor, però, deve possedere le qualità adatte, un'adeguata preparazione, la giusta dose di intuizione che gli consenta di seguire le linee tracciate nella storia sottoposta alla propria attenzione senza stravolgerne la natura. 
Lo diciamo spesso: l'editor non riscrive, suggerisce, rimanendo quanto più possibile allineato alle intenzioni dell'autore.

Che accade, dunque, se uno stesso testo viene rimaneggiato da due editor diversi? 

martedì 14 febbraio 2017

Il regalo di Cupido: l'intervista a Erica Mai, autrice di narrativa erotica


Se c'è un genere che mi attrae poco è quello erotico. Ho letto Anais Nin, in passato, ma parliamo di alti livelli che, tuttavia, non mi hanno conquistato; ricordo qualche buon vecchio Harmony con delle punte di erotismo che mi facevano arrossire (vista anche l'età) e qualche anno fa una rivista letteraria mi ha offerto in lettura un romanzo di Sara Bilotti perché io ne facessi una recensione. Non parliamo delle Sfumature varie: mi sono fatta bastare la Bilotti.
Poi, un giorno, su Twitter mi imbatto in una giovane scrittrice di libri erotici che nella descrizione del suo profilo cita Andy Warhol: "Il sesso è più eccitante sullo schermo e tra le pagine che tra le lenzuola."
Qualcosa mi dice che voglio approfondire la faccenda. La contatto e le propongo un'intervista al buio: io non so niente delle opere che scrive, voglio che lei provi a convincermi a leggere uno dei suoi romanzi, tutti esposti nella vetrina del suo blog, corredati di trama, estratto e link per gli acquisti in rete.
Così le faccio qualche domanda e lei risponde in modo molto garbato. Ne è venuta fuori una bella chiacchierata.

Vi presento Erica Mai.

giovedì 9 febbraio 2017

Consigli di lettura: l'utilità delle recensioni


Sono una lettrice anomala se dico che non è mia abitudine farmi una scorpacciata di recensioni prima di decidere se leggere o meno un libro?

giovedì 2 febbraio 2017

Le conversazioni sullo scrivere di Pontiggia: le mie riflessioni


Nella prima puntata delle Conversazioni sullo scrivere di Giuseppe Pontiggia del ’94, conversazioni che potete liberamente scaricare dal sito di Radiorai, lo scrittore comasco introduce molti spunti su cui è doveroso soffermarsi. Non so quali osservazioni faranno in proposito Helgaldo e Michele Scarparo sui loro blog, poiché questa è un’iniziativa a tre, ma a me è venuto in mente che dovrei capire meglio che tipo di scrittrice sono o potrei essere. 
Tutti quelli che amano scrivere dovrebbero porsi questa domanda, per riuscire meglio a identificare le proprie mete artistiche, ma anche i limiti che, invece, tante volte ignorati, finiscono per trasformarsi in ambizioni mal riposte e conseguenti frustrazioni. 

martedì 31 gennaio 2017

#imieiprimipensieri: vedo polvere dappertutto

(Scrittura di getto di un lunedì pomeriggio)


Ebbene, Chiara, sì, mi metto in gioco, ma sappi che già ho cominciato a giudicarmi con severità, ritenendo sciocco e senza senso il post che mi sto accingendo a pubblicare sull'onda della sola emotività non alterata da strani deformanti giochi della mente.
Dunque, per la serie #imieiprimipensieri capitolo uno, ecco la mia prova scritta di getto in poco meno di quindici minuti, ispirata da una pezza per spolverare, prima di andarmene in giro strade strade ad accompagnare i miei figli in palestra (rigorosamente in punti della città e in orari diversi)
E vada come vada! 
(Anche sto cappelletto l'ho scritto per come m'è venuto: tutto di getto... oppure getto tutto)

giovedì 26 gennaio 2017

INSIEME RACCONTIAMO 17


Saltato l'appuntamento natalizio, mi sono riallineata con l'iniziativa mensile di Patricia Moll, "Insieme Raccontiamo", capitolo 17, di gennaio. 

Le regole per partecipare le trovate qui.

Un incipit e una continuazione, con una interessante variante: la presenza di una foto molto suggestiva cui ispirarsi.

Sempre nel principio che il divertimento vien scrivendo, vi propongo il mio sequel.

martedì 24 gennaio 2017

Di cosa parliamo quando parliamo di Gordon Lish?

Parliamo di editing ad alto livello.

Non so voi, ma io, quando penso a uno scoglio vero da superare nell'ardua corsa verso la pubblicazione, non immagino il mio libro ignorato da un editore, bensì la mia opera fatta a pezzi da un editor. 
Questione di e finali: l'editore pubblica, l'editor mira a creare scrittori di successo. 
L'attività di editing, che è quel prezioso lavoro di chirurgia letteraria in cui il manoscritto viene sezionato, ripulito, curato nelle sue parti malate e restituito con una dignità all'attenzione di un editore, è fondamentale e prescinderne è il valore dimezzato di una scrittura che non se ne avvale.
Un occhio esperto individua i punti critici di un testo, interviene suggerendo i tagli giusti da operare per fare emergere il meglio soffocato dal "troppo"; non manipola uno scritto, non ne stravolge il contenuto, sia anche per adeguarlo alle richieste di mercato. 
Un editor sottolinea, indirizza, setaccia, semplifica, migliora, ma tutto senza imporre nulla: la strategia giusta va condivisa con l'autore, discussa, spiegata, sempre con l'obiettivo di fare emergere le potenzialità non del tutto espresse o espresse male dell'opera.

Non, però, quando un testo arriva nelle mani di Gordon Lish.

martedì 17 gennaio 2017

In viaggio con Proust: "E all'improvviso il ricordo mi è apparso"


Immagino di essere su un treno per un viaggio molto lungo che ha una meta lontana; non so cosa aspettarmi alla fine, ma il piacere che provo è nel godermi il tragitto, con le sue fermate, le sue stazioni obbligatorie. 
Questo mio lungo viaggio è cominciato quando ho deciso di mettere mano per la prima volta a un'opera che ho sempre snobbato per il timore, indotto dal sentito dire, che potesse essere oltremodo pesante. Ho superato la mia remora (in verità, un pregiudizio) e con una rinnovata curiosità ho comprato e cominciato a leggere "Dalla parte di Swann", il primo volume di "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust, ben determinata ad arrivare al settimo libro.
Un piccolo tratto è stato già percorso e sono giunta a questa fermata con un entusiasmo che ho subito pensato di condividere con voi. Sono solo a pagina 134, alla fine del primo capitolo: pochissimo, ma quanto basta per trarne uno spunto al quale voglio dare il giusto risalto.

Quanto sono importanti i ricordi?

giovedì 12 gennaio 2017

Alla fiera del blog

(filastrocca riassuntiva del thriller paratattico)



Alla fiera del blog, per un anno, un esercizio Helgaldo ideò.
Alla fiera del blog, per un anno, il paratattico thriller creò.

E venne Marina, 
che scrisse una versione 
dell'esercizio che Helgaldo ideò.

Alla fiera del blog, per un anno, un esercizio Helgaldo ideò.

martedì 10 gennaio 2017

La lunghezza che conta


Non è perché sono fissata con metri e lunghezze, ma oggi ho fatto un acquisto importante e durante il tragitto fino a casa ho continuato a ripetermi: devo essere pazza, devo essere pazza, devo essere pazza, mentre il libro dondolava dentro la busta della libreria.
Questa è una lettura concepita per progredire a dosi, con oltre tremila pagine l'approccio dev'essere per forza graduale, se no pensi che, al confronto, scalare l'Everest sia un gioco da ragazzi.
E io, che da sempre litigo con le dimensioni fuori misura, mi sono consapevolmente lanciata in una sfida che è più una scommessa con me stessa: spero di riuscire a completare la lettura di questo colosso letterario e di non impiegare un anno per ogni libro di cui esso si compone, per l'esattezza sette.
Dopo avere finito il romanzo che sto leggendo di Abraham Yehoshua, mi aspetta il primo volume dell'opera magna di Marcel Proust, "Alla ricerca del tempo perduto". (Povera me!)

sabato 31 dicembre 2016

FELICE 2017


Buoni propositi, bilanci, promesse mantenute o da portare nel nuovo anno, impegni presi, aspettative che si rinnovano, i miei sogni non hanno cambiato abito, restano gli stessi: desidero solo che una meravigliosa normalità continui a caratterizzare la mia vita.

Alle 00:00 alzerò il calice di spumante e penserò a ognuno di voi.



AUGURI, AMICI


giovedì 22 dicembre 2016

Thriller paratattico n. 69 - BUON NATALE


Una giovane donna si trova sperduta nel quartiere parigino di Montmartre, intorno a lei vetrine piene di luci sfavillanti. 
La giovane cammina osservando la cura con cui sono stati allestiti gli alberi di Natale nei vicoli, è felice, entra finalmente in una casa. Sale le scale, comincia a intravedere una luce, si trova nel mezzo di un centro commerciale dove uomini vestiti da Babbo Natale distribuiscono regali ai bambini. Gli uomini si avventano su di lei con entusiasmo: la vogliono riempire di doni, forse convincerla a cantare Jingle bells con loro. La donna urla di gioia, gli uomini panciuti le fanno indossare la divisa rossa, le legano attorno alla vita una fascia nera, le buttano allegramente un po' di brillantina dorata nei capelli, aspettano che si schiarisca la voce. La donna sprofonda in un sogno come quando da bambina cantava nelle recite a scuola, comincia a dondolare al suono della musica. Si sente un groppo alla gola. Una mano la scuote, si sveglia. Il dentista è stato così delicato durante l'intervento! Le rivolge un sorriso natalizio: "Tutto fatto signora. Quest'anno potrà abbuffarsi di panettoni. Mezza corona, prego! E buone feste: ci rivediamo all'anno nuovo. Ma non pensi che io sia sempre così buono."

MUHUHAHAHAHAH!






mercoledì 21 dicembre 2016


21 dicembre 2016

Caro diario, 
sono tornata in quel posto maledetto, lo faccio spesso da quando lo psicologo mi ha detto che per dimenticare devo affrontare le mie paure. Non è stato facile per me riprendermi dallo shock di un incubo che mi ha cambiato la vita. Da allora, non riesco più a entrare in un bar, gli occhi degli uomini presenti mi terrorizzano, entro nel panico quando vedo le corde delle chiatte ormeggiate nel molo della Senna e quanto odio questo fiume putrido, lo odio, lo odio, LO ODIO.

martedì 20 dicembre 2016

Caffè con Barbara


Metto in coda i miei impegni, ma non li dimentico mai. Come le letture: libri su libri impilati in ogni angolo di casa (ormai la libreria trabocca) e io che, pur non tenendo il passo, mi riprometto di leggerli tutti e lo faccio, nel tempo. 

Così è passato un mese, ma io ho soltanto rimandato, non trascurato, l'appuntamento con la nomination ricevuta da Webnauta per il Liebster Award e oggi ho invitato Barbara a bere un caffè per fare quattro chiacchiere insieme, mentre rispondo alle sue domande. 
Ho ricevuto questa nomina e ho pensato: toh, un Liebster Award, finalmente! 😜

giovedì 15 dicembre 2016

Thriller paratattico n. 68 - Caro diario...


Ho cominciato a scrivere quando in quinta elementare, per il compleanno, mi regalarono il diario di Holly Hobbies, un quadernetto quadrato con fogli non rigati e chiusura con il catenaccio. Ogni giorno mi sedevo, prendevo il diario dal cassetto della scrivania e raccontavo: ero piccola e la mia era una semplice cronaca della giornata scolastica o erano piccoli sfoghi su persone che mi stavano antipatiche. Poi, quell'abitudine è diventata un appuntamento fisso della mia quotidianità e nel tempo ho cominciato a riempire agende vere, quelle da lavoro, con date e calendario: ogni anno mio padre ne riceveva diverse e lui le passava a me sapendo di farmi felice. Il famoso "diario personale" è diventato un raccoglitore di pensieri, racconti di episodi vissuti, riflessioni su situazioni e persone, un rifugio in cui mi isolavo tutte le volte che potevo.
Scrivere una pagina che sapevo non avrebbe letto nessuno mi spingeva a lasciarmi andare senza badare a linguaggio, modi, espressioni: scrivevo quasi in trance, guidata solo dall'irresistibile desiderio di svuotare la mente.

Anche i protagonisti del Thriller tengono un diario personale, non lo sapevate? 

mercoledì 14 dicembre 2016

Thriller paratattico n. 67: Riepilogo


Questa settimana ci siamo persi a Montmartre in un dedalo di vicoli intricatissimo, dove ogni stradina buia e desolata aveva il nome di un verbo desueto che abbiamo inserito nella storia del Thriller paratattico n. 67.
Che s'ha da fà pé campà - ha pronunciato la giovane donna parigina mentre adonestava, cavagnava, locupletava, avellava, barbugliava e traccheggiava nella speranza di trovare presto una via di uscita dal labirinto... e da questo esercizio.😛

Chi si è prestato al gioco ha scritto delle versioni divertenti e l'ultima, in versi, ha offerto a quei vocaboli la dimora a essi più congeniale. Chi meglio di Michele Scarparo poteva riuscire in questa impresa.

Non avevo idea dei significati dei verbi che ho scelto, sono andata per suoni evocativi, quello che mi è piaciuto di più è stato "cavagnare"; "avellere", alla fine, non è che il tempo infinito del più comune participio passato "avulso" e "traccheggiare", nel mio dialetto siciliano, è in uso con il termine "tracchiggiu" che ha lo stesso significato.

I verbi sono questi:

ADONESTARE: fare apparire onesto, giustificare
CAVAGNARE: scavare buche nel terreno per piantare alberi
LOCUPLETARE: arricchire, rendere ricco.
AVELLERE: togliere via, strappare.
BARBUGLIARE:parlare in modo interrotto e confuso, senza riuscire a pronunciare distintamente le parole.
TRACCHEGGIARE: temporeggiare, mandare per le lunghe una trattativa o altro, in modo da non prendere o ritardare una decisione, o comunque per guadagnare tempo.

E queste le versioni di questa settimana:

martedì 13 dicembre 2016

Il momento è ancora delicato?


"Una delle prime cose che ho imparato facendo il mestiere dello scrittore è che i racconti non vendono, anzi i racconti non fanno una lira, visto che era il lontano 1995."

Sono le prime righe dell'introduzione della raccolta di racconti "Il momento è delicato" di Niccolò Ammaniti, pubblicato nel 2012.

Venti anni fa Gian Arturo Ferrari, allora capo della Mondadori, voleva ripubblicare con la grande casa editrice il primo romanzo di Ammaniti, "Branchie", uscito sotto l'etichetta Ediesse. Poiché la transazione con i detentori dei diritti sul libro non andò a buon fine, chiese all'autore se avesse pronto un altro romanzo e lui rispose che no, in quel momento non ne aveva, ma aveva disponibili dei racconti. La controproposta fu rifiutata, anche se poi, con l'aggiunta di uno racconto lungo, la raccolta di Ammaniti fu pubblicata con il titolo di "Fango".
Nonostante le soddisfazioni, questo dei suoi è il libro che ha venduto di meno.
Perché i racconti non sono appetibili. I racconti non portano guadagno alle case editrici, i racconti non piacciono quanto i romanzi.
Ma è ancora così?

giovedì 8 dicembre 2016

Thriller paratattico n. 67 - Perdersi a Montmartre


Oggi, la nuova proposta del Thriller paratattico è una prova di intrattenimento narrativo. Voglio dire che ci eserciteremo come al solito nella scrittura, ma lo faremo divertendoci con le parole, con alcune parole.
Ho pensato a un esercizio per il quale sarà necessario mettere in moto gli ingranaggi della fantasia, ma con una mano sul vocabolario.

La giovane donna parigina si è smarrita. Ha abbandonato la strada principale e si è addentrata nei vicoli bui di Montmartre. 
È quello che faremo anche noi: ci perderemo.

mercoledì 7 dicembre 2016

Thriller paratattico n. 66: Riepilogo


"Prometto di non andare più a Montmartre" è una raccolta di racconti, un saggio, un compendio di esercizi di stile, un libro di scrittura creativa interattivo. Nella nostra fantasia è stato tutto ciò e le quarte di copertina, oggetto della prova della settimana scorsa, hanno tentato di sottolineare il valore dell'opera in ognuna di queste vesti.

Mi sono immaginata in libreria a sfogliare il manuale. 
Cosa mi aspetterei di trovare scritto dietro un titolo del genere?

martedì 6 dicembre 2016

Imparare dai racconti

di due grandi scrittori: James Salter e Edna O'Brian


Da un po' di tempo, ormai, le mie letture si sono fermate alla formula "short story", racconti di autori che hanno scritto pregevoli "opere brevi" e che ho apprezzato in modi e per motivi diversi.

Di recente ho letto "L'ultima notte" di James Salter, e sto ancora smaltendo i racconti di Edna O'Brian, contenuti nella raccolta "Oggetto d'Amore", citata nel post di martedì scorso, nell'ambito di una riflessione che, tuttavia, non le ha reso giustizia.

La scoperta più interessante di questa mia esperienza di lettura è stata riconoscere come stili così diversi e opposti schemi narrativi mi abbiano coinvolto in egual misura, soddisfacendo le mie esigenze di lettrice ma, soprattutto, il mio instancabile desiderio di attingere le tecniche di scrittura più valide direttamente da autori maestri di narrazione.

domenica 4 dicembre 2016

Domenica si racconta - La recita di Natale


Con questo racconto partecipo all'iniziativa lanciata da Barbara Businaro per festeggiare il primo anno di vita del suo blog Webnauta: "Un compleanno, un contest... un premio."
E poiché una borsa di libri fa sempre gola, mi sono segnata le coordinate di viaggio e ho provato a seguire la rotta.
Nonostante non abbia utilizzato le parole nel loro ordine, sono comunque giunta in porto con i miei 7995 caratteri, un risultato apprezzabile dopo essere intervenuta a suon di lima e forbici su un racconto che andava ben oltre il limite degli 8000 previsti dal regolamento. 

Le parole NAVIGATORE - CHEESECAKE - MANOSCRITTO - FRESIA sono entrate dentro una scuola durante i preparativi per... 

giovedì 1 dicembre 2016

Thriller paratattico n. 66 - Ripartiamo in quarta


Sta per uscire in tutte le librerie il thriller "Prometto di non andare più a Montmartre" di AA.VV e già il libro presenta le caratteristiche per salire in vetta alle classifiche. 
Le testate giornalistiche lo definiscono il più grande caso editoriale degli ultimi anni, fioccano offerte da ogni parte del globo e le case editrici estere si sono coordinate per un lancio in contemporanea mondiale.
Con il Thriller paratattico gli autori hanno fatto centro e il libro è salutato come il nuovo fenomeno dell'anno.
Ma che storia racconta?
Se il libro venderà tanto è perché, accanto al martellante passaparola, una squadra di esperti sarà stata in grado di scrivere una quarta di copertina coi fiocchi.
E la squadra di esperti siamo noi!
Di quarte di copertina siamo diventati ormai pratici, grazie alla rubrica curata nel blog "Scrivere per caso", adesso che il lancio del libro si fa prossimo dobbiamo pensare di scriverne una per il thriller.